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TUNIISI: la chiesa de “La Goletta” continua a festeggiare la madonna di Trapani

di Filippo Camuto

Verso la fine dell’Ottocento, a seguito dell’instaurazione del Protettorato francese, che ha costituito, nel 1881, un’onda forte di colonizzazione in Tunisia, migliaia di siciliani, in massima parte della Provincia di Trapani, emigrarono in quel Paese. I siciliani vennero ad occupare uno “status” intermedio tra una èlite coloniale francese ed una complessa stratificazione di etnia locale che veniva colonizzata. Ma nel breve tempo i nostri connazionali, con il loro duro lavoro e con la intraprendenza propria di chi vuole emergere, hanno raggiunto posizioni di rilievo e di prestigio in tutti i settori in cui la mente umana può adempiere. C’è da dire che i figli dei primi immigrati sono nati in Tunisia, i nipoti stentavano a parlare l’italiano; quando l’indipendenza dalla Francia costrinse gli italiani ad abbandonare quella che era ormai la loro patria, nonostante che il Presidente della Repubblica Tunisina, Bourghiba, avesse diramato un comunicato col quale invitava i nostri connazionali a rimanere, conoscendone bene le loro capacità. Ora è passato molto tempo dal lontano 1956; oggi la Tunisia, che è uno degli Stati più avanzati del Magreb, è diventata ancora più vicina alla Sicilia ed in particolare con Trapani e la sua provincia. Citiamo qualche evento che ci ha avvicinato alla Tunisia, quale il gemellaggio fra Trapani e “La Goletta”, voluto dalla Associazione per l’Amicizia Italo-Tunisina di Trapani e dalla Camera di Commercio Italo-Tunisina di Trapani e poi, dallo scorso anno, lo svolgimento delle rappresentazioni teatrali dell’Aida al Teatro di Cartagine ed all’Anfiteatro di El Sem per iniziativa dell’Ente Luglio Musicale Trapanese e, quest’anno un Gran Galà dell’opera lirica italiana.

In definitiva si guarda non solo a consolidare gli scambi economici, ma anche culturali, di incontro e condivisione fra le comunità ecclesiali tunisine e italiane e ciò anche per capire meglio che siamo paesi vicini e dobbiamo collaborare. Anche la stampa del Nord si inserisce a pubblicizzare le relazioni italo-tunisine, ed è proprio di questi giorni l’apprezzamento manifestato in occasione della rituale processione della Madonna di Trapani di agosto in “La Goletta”. Pensiamo di fare cosa gradita ai lettori trascrivendo alcuni brani dell’articolo apparso su “L’Eco di Bergamo”, a firma di Giada Frana, che fa rivivere lo svolgimento della processione della Madonna di Trapani, presente e celebrante la S. Messa, l’Arcivescovo della Diocesi di Tunisi, Mons. Ilario Antoniazzi.

«A 12 km. da Tunisi si trova “La Goletta”, città dove un tempo viveva una cospicua comunità siciliana, proveniente soprattutto da Trapani e Provincia, che ha portato con sé le proprie tradizioni, tra cui la processione della Madonna di Trapani, divenuta espressione di identità fortemente locale, sia come fattore aggregante in grado di oltrepassare i confini etnico nazionali, religiosi, sia accomunando cristiani, ebrei e musulmani». Al riguardo anche la famosa attrice tunisina Claudia Cardinale, i cui genitori erano oriundi da Trapani, dice sempre che alla processione della Madonna di Trapani a “La Goletta” c’erano persone di tutte le religioni accomunate dalla devozione a Maria Santissima.

La Madonna di Trapani, infatti, era protettrice dei pescatori che chiedevano la sicurezza delle barche e l’allontanamento dei pericoli del mare, nonché una pesca abbondante.

Tutto ciò avveniva fino al 1962, dal 2017 la processione ha ripreso vita con grande afflusso di credenti, anche di altre religioni».

Condividiamo con quanti, in Tunisia ed a Trapani, si impegnano a sviluppare le relazioni tra le due sponde dirimpettaie e ci auguriamo che i rappresentanti politici delle Istituzioni locali e quelli del Governo Nazionale e Regionale, possano  provvedere, al più presto, a fare ripristinare i servizi aerei e dei traghetti della Tirrenia e della Grimaldi, fra Trapani e Tunisi, trasferiti inopinatamente a Palermo.

Con l’occasione ricordiamo che, prima del secondo conflitto mondiale, i collegamenti con Tunisi da Trapani e vv. erano talmente frequenti che esisteva anche un servizio di idrovolanti che, secondo i venti, ammaravano al porto oppure a tramontana.

Infine c’è da dire che sono maturi i tempi per l’apertura in Trapani di un Vice Consolato della Tunisia, anche onorario, che faciliterebbe i rapporti commerciali e turistici con quel Paese.


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