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MERAVIGLIE TRA LETTERATURA E ARTE

di Giovanni Barraco

 

«Il tramonto, a maggio, sa già d’estate. Eppure non indugia per lasciarsi guardare, così come accade d’estate: il sole è un fuggiasco che scappa dalla montagna per tuffarsi in mare.» (Stefania Auci, I leoni di Sicilia. La saga dei Florio, Ed. Nord, p. 333).

Prendo a pretesto la descrizione della scrittrice trapanese (in questi mesi con il suo ultimo romanzo in cima alla classifica dei libri più venduti, dieci Edizioni in tre mesi riporta la fascetta in sovraccoperta) per dire della passione che Lorenzo Gigante, noto fotografo trapanese, coltiva per i tramonti. Una passione che fa dei tramonti il soggetto privilegiato dei suoi scatti. Della sua attività di webmaster e delle sue foto ci occupammo qualche anno fa (v. LA RISACCA, Anno 2 n. 4 Aprile 2012, p. 35) parlando del sito www.trapaninostra.it di cui è tuttora l’infaticabile e diligente curatore.

Ai tramonti trapanesi Lorenzo Gigante ha dedicato fin qui centinaia – se non migliaia di scatti – quasi rincorrendo con ostinazione quello che per inquadratura, taglio, luminosità e contrasto sopravanzi tutti gli altri, che si imponga allo stupore e poi al godimento dei tanti che lo seguiamo sul sito ricordato o sul suo profilo FB dove compare qualche ghiotta anticipazione.

L’aggettivo “trapanesi” non inganni il lettore perché le istantanee non riguardano esclusivamente la città capoluogo ma i tanti centri che come diademi d’una collana rendono preziosa la costa.

I tramonti collezionati dall’artista non sono solo quelli di maggio – va da sé! Sono tramonti di ogni giorno e di ogni stagione, ciascuno con le sue imprevedibili peculiarità, un irripetibile attimo da rendere immortale. «Per un fotografo è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto» egli ama ripetere a chi gli chiede i segreti di un’attività che negli ultimi anni è stata vissuta come autentica professione.

Li abbiamo di fronte alcuni di questi tramonti trapanesi e li stiamo ammirando – come fosse la prima volta – su uno schermo ad alta definizione. Ogni scatto dice di una costante ricerca, di una passione inesausta, di un godimento che lui stesso sperimenta per primo e trasmette a chi abbia voglia di avvicinarsi al bello.

Non è certo il sole l’unico soggetto ad essere ripreso! Ci sono le onde del mare, ora quiete ora tempestose; le nuvole, il loro sfrangiarsi e il loro rincorrersi nel cielo. Ci sono le architetture vicine al punto di ripresa: vecchi mulini, canalette di acquisizione o di scolo, muri sbrecciati corrosi dalla salsedine, in piena luce o avvolti da quelle ombre che danno agli scatti toni di assoluta drammaticità.

I colori più intensi e gli elementi più ricorrenti?! Non solo il “mare colore del vino” (l’associazione cromatica resa celebre da Omero e ripresa da Leonardo Sciascia per dar titolo a un suo delizioso racconto e successivamente ad un’intera raccolta di racconti), ma anche i gialli, più che luminosi, abbaglianti; le mille tonalità del blu e il bianco degli spruzzi provocati dall’acqua che sbatte contro gli scogli frangiflutti in allegro tripudio. Poi, gli scafi ormeggiati e i gabbiani, colti nel cielo di porpora o d’oro che sovrasta la Colombaia; qui e là agavi in fiore, palme dell’entroterra non ancora devastate dal famigerato Punteruolo rosso e scogli che emergono da un mare che sembra farsi oleoso e le saline con il volo di garzette solitarie che raggiungono gli specchi di nidificazione, mentre il profilo di Monte Erice scivola verso le isole Egadi, rese assai più vicine di quanto in realtà non siano…

Nell’iterazione di alcune inquadrature vien da pensare a Claude Monet e alle tele che ripropongono i temi cari al pittore impressionista: la facciata della cattedrale di Rouen e le ninfee sullo stagno che l’artista realizzò in tarda età vicino alla propria abitazione, soggetti privilegiati della sua ultima produzione.

Lorenzo Gigante ha conseguito riconoscimenti e premi per l’attività svolta dal sito www.trapaninostra.it nella meritoria promozione della cultura locale. Altri sono venuti e ancora gliene verranno, ne siamo certi, per la fotografia d’autore e per i suoi Tramonti trapanesi, una sorta di Galleria aperta che continua ad arricchirsi di sempre nuove istantanee.

 

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