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di Elio D’Amico

BILANCIO ESTIVO DI UNA ATTIVITA’ ARTISTICA TRAPANESE

I luoghi comuni dicono che a settembre i ragazzi tornano a scuola, le foglie cadono e ricominciano le giornate uggiose anche se, come diceva il trio Marchesini-Lopez-Solenghi, non ci sono più le mezze stagioni.

Ma settembre è anche tempo di bilanci, e questo non è un luogo comune: bilanci dell’estate trascorsa, delle ferie più o meno godute, dei gelati e delle serate passate al chiaro di luna con gli amici.

Ma i bilanci li fanno anche le Compagnie teatrali, le pro loco, i Comuni e tutti quegli Enti che hanno cercato di organizzare gli intrattenimenti delle nostre serate estive; e, dall’altra parte della barricata, chi ha il compito di commentare ciò che è stato organizzato.

Per i Trapanesi il bilancio non si limita alla città, ma comprende le iniziative anche delle zone limitrofe, comprendenti, oltre il capoluogo, almeno anche Erice, Valderice e Segesta.

In provincia ha certamente spiccato la stagione di Segesta, che ormai propone da alcuni anni un cartellone estremamente diversificato ma che, nella media, mantiene ormai un buon livello qualitativo, in verità raggiunto anche quest’anno: molte le rappresentazioni classiche riviste in chiave moderna, spesso proposte da giovani, che hanno dato una diversa chiave di lettura, anche se non sempre condivisibile; ma il teatro è evoluzione, anche se il discostamento dai testi originali è sempre un rischio.

Ma la presenza di quasi 20.000 spettatori sembra abbia premiato le scelte del Direttore Artistico Nicasio Anzelmo.

Sembrano invece attestarsi su livelli più bassi le proposte del Teatro San Barnaba di Valderice, ormai soltanto un’ombra di quell’ente che, fino a una decina di anni fa, era un punto di ritrovo per le serate dell’intero agro ericino con film di richiamo e spettacoli di qualità, con interpreti di livello assoluto: ormai soltanto spettacoli anonimi, di richiamo esclusivamente locale.

All’insegna del risparmio la stagione ericina, anche se in verità il mese di agosto – periodo di massima affluenza – è stato interamente coperto in tutte le giornate: punta di diamante è stata la settimana della musica medievale e barocca presso la chiesa di San Martino, e – come risposta del pubblico – l’Erice Fantasy Festival che, alla fine di agosto, per due giorni, ha raccolto tantissimi giovani nei giardini del Balio.

In comune – Segesta, Valderice ed Erice – hanno avuto la loro brava rassegna letteraria, con la presentazione delle ultime novità librarie – anche le penultime – e l’incontro con gli autori più o meno famosi; ormai una rassegna letteraria non la si nega nemmeno al borgo più sperduto, stante la volontà degli autori di promuovere ad ogni costo la loro ultima produzione: ma se queste iniziative servono a vendere più libri, che ben vengano!

Un discorso diverso, chiaramente, merita Trapani, che ormai affida le sue notti estive unicamente alla corazzata del Luglio Musicale Trapanese.

Teoricamente dovrebbe essere stata l’ultima stagione di Giovanni De Santis, Direttore Artistico dimissionario, ma concrete sono le possibilità – e le speranze – che De Santis possa continuare ancora per molti anni la positiva amministrazione dell’ente trapanese.

Una stagione – questa del 2019 – certamente non perfetta, ma che ha proposto delle performances di assoluto livello internazionale, e che si è allargata anche a importanti siti turistici come Segesta, Selinunte e Mothia, oltre che esportare le produzioni dell’Ente in terra di Tunisia, El Djem e Cartagine.

Quattro le opere in cartellone sul grande palcoscenico del Teatro Giuseppe Di Stefano; a cui vanno aggiunte due opere da camera, balletti e concerti, che hanno visto in prevalenza l’utilizzo del chiostro di San Domenico; tutte le manifestazioni, comprese le repliche, hanno fatto registrare il “tutto esaurito”, e questo è un bel segnale su una sperata rinascita culturale della città.

Eppure l’inizio della stagione non è stato certamente tra i più incoraggianti: nonostante il pienone, “Carmen” ha suscitato parecchie perplessità nel pubblico presente: troppo leggerine le voci – non basta la giustificazione che erano tutti giovani – accompagnati da una regia da Oscar come intenzioni, ma poi naufragata nella messinscena.

Ambientata in una degradata periferia moderna, geniale in certe idee – vedi la trasmissione in diretta TV della sfilata dei toreador – ma poi confusionaria nella sua realizzazione.

Ancora più criticabili le scelte registiche di “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci”: da anacronistici uova di Pasqua – per la prima – a improbabili processioni di agnelli pasquali, per finire con un illogico ed incomprensibile twist ballato sulle struggenti note dell’intermezzo; mentre la seconda opera è mancata assolutamente di pathos, con una grande confusione scenica, con clown che sembravano robot assassini e con l’assenza colpevole di quel contrasto tra dramma e riso, finzione scenica e realtà, che compongono l’essenza dell’opera.

Anche le scene sono sembrate troppo minimaliste, quasi da recita scolastica.

Altro discorso per “Otello” e “Traviata”, non a caso con lo stesso regista – Andrea Cigni – e lo stesso Direttore d’Orchestra – Andrea Certa.

Già sperimentata con successo la seconda nell’edizione 2018, anche “Otello” ha riscosso il consenso del pubblico, sia a livello registico che musicale; forse i nudi – sia maschili che femminili – hanno fatto storcere un po’ la bocca ai melomani più tradizionalisti, ma il sensazionalismo non ha inficiato un’ottima regia che, associata un cast di prim’ordine, ne ha decretato il successo.

Grandi consensi anche per le due opere programmate al chiostro di San Domenico: “Dido and Aeneas” e “Orphèe aux enfers” hanno goduto di un cast musicale di primo piano, e di una regia anticonvenzionale ed intelligente, con l’opera di Offenbach che forse meritava il palcoscenico del Teatro Di Stefano.

Anche qui, ovviamente, non è mancata la consueta rassegna letteraria, in verità molto seguita, con una costante presenza di pubblico.

La novità quest’anno è consistita nella rassegna cinematografica all’aperto, che ha intanto avuto il grande pregio di aver recuperato alla fruizione quel gioiello architettonico che è la Casina delle Palme, e poi di avere offerto ai trapanesi una manifestazione da sempre gradita: “E’ un esperimento – ha detto l’Assessore D’Alì alla sua presentazione – se riesce lo riproporremo anche l’anno prossimo”; e considerata l’affluenza di pubblico, potremo contarci anche per il futuro.

Queste le iniziative dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, che certamente hanno catalizzato l’interesse dei Trapanesi; ma non possiamo tacere, nel panorama culturale della città, la mostra “Il ritratto nel Novecento” allestita dal Museo Pepoli; la mostra e le sue numerose attività collaterali – che continuano tutt’oggi – hanno attratto al polo museale migliaia di visitatori, sia trapanesi che turisti, alcuni che hanno fatto tappa a Trapani proprio per visitare la mostra.

Adesso facciamo passare la mezza stagione settembrina – nonostante la diversa opinione del Trio – ed aspettiamo di vedere cosa ci portano i Morti per la prossima stagione invernale.

 

 

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