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NICASIO TRIOLO MEDICO MISSIONARIO TRAPANESE

A VENT’ANNI DALLA SCOMPARSA

 

Molti nostri concittadini, per la storica apatia dei trapanesi, vengono dimenticati senza il giusto riconoscimento.

Uno di questi è Nicasio Triolo, medico pediatra missionario in Africa.

Ricordo che nel 1996 ebbi a fare una ricerca su questo nostro concittadino e mi recai presso lo studio di un suo parente che aveva l’ufficio al primo piano di un portoncino sito nella stradina che da via Roma porta in Via Torrearsa. Appresi allora che il medico missionario, ammalatosi in Camerun, era ritornato in Italia e si trovava a Rocca di Papa.

Fallito il tentativo di contattarlo, abbandonai la pista Triolo salvo poi, nel 1999, apprendere della sua morte.

A vent’anni dalla scomparsa sentiamo tutti il dovere di ricordarlo e onorarlo per ciò che ha fatto.

Nicasio Triolo nasce a Trapani nel 1912. Figlio dell’allora noto notaio Giuseppe e di Maria De Stefano, era quinto di undici figli.

Nella nostra città frequentò e raggiunse la maturità presso il Liceo Ximenes prima di trasferirsi a Roma dove si laureò in medicina. Successivamente, a Bologna, si specializzò in pediatria.

Durante il suo soggiorno a Roma partecipò attivamente alla FUCI che aveva come assistente monsignor Montini, futuro Papa Paolo VI.

Partecipò alla seconda guerra mondiale come volontario e, con il grado di sottotenente medico operò a Rodi, sul fronte albanese dove, per non mancare mai al suo servizio, riportò un congelamento di secondo grado che lo rese invalido per il resto della sua vita. Gli venne conferita sul campo la “Medaglia di bronzo al valor militare” con la seguente motivazione: “Ufficiale medico di gruppi obici, costantemente prodigatosi nell’esercizio della sua nobile missione, considerata sempre come un vero apostolato, in aspri combattimenti e sotto violento fuoco delle artiglierie nemiche, continuava a recarsi da ferito a ferito, calmo e sereno anche quando schegge di proiettile sibilandogli intorno, investirono ferendolo nuovamente, un ufficiale che stava curando. Esempio non comune di alto sentimento del dovere, di generoso spirito di sacrificio, di costante e sereno sprezzo del pericolo. Fronte Greco, 1-27 novembre 1940”.

Nel 1943 fu fatto prigioniero dagli alleati, a Castroreale Bagni, in un ospedale pieno di feriti e rilasciato nel 1944 dopo la firma dell’armistizio. Egli, tuttavia, prosegue il suo lavoro di ufficiale medico ancora per un anno e mezzo per ritirarsi dopo ben oltre 6 anni di servizio.

Ritornato a Trapani, trova la città distrutta dai bombardamenti e si dedica all’assistenza dei poveri.

Qui, nel 1946, inizia la sua collaborazione presso l’Ospedale S. Antonio Abate e collabora, in politica, alla formazione della Democrazia Cristiana.

Durante un’epidemia di tifo, si offre come medico volontario nell’ospedale di isolamento contraendo, a sua volta, la malattia che stava curando. Sempre attivo, collabora alla nascita del reparto di pediatria presso il Sant’Antonio e riceve l’incarico di primario. Incarico non riconfermato dopo l’espletamento di un pubblico concorso.

Intanto, il suo ambulatorio è sempre affollato e in un cartello ben in vista c’è scritto “Visite gratis per i poveri” ai quali donava anche le medicine che allora erano solo a pagamento.

Nel 1946 è delegato Diocesi della Moralità e presta il suo servizio come medico nel reparto pediatria dell’Ospedale e in due Consultori Pediatrici.

L’anno successivo, ristrutturando una proprietà della sua famiglia a S. Cusumano, assieme a padre Mario Colombo, crea il “Villaggio del Fanciullo”.

Egli, assieme alla sua missione di medico, si impegna anche in politica ricoprendo varie cariche nell’ambito della Democrazia Cristiana.

La sua vera svolta, però, avviene nel 1950 quando chiede e ottiene di far parte del Movimento dei Focolari come membro consacrato dopo un periodo di militanza.

Nel 1963 il Movimento chiede dei medici volontari per andare in soccorso al popolo Bangwa che rischia l’estinzione per l’alta mortalità infantile.

Nicasio, assieme ad altri due colleghi, risponde prontamente e parte per la destinazione indicata.

Con questo intervento di aiuti sul luogo, la mortalità si riduce dall’80 al 10 per cento.

A Fontem collabora per la nascita dell’Ospedale “Maria Salute dell’Africa”, dove vi rimarrà per 30 anni e vi sarà chiamato dai bambini Pa Nicah (papà Nicasio).  Qui conduce fruttuosi studi sulla amebiasi, sulla malattia latente, sul tetano dei neonati, sul Kwashiokor (chiamata comunemente marasma infantile, una malattia da deficienza di proteine e vitamine).

Nel 1986 assieme al dottor Giancarlo Sina, dopo un trattamento di 776 casi, mette a punto un protocollo per la cura dei comi da arsenico della Tripanosomiasi conosciuta come “malattia del sonno” che viene pubblicato nel “Quartely  Bibliography of Major Tropical Diseases, vol.9, N.1, pagg. 531-536.

Tra le sue opere, ricordiamo la pubblicazione “AFRICA SCONOSCIUTA”, Città Nuova editrice. Taccuino di viaggio di un medico, resoconto colorato e avvincente della vita di un focolarino che vive il suo servizio come un debito verso l’Africa e come un gesto concreto di fraternità.

Il 15 di novembre del 1996, per gravi motivi di salute, dal suo amato Camerun, dove sarebbe voluto morire, ritorna in Italia.

Muore il 21 febbraio 1999, a Rocca di Papa (Roma), dove riposa.

Al suo funerale partecipa la regina dei Bangwa, Mafua Christina, e conclude la sua partecipazione con un gesto che vuole esprimere tutta la gratitudine del suo popolo verso il dottor Triolo. Seguendo le tradizioni della sua gente, cosparge una polvere sacra in segno di benedizione e protezione.

Lo chiamavano Pa Nicah, papà Nicastro – ha detto la regina Mafua – perché lui ci ha amati. Papà vuol dire amore. Pa Nicah – ha proseguito la regina – non è morto ma si è messo in viaggio. Io spargo su di lui questa polvere perché il Padre eterno lo accolga accanto a sé, alla sua destra, in Paradiso”.

La fondatrice e presidente del Movimento dei focolari, nel ricordarlo conclude. “Più passano le ore più ci rendiamo conto della preziosità della sua vita”.

Cinque anni dopo la sua morte, ovvero nel 2004, la casa editrice Città Nuova pubblica una biografia del dottor Nicasio Triolo dal titolo: “Una vita per vincere” di Gaetano Minuta.

Noi de “La Risacca” così come tutti i trapanesi, siamo orgogliosi di questo nostro concittadino e lieti di averlo potuto ricordare alle generazioni presenti e future come nostro dichiarato obiettivo.

 

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