Archivi
Categorie

L’INCERTEZZA SOCIETARIA PESA ANCHE SUI PLAY OFF

di Peppe Cassisa

E’ sempre una situazione di grande caos quella che regna nel Trapani calcio. Se le domande legittimamente continuano a rincorrersi, a mancare sono soprattutto e sempre le risposte. Il nuovo proprietario, Maurizio De Simone, finora non ha fatto altro che differirle nel tempo, così come la presentazione dei progetti di cui ha parlato tanto ma senza fornire alcuna precisazione. Non sono nemmeno arrivati i fatti, a confortare l’ambiente e soprattutto la tifoseria, che sembra aver perso la pazienza. Ed è certamente una situazione che rende ancor più difficile la gestione societaria per il nuovo amministratore delegato.

Di tutt’altro tenore, invece, la vicinanza della tifoseria nei confronti della squadra, come conferma il bagno di folla in “curva Nord” nel corso dell’allenamento tenutosi alla vigilia della disputa dei play off.

Certo è che Trapani sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia. Da quando è subentrato alla guida della società l’imprenditore di Avellino è stato sempre un susseguirsi di colpi di scena. Non è passato giorno che sui mass media e ancor di più sui social, non si siano alimentate preoccupanti voci e tensioni.

A conti fatti, insomma, la nuova gestione arranca e offre scarsa credibilità. Né in seno alla Lega, né ai tifosi, né ai giocatori, né al Sindaco di Trapani.

Poco chiaro, ancora, a distanza di tre mesi, appare come la nuova compagine societaria possa assicurare solidità e affidabilità economica e finanziaria nella gestione del Trapani calcio.

E’evidente che l’arrivo di De Simone sia avvenuto nel segno della diffidenza generalizzata. In tal senso, d’obbligo sarebbe stato dare tranquillità, serenità e continuità con il presente. E invece, De Simone, in contraddizione con le prime dichiarazioni, quasi subito si è mostrato, anche poi dichiarato, un “tagliatore di teste”. La prima a cadere è stata quella del d.s. Rubino, uomo di fiducia di Faggiano, anche lui, da sempre, nel mirino di De Simone. Una mossa, quasi preannunciata -seppur celata fino all’ultimo- dall’ingaggio di Rosati. Inopportuna, perché adottata in un momento delicato e decisivo della stagione. Inappropriata, perché proprio Rubino era stato l’artefice, unitamente a mister Italiano, della costruzione dal nulla di una squadra, portata a lottare per la promozione, fra lo scetticismo generale.

Insomma, sarebbe bastato dar corso a quanto di buono era stato fatto, per cercare di non far danni e magari solamente in un successivo momento, meglio a fine stagione, “affermare” e mettere in campo le proprie idee.

E invece, la vera volontà è apparsa quella di dare un taglio al passato. L’esonero già citato di Rubino, pur senza una plausibile giustificazione, ne è la riprova. L’ex direttore sportivo ha così pagato, per la sua decisione di essersi schierato dalla parte della squadra nel sollecitare il pagamento delle spettanze arretrate.

Alla fine, come detto, si è trattato di una vera dichiarazione di discontinuità con il passato, arrivata fino a gettare discredito sulla vecchia proprietà, accusata perfino di aver oscurato alcuni debiti in bilancio (iva) e di aver lasciato una pesante eredità per via di altri debiti verso i fornitori. Spingendo, De Simone, ad affermare che la sua sarebbe stata una “operazione di salvataggio”. Chissà allora cosa avranno valutato i nuovi dirigenti per portare a buon fine l’affare tre mesi or sono! Insomma, si è trattato di propria incapacità o di altrui malafede? Oggi, a distanza di un trimestre, di certo, la conferenza stampa, con la consegna della società da parte della Dott.ssa Iracani nelle mani di De Simone, assume quasi i connotati della farsa. Il nuovo non offre garanzie di continuità e le belle parole di De Simone nei confronti dei Morace, oggi hanno lasciato il campo alle accuse.

Ed è così che anche la vecchia società non è rimasta esente dalle critiche dei propri ex tifosi, accusata, per non aver opportunamente ricercato un successore in grado di assicurare un futuro societario. Ovvio, però, che l’intento dei Morace fosse ormai quello di liberarsi del Trapani Calcio, considerato un pesante fardello, non strategicamente importante per la Liberty. E se poi i potenziali acquirenti rispondono al nome di Agnello, Heller e De Simone, un motivo ci sarà!

Quale sia l’intento di De Simone rimane ancora un mistero. Se poi si pensa alla convocazione in Procura Federale per fornire chiarimenti sulla solidità societaria e sulla fideiussione, che per pagare gli stipendi arretrati ai giocatori, alla vigilia dei decisivi play off, si dovesse attendere il pagamento dei crediti dalla Lega, il quadro assume contorni ben definiti.

Vada come vada nella corsa per la serie B, la società sarà chiamata a risolvere il nodo fideiussione, dando soluzione ai richiami operati dalla Procura Federale. De Simone, come al solito, ha minimizzato, convinto di non aver problemi ma ormai quello è un ritornello ben noto.

Intanto, ad alimentare la tensione e l’incertezza è arrivato anche il nuovo arrembaggio, ad arte, del finanziere romano Giorgio Heller, competitor alla finestra, mai seriamente preso in considerazione dal Trapani calcio, votato, oggi più che mai, a destabilizzare l’attuale società e forse ad illudere l’ambiente. La sua recente manifestazione d’interesse, la sua venuta a Trapani il giorno prima dei play off, è una vera e propria turbativa nella gestione De Simone. Di difficile realizzazione, il suo disegno di subentrargli, specie dopo le velenose frecciatine che i due si sono scambiati in precedenza.

Ma oggi il vero timore dell’ambiente è che il Trapani possa essere condannato a non iscriversi al prossimo campionato di C o di B. E questo nessuno dei tifosi lo perdonerebbe a De Simone o a Morace.

Intanto, l’attuale società ha integrato il proprio consiglio di amministrazione con la nomina di un nuovo vice presidente, Nino Franchina, tributarista catanese incaricato di gestire i rapporti locali e consentire di superare qualche pregiudizio e di un altro consigliere, Angelo De Simone, papà dell’amministratore delegato, possibile nuovo socio in grado di apportare liquidità, quale proprietario di quote in altre società.

A presiedere il Cda sempre il presidente Baglio, elemento di garanzia e di equilibrio, spinto in questa difficile avventura da amicizie comuni con De Simone e dal gusto di dare un contributo a una terra che ha sempre amato.

A questo punto, la speranza per la realizzazione di un sogno, quale è la B, è che la squadra possa trarre stimoli e vantaggi dentro di sé e anche, per assurdo,dal fatto di dover subire il problema societario con il mancato rispetto dei termini nei pagamenti degli stipendi.

Quanto tutta questa prova di fuoco, generalizzata a 360°, avrà potuto influire sull’esito della corsa alla B, saranno i risultati dei play off a dirlo in maniera inequivocabile. Certo è che i tifosi si affidano ai loro beniamini. Potrà bastare?

 

 

I Commenti sono chiusi

Cerca
bed and breakfast RUA NUOVA

Clicca sull'Immagine x Ingrandire la locandina
Bed And Breakfast
RUA NUOVA

Calendario
settembre: 2019
L M M G V S D
« lug    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Visite