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Gentile direttore,

premesso che sono un cattolico apostolico cristiano romano che tutte le domeniche si reca doverosamente a messa, debbo confessare che da qualche tempo non ho più quell’entusiasmo cristiano di seguace degli insegnamenti del Vangelo perché ormai si parla poco di Gesù e dello stesso Vangelo e molto, o solo, di potere temporale con intrusione totale nei fatti politici “terreni”.

A volte faccio peccato a pensare che satana si sia impossessato della chiesa.

Francamente sono frastornato di quanto accade nel mondo clericale, dallo scandalo di pedofilia a quello del culto della gestione di un immenso patrimonio, alla ricerca di un ruolo nel potere temporale. Tutti problemi dimenticati o volutamente oscurati con l’entrata nella politica attiva contro un falso nemico di nome Salvini.

Qualcuno può evitare che tanti cattolici si allontanino dalla fede cristiana?

Suo affezionato lettore.

Franco Tagliavia

 

Carissimo lettore,

ho avuto modo, qualche mese addietro, di esprimere, come lei, le mie perplessità sull’entrata in politica della chiesa.

Come lei, sono perplesso e inorridito per questa mobilitazione militare della chiesa, ufficialmente contro Salvini, ma in vero per riprendere il potere temporale e patrimoniale che a loro appare minacciato. Ma sbagliano metodo perché la loro azione o reazione appare sproporzionata facendoci  precipitare nel passato, ai tempi della inquisizione.

Con fatica sono riuscito a rintracciare un articolo choccante che non ricordavo dove averlo letto.

Si tratta del quotidiano LaVerità del 15 giugno 2019, pag.1 e 12.

Qui si parla di un certo Don Giorgio De Capitani che esercita nel milanese.

Un prete che, scrive il giornale, in passato aveva augurato un ictus per Silvio Berlusconi e definito i nostri soldati, in missione di pace in Afghanistan “mercenari, farabutti e criminali”.

Il suo obiettivo, ovviamente, è il ministro dell’interno che attacca a testa bassa dopo avere invocato, nel recente passato, di lasciare fuori dalle chiese i leghisti definendoli “porci, bastardi, risucchiati nel water delle loro ideologie di me… ”.

Fin qui il passato. Ma andiamo al presente.

In un audio, si legge sempre sulla Verità, subito rilanciato dalla Zanzara radiofonica, ha detto testualmente “Salvini è un ladro, uccidiamolo”. Il ragionamento parte dalla legge sulla legittima difesa. Nel suo discorso sostiene: “Se è lecito uccidere chi minaccia la nostra vita, allora io ho il diritto di uccidere Salvini che minaccia la democrazia …Io posso farlo fuori. E se lo fa qualcun altro io dico che ha fatto bene”.

Ordinato sacerdote nel 1963, ha girato varie diocesi di Milano fino al 2013, quando Mons. Angelo Scola gli ha tolto la gestione della parrocchia di Monte.  In atto, però, continua a celebrare ogni domenica alle 18,00 nella parrocchia di Dolzano.

Il fatto che nessuno interviene per “calmare” questo spirito bollente terreno di un padre spirituale,

ci fa pensare che il suo incauto intervento sia, alla fine, molto condiviso all’interno della chiesa.

Aggiungere altro sarebbe troppo.

Nell’immagine, un momento della inquisizione immaginando, magari, di torturare Matteo Salvini.

Gentile direttore,

premesso che sono un cattolico apostolico cristiano romano che tutte le domeniche si reca doverosamente a messa, debbo confessare che da qualche tempo non ho più quell’entusiasmo cristiano di seguace degli insegnamenti del Vangelo perché ormai si parla poco di Gesù e dello stesso Vangelo e molto, o solo, di potere temporale con intrusione totale nei fatti politici “terreni”.

A volte faccio peccato a pensare che satana si sia impossessato della chiesa.

Francamente sono frastornato di quanto accade nel mondo clericale, dallo scandalo di pedofilia a quello del culto della gestione di un immenso patrimonio, alla ricerca di un ruolo nel potere temporale. Tutti problemi dimenticati o volutamente oscurati con l’entrata nella politica attiva contro un falso nemico di nome Salvini.

Qualcuno può evitare che tanti cattolici si allontanino dalla fede cristiana?

Suo affezionato lettore.

Franco Tagliavia

 

Carissimo lettore,

ho avuto modo, qualche mese addietro, di esprimere, come lei, le mie perplessità sull’entrata in politica della chiesa.

Come lei, sono perplesso e inorridito per questa mobilitazione militare della chiesa, ufficialmente contro Salvini, ma in vero per riprendere il potere temporale e patrimoniale che a loro appare minacciato. Ma sbagliano metodo perché la loro azione o reazione appare sproporzionata facendoci  precipitare nel passato, ai tempi della inquisizione.

Con fatica sono riuscito a rintracciare un articolo choccante che non ricordavo dove averlo letto.

Si tratta del quotidiano LaVerità del 15 giugno 2019, pag.1 e 12.

Qui si parla di un certo Don Giorgio De Capitani che esercita nel milanese.

Un prete che, scrive il giornale, in passato aveva augurato un ictus per Silvio Berlusconi e definito i nostri soldati, in missione di pace in Afghanistan “mercenari, farabutti e criminali”.

Il suo obiettivo, ovviamente, è il ministro dell’interno che attacca a testa bassa dopo avere invocato, nel recente passato, di lasciare fuori dalle chiese i leghisti definendoli “porci, bastardi, risucchiati nel water delle loro ideologie di me… ”.

Fin qui il passato. Ma andiamo al presente.

In un audio, si legge sempre sulla Verità, subito rilanciato dalla Zanzara radiofonica, ha detto testualmente “Salvini è un ladro, uccidiamolo”. Il ragionamento parte dalla legge sulla legittima difesa. Nel suo discorso sostiene: “Se è lecito uccidere chi minaccia la nostra vita, allora io ho il diritto di uccidere Salvini che minaccia la democrazia …Io posso farlo fuori. E se lo fa qualcun altro io dico che ha fatto bene”.

Ordinato sacerdote nel 1963, ha girato varie diocesi di Milano fino al 2013, quando Mons. Angelo Scola gli ha tolto la gestione della parrocchia di Monte.  In atto, però, continua a celebrare ogni domenica alle 18,00 nella parrocchia di Dolzano.

Il fatto che nessuno interviene per “calmare” questo spirito bollente terreno di un padre spirituale,

ci fa pensare che il suo incauto intervento sia, alla fine, molto condiviso all’interno della chiesa.

Aggiungere altro sarebbe troppo.

Nell’immagine, un momento della inquisizione immaginando, magari, di torturare Matteo Salvini.

 

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