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Di Pino Alcamo

La disciplina “storia” è un bene comune, come la cultura, l’alimentazione, il clima, l’aria, la libertà, la democrazia, il lavoro. -

La storia è la “memoria dell’umanità”, è “il passato che prepara per il futuro”, è “la civiltà di un popolo”. -

La storia è una disciplina che la scuola, le istituzioni, la politica, gli esseri umani tendono a perdere. -

Il problema diventa urgente perché il ministro della pubblica istruzione ha abolito “la prova di storia nell’esame di maturità”. -

Il quotidiano “la Repubblica” il 26 Aprile corrente ha pubblicato “Un Manifesto”, sottoscritto da uno storico, Andrea Giardina, una senatrice a vita, Liliana Segre, uno scrittore, Andrea Camilleri, in cui si sostiene che “il bene storia è in pericolo”. -

L’insegnamento della storia, la conoscenza che un paese deve avere del proprio passato viene sminuito, umiliato, rimosso, abbandonato. -

Alle tre firme indicate se ne sono aggiunte in poco tempo altre oltre 500 (“la Repubblica”, p. ventinove del 27-4-2019). -

Artisti, intellettuali, professori, registi, archeologi, architetti, editori, scrittori, musicisti hanno invocato la salvezza della disciplina storia. -

Hanno chiesto al Ministro di ripristinare la traccia storica all’esame di maturità (“la Repubblica”, 28-4-2019, p. IX). -

II

E’ una richiesta che promana dall’accademia, dalle professioni, dalla scuola, dal sindacato, dalla società civile, da chi non vuole abbandonare “la memoria”. -

Tutto comincia, come precisato, dall’esame di maturità. -

Si ritiene erroneamente che gli studenti non siano più tenuti a conoscere “il passato”. -

Le conseguenze di questa errata opinione sono sotto gli occhi di chiunque.- In qualsiasi convegno, in ogni evento culturale, in tutti i concorsi, in tutte le trasmissioni televisive, in cui vengono posti “quesiti storici”, l’ignoranza appare macroscopica e indegna di un paese che appartiene alla civiltà occidentale.-

Il Ministro dell’Istruzione ha risposto con una lettera che “la storia potrà essere proposta , in modo trasversale, non in una sola tipologia di prova, ma in più tracce: nella analisi di un testo letterario, nell’analisi e nella produzione di un testo argomentativo . -

Ha sostenuto che “questa distribuzione è gradita agli studenti nei test di simulazione dell’esame”, come se l’esame potesse essere deciso dall’esaminando (“la Repubblica”, p. 34 del 1-5-2019). -

III

Il “Manifesto” di “la Repubblica” sostiene che “la conoscenza della storia è un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini”.- “E’ un sapere critico non uniforme, non omogeneo, che rifiuta il conformismo e vive nel dialogo, nella dialettica”.- “Si diffondono sentimenti di rifiuto dei pareri degli esperti, perché la comunicazione semplificata dei social fa emergere la figura del contro-esperto, che rappresenta una presunta opinione del popolo”. -

Sicché, si ignorano momenti, personaggi, date, movimenti politici e culturali, che costituiscono le basi storiche della cultura occidentale. -

La storia significa “non dimenticare gli errori del passato e gli insegnamenti degli avi; significa sapere da dove inizia la civiltà per comprendere se ci siamo emancipati o se siamo regrediti”. -

Significa “prevedere il futuro imparando dal passato, che deve essere scritto, tramandato, studiato e ricordato” (“la Repubblica”, p.35 del 1-5-2019). -

Ricordo che alcuni sindaci della zona del trapanese hanno preteso che nelle istanze di concessione di suolo pubblico si dichiarasse di essere antifascisti e non antinazisti, anticomunisti, contrari ad ogni dittatura. -

Mi sono chiesto, a parte ogni considerazione sulla legittimità e costituzionalità della richiesta, se questi sindaci conoscano e abbiano studiato le altre dittature: quella nazista, quella franchista, quella comunista, indubbiamente la più sanguinosa e ancora esistente nei vari continenti. -

L’ unilateralità della visione storica degli eventi non significa conoscenza storica.- Significa faziosità e ignoranza. -

IV

Corrado Augias, nella rubrica “Lettere”di “la Repubblica” del 1 maggio 2019, p. 32, racconta di un incontro con alunni di una IV classe di un Liceo Scientifico, ai quali avrebbe fatto qualche domanda sul 25 Aprile, su l’assassinio di Giacomo Matteotti, su l’inizio del fascismo non ricevendo risposta alcuna.- Considera tale silenzio come sconoscenza del significato di un “processo storico” ovvero della catena di cause e di effetti dalla quale scaturiscono gli eventi che danno forma alla nostra vita.- Pensa che questi ragazzi non avevano mai sentito parlare del fascismo, di Matteotti, della marcia su Roma. -

Conclude precisando che “la storia si studia a scuola ed è sbagliato ridurne l’apprendimento adducendo che all’esame di maturità pochi ragazzi scelgono quel tema”.- La storia, quella che ancora suscita passioni e contrasti, che è materia viva di discussioni, di domande, di curiosità, di voglia di sapere, va studiata. -

Secondo Cicerone, la storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera del passato lontano (nuntia vetustatis) e non solo “magistra vitae”. -

Sicuramente, coloro che oggi inneggiano al fascismo sanno solamente che “i treni arrivavano sempre in orario”; che “si poteva dormire con le porte aperte”; mentre coloro che inneggiano al comunismo avranno forse letto “i pensieri di Mao” e reclamano la redistribuzione dei redditi perché “la proprietà è un furto”. -

V

Oggi, in tutte le prove per l’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso si richiedono soprattutto conoscenze scientifiche, uso della lingua inglese, da parte magari di chi sconosce la lingua italiana, perché manca di una adeguata cultura umanistica. -

Ma la cultura scientifica senza una cultura umanistica “non è completa”, è conoscenza di dati facilmente reperibili ovunque.- E’ la cultura umanistica che insegna a vivere, ad essere persone, a conoscere l’amore, l’odio, la sofferenza, la vendetta, l’invidia e tutti i sentimenti in genere, che emergono dalla lettura dei classici della letteratura. -

Della cultura umanistica fa parte la storia, fanno parte le c.d. “lingue morte”, la lingua latina e quella greca antica, che stanno alla base di tutta la cultura neolatina.- Ebbene, la storia, la lingua latina, quella greca, senza le quali parecchie discipline resterebbero incomprensibili nella provenienza dei loro termini, quali la medicina, la matematica, la biologia, le scienze in genere, restano le discipline vilipese e messe da parte. -

Occorre, pertanto, operare perché: 1- la prova di storia venga ripristinata negli scritti dell’esame di maturità; 2- le ore dedicate alla “disciplina storia” nelle scuole vengano incrementate e non ulteriormente ridotte; 3- dentro l’università sia favorita la ricerca storica, ampliando l’accesso agli studiosi più giovani (“la Repubblica”, p. 29 del 27-4-2019). -

La raccolta delle firme prosegue. Oltre 1000 intellettuali chiedono ancora la “conservazione di un patrimonio dell’umanità”. -

 

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