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LA PALLACANESTRO TRAPANI TRA CRISI ECONOMICA E PERDITA DI SPETTATORI

DI ALBERTO PACE

Ora la palla a spicchi passerà tra le mani del Presidente, Pietro Basciano. Chiusa la fase agonistica con l’eliminazione al primo turno con Treviso, ci si prepara a vivere la seconda fase, quella dell’allestimento della nuova formazione per il prossimo campionato. E sono in molti a chiedersi se assisteremo ad una nuova rivoluzione, dopo quella operata l’anno passato. Niente di copernicano s’intende, ma indubitabilmente nella società di Piazzale Ilio stanno emergendo nuove filosofie operative, diametralmente opposte a quelle condotte in passato. E mi riferisco principalmente ad un paletto tanto caro al Presidente e che riguarda il fair play finanziario che, imposto in Lega (ricordiamolo, Pietro Basciano è anche Presidente di Lega Basket LNP), è stato, di fatto, disatteso da tante società di A2. Il caso più emblematico riguarda la Virtus Siena che ha pagato le spese folli del passato e presente avallate dal Montepaschi, suo maggiore sponsor. Nel momento in cui la bolla economica mondiale si è riversata anche sulle blindatissime banche, contestualmente la squadra cestistica è entrata in tale paralisi da dover abbandonare il campionato in corso. Risulta un fatto lapalissiano che Il movimento in Italia stia vivendo una certa stasi operativa, sia per mancanza di risorse economiche che per altri motivi contingenti. E questo momento di oggettiva difficoltà si sta pagando non solo a livello sportivo (in Europa siamo praticamente inesistenti e nemmeno la ricca Armani Milano riesce da anni a passare il primo turno), ma sull’intera crescita, a tutti i livelli, del movimento stesso. In Nazionale ormai giocano abitualmente (I campioni della NBA americana rifuggono da tempo la casacca azzurra) elementi che con la pelle chiara non hanno alcun riferimento (absit iniura verbis) Quasi tutte le squadre di A1presentano 5 elementi stranieri (il massimo consentito dal regolamento) per risultare competitivi. Ciò va a detrimento del movimento cestistico a tutti i livelli e principalmente risulta nocivo per far emergere nuove leve costrette, per “farsi le ossa”, a giocare in società minori. E’ accaduto anche al Basket Trapani che, in tale ottica, ha ingaggiato 3 elementi under, con prestito secco, da società di A1, al fine della loro valorizzazione. Se da un punto di vista economico l’operazione a basso costo ha prodotto significativi risultati sul budget delle spese, non altrettanto si può affermare sul piano degli investimenti tecnici a lungo raggio. Probabilmente, se non riconfermati, l’operazione ha favorito, di sana pianta, le società di appartenenza che si ritrovano, a costo zero, elementi da poter utilizzare l’anno prossimo nella massima serie. Incidentale ma non secondario, che al Trapani rimarranno le difficoltà insite ad allestire un nuovo roster che sia competitivo in un campionato che ha sensibilmente elevato la sua asticella tecnica. Una nuova rivoluzione dell’organico a questo punto si renderebbe necessaria e non è detto che nella prossima occasione si individuino dei prospetti all’altezza. L’anno scorso si sono valorizzati elementi del calibro di Czumbel, di proprietà della Dolomiti Trento, di Nwohuocha, di provenienza canturina e di Miaschi, fromboliere lagunare. La Proprietà granata sarà nelle condizioni di riconfermarli dopo averne favorito la crescita? E’ la domanda più ricorrente degli aficionados della pallacanestro nostrana e quella che indubbiamente non fa dormire sonni tranquilli. Di converso, la 2B Control si è dimostrata Società solida ed il suo Patron pienamente affidabile sul piano economico. Il calo di spettatori, più che la eliminazione dai playoff, è il dato più sconcertante e sicuramente quello che desta maggiori preoccupazioni e che ha lasciato un brutto segno nel cuore di Basciano. Nel primo incontro con Treviso erano poco più di mille gli spettatori presenti: una inezia rispetto all’importanza che rivestiva il match. Per far ritornare un maggior numero di spettatori al Palailio si è dovuto ricorrere ad una drastica riduzione dei prezzi di ingresso nella seconda tornata. Ma tale misura è risultata un semplice palliativo. La natura di questa disaffezione del grande pubblico (come sembrano lontani i 4 mila ed oltre del Palagranata!) ha radici profonde e sicuramente non va disgiunta da una crisi economica che ha falcidiato i cespiti di tante famiglie. Il buon momento del calcio dell’ultimo quinquennio (tanti anni di serie B con ottimi risultati) ha indubbiamente inciso. Ma le cause vanno ricercate altrove e principalmente nel mancato ricambio degli spettatori. Le nuove leve sembrano disattendere questa nobile arte sportiva intrisa di valori etici e morali che sembrano irrimediabilmente perduti. Le nuove generazioni preferiscono “affogare “nell’alcol ed in droghe diverse i loro problemi generazionali ed esistenziali, piuttosto che ricercare nella vita di tutti i giorni valori assoluti. Costa indubbiamente fatica ed abnegazione indossare pantaloncini corti e maglietta e sudare sangue e fatica sul parquet. Negli anni d’oro le società di basket giovanili, nel trapanese, superavano di gran lunga quelle calcistiche. Imperava una cultura sportiva che sembra lontana anni luce dai chiaroscuri, o oscuro chiari- chiamateli come volete- attuali. E non si vedono, purtroppo, segnali positivi per una inversione di marcia. La stagnazione del movimento sembra il male minore e molti prevedono il peggio in questa città che ha già visto sottrarsi impunemente e senza batter ciglio Porto, Aeroporto, Bacino di Carenaggio, Call Center, Società Farmaceutica ed altre che l’avevano fatta rifiorire dopo anni bui. E’ rimasto il calcio, ma anche da questa sponda non arrivano segnali positivi da un punto di vista economico e societario. A livello sportivo rimane il basket, ma nella misura in cui il Lider Maximo della società, appunto Pietro Basciano, sarà pervaso dalla sua smodata passione sportiva. Come si è potuto notare, tutto risulta legato alla volontà di pochi appassionati per far muovere le ruote di una fede legata, più che altro, a “dove ti porta il cuore”. Le ragioni della mente indurrebbero a ben altre soluzioni. Attacchiamoci al coraçon del Presidente in attesa che le congiunzioni astrali (direbbe il presidentissimo Vincenzo Garraffa) si rivelino favorevoli e facciano cambiare le tendenze. Personalmente credo, più che allo “stellone” che ci ha accompagnato in questi anni, alle iniziative che indirizzino verso canali più razionali, reali e pragmatici. Occorrerà far ritornare gli spettatori al Palazzetto (in questo caso Palazzaccio considerate le condizioni strutturali ed infrastrutturali in cui versa) Attualmente vi è una querelle in corso tra Società e Comune su affidamento e altro. La questione va risolta nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile. Il Presidente Basciano ha tutte le ragioni possibili ed immaginabili per richiamare la Pubblica Amministrazione ai propri doveri istituzionali. E non è detto che il pallone a spicchi, che pesa ora come un macigno, non debba passare, prima o poi, tra le mani del Primo Cittadino trapanese. Che, a quanto risulta, non ha mai giocato a baloncesto.

 

 

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