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UNA GIORNATA UGGIOSA ESEMPI COMUNI DI SUPREMATISMO IMBECILLE

E’ Una giornata uggiosa.- Una giornata noiosa.- Una di quelle che avviliscono, stancano, quasi demoralizzano.- Perché devi affrontare situazioni che non condividi.- Perché finisci con l’incontrare persone dai comportamenti strani, inaccettabili.- Perché devi assistere ad atteggiamenti che denotano ignoranza, maleducazione, inciviltà, prepotenza, violenza molesta, presunzione.-

Giornate non eccezionali, non isolate, che si ripetono, che non cambiano, che ti fanno pensare ad un futuro pericoloso, incomprensibile, inevitabile.-

Esci di casa la mattina.- Lungo le scale incontri avventori di un locale, sito al piano sottostante.- Saluti educatamente e ricevi uno sguardo sospettoso, come a chiederti “ma perché mi rivolgi il saluto, chi sei, non ti conosco, cosa vuoi?”.-

Intanto altri condomini lasciano la loro casa e, invece di accostare l’uscio delle proprie abitazioni, lo spingono con forza per una chiusura rapida che fa vibrare le pareti delle scale.-

Sento salire urla dall’androne.- Mentre mi chiedo cosa stia succedendo, noto un tizio conversare al cellulare a voce così alta da sembrare un forsennato.-

Lo guardo incredulo e faccio fatica a trattenermi dall’invitarlo a conversare con riservatezza e con moderazione.- E’ un comportamento divenuto abituale, in ogni luogo.-

°°°°°

Provo ad uscire in auto dal garage.- L’apertura è chiaramente segnalata come “passo carrabile”, adeguatamente autorizzato.- E’ ostruito da autovettura comodamente parcheggiata.- Segnalo l’inconveniente con il clacson, purtroppo ripetutamente.-

Invano, perché il relativo conducente resta inesistente.- Mi spazientisco ma sono costretto ad aspettare.- Dopo una lunga paziente attesa, spunta un tizio, che, notandomi, mi apostrofa con una banale scusa: “ E’ stata una situazione di emergenza”.- Dimentica, tuttavia, di scusarsi o di rivolgermi un cenno di ringraziamento per non avere informato i vigili urbani.-

Arrivo all’incrocio, ai cui lati esistono due segnali di Stop.- Dovrei transitare tranquillo, ma sia da sinistra che da destra nessun veicolo mi lascia la dovuta precedenza.-

Qualcuno mi guarda come a chiedermi “cosa pretendi?”.- Neanche un cenno di scuse o di ringraziamento.-

La strada a doppio senso di marcia presenta numerose autovetture posteggiate in doppia fila.- Devi, pertanto, procedere zigzagando, rischiando di essere investito da chi si immette improvvisamente nella circolazione senza avere segnalato la manovra.- Succede spesso.-

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Procedi moderatamente, come conviene ed è d’obbligo in una strada a senso unico con una carreggiata limitata da autovetture in sosta, spesso non in modo regolare, ma in senso perpendicolare al marciapiede, e, avendo scorto uno spazio per posteggiare, rallento la marcia.- Qualcuno alle spalle usa ripetutamente il clacson e, dopo avermi superato, abbassa il finestrino anteriore sinistro per insultarmi gesticolando con frasi incomprensibili.-

Dal panettiere, dove mi sono recato, racconto l’episodio.- Il mio amico mi rincuora scherzando “forse quel tizio intendeva salutarti”; ma subito seriamente aggiunge “finirà che usciremo da casa con la pistola”.-

Proseguo la marcia in autovettura.- Dal lato destro improvvisamente si immette nella circolazione un conducente, che non ha né guardato né segnalato prima di iniziare la manovra.- Evito l’impatto con una frenata improvvisa sufficiente per la modesta andatura del mio veicolo.- Manovre simili, da destra e da sinistra, si ripetono più volte: nessun conducente le segnala con il lampeggiante laterale.-

Entro in edicola, dove ero diretto, e provocatoriamente chiedo al titolare se i nuovi modelli di autovettura non siano più dotati dei segnalatori di direzione.- Amaramente mi risponde:”Conosco il problema. La verità è che siamo un paese incivile”.-

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A casa, nel pomeriggio, quando sei intento a studiare o leggere o riposare, un condomino, dei piani superiori, comincia a suonare il pianoforte, francamente con discutibile perizia (almeno per me, che, pur amante della buona musica, non sono un esperto).- Potrebbe usare, comunque, un silenziatore per evitare di dare fastidio ai vicini, ma non lo fa.- Chissà perché mi ricorda il titolo di un film, che non ho visto, ma non escludo che fosse gradevole,:”Il pianista sull’oceano”.-

Immagino il protagonista come un “disturbatore del riposo dei viaggiatori”.- L’esibizione prosegue senza sosta e senza pietà sino ad ore inoltrate.-

Vicini di casa mi informano che durante la notte vengono svegliati dai passi pesanti di un condomino del piano superiore, che, non disponendo ovviamente di pantofole leggere, usa zoccoli di legno per guadagnare probabilmente i locali del bagno.-

Si lagnano che dal piano superiore arrivano rumori, cagionati dallo spostamento di mobili con una tale violenza da dare la sensazione di sfondare il tetto.-

Non segnalo questi usi o abusi anomali della quiete condominiale all’amministratore, per evitare giudizi o considerazioni inappropriati.- Perché non si pensi che non so vivere in comunità.-

Mi consolo e mi quieto con la considerazione che si tratta di comportamenti poco civili di chi sconosce le regole della vita associata nei condomini.-

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Trattasi, in effetti, di comportamenti o esempi molto comuni di “suprematismo imbecille”.-

Un fenomeno, che si diffonde sempre di più, forse da quando l’equivoco sul significato del contenuto dei termini “libertà ed eguaglianza” ha ingenerato opinioni errate sulla vita in comunità sociale.-

Libertà e uguaglianza diventano sinonimi di “licenza, menefreghismo, mancanza di rispetto delle regole comuni che gli altri sono tenuti a rispettare, disprezzo per le esigenze del prossimo, per le persone che incontri per la strada e che non conosci, per il vicino di casa, liceità della attività di prevaricazione, presunzione che l’uguaglianza ti autorizzi ad essere o a ritenerti più bravo degli altri, più uguale di chiunque”.-

Che cos’è, difatti, il “suprematismo”?-

La realtà o la presunzione di sentirsi “superiore assoluto”, “di avere preminenza sugli altri”, così da potere esercitare dileggio, offesa, disturbo, sino ad usare l’odio come stile di vita, da poter tirare fango addosso al prossimo come fanno tutti, perché è di moda.-

Ha ragione il mio amico panettiere a prevedere che “usciremo di casa con la pistola”.- Perché avrai paura, sconoscendo che tipo di molestatore, di prevaricatore, di maleducato, di violento potrai incontrare.- E’ divenuto usuale imbattersi in bande di giovani che, dopo avere con una scusa interpellato un soggetto inerme o avanti negli anni, lo pestano malamente senza ragioni.-

Sto esagerando, forse.-

E’ una giornata uggiosa.-

P.A.

 

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