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CHIUDERE BIRGI  UN VERO E PROPRIO ABOMINIO

CONTRO TRAPANI E L’INTERA SUA PROVINCIA.

di Orazio Mistretta

E’ dalle pagine ingiallite di un giornale della nostra città che nasce l’incipit e la voglia per scrivere questo articolo. Correva l’anno 1949 e nel n.31 del “Corriere Trapanese” già potevamo leggere un estremamente significativo articolo dal titolo CANNIBALISMO PALERMITANO”! Beh, sono trascorsi ben 70 anni da quel giorno, ma l’attività “cannibalizzante” verso la nostra Città e la nostra Provincia sembra continuare ad essere lo sport preferito dei “cari” cugini palermitani e della Regione Sicilia in generale! Porto, Aeroporto, Ferrovia, Università, tutte le realtà infrastrutturali e vitali della città sembrano essere costantemente oggetto delle “morbose attenzioni” di chi dovrebbe invece potenziarle e non usurpare, depauperare e saccheggiare!

Certo a proposito dell’aeroporto ci sono tutte una serie di “regole e regolette” europee, nazionali, regionali e per esaminarle tutte in poco spazio sarebbe impossibile e forse poco utile. Ma una cosa è chiara: le regole le scrivono gli uomini e possono, devono nel nostro caso, essere immediatamente modificate! Non possiamo permettere che continuino ad essere adottate le regole attualmente in vigore. NOI non possiamo permettercelo, non può permetterselo il nostro scalo aeroportuale attorno al quale ruota lo sviluppo stesso della nostra intera Provincia, ruotano interi segmenti economici, alcuni per noi determinanti e vitali, primo tra tutti il turismo.

Significativo a riguardo è lo studio presentato nel 2012 dalla prestigiosa “Società di Consulenza e Revisione KPMG” relativo all’analisi dei benefici economici apportati sul territorio dal flusso turistico generato dall’Aeroporto. Per fornire una idea dell’impatto derivante dall’incoming aeroportuale tra il 2008 ed il 2011 nell’intera Provincia, viene sottolineato nel comunicato come la sola spesa turistica diretta ed il successivo PIL attivato sul territorio provinciale, ha veicolato nell’aerea quasi 1.000 milioni di euro. Avete letto bene: un MILIARDO di euro spalmati sul territorio come frutto della sola spesa turistica diretta. E qualcuno ci viene a raccontare che poche decine di milioni di euro sborsati dalla Regione (peraltro frutto delle nostre tasse che arrivano a Palermo) sia stato chissà quale grande regalo ed elargizione? Purtroppo la soppressione della nostra Provincia ci ha lasciati realmente nella condizione della “pecora” (NOI) affidata al “lupo” (PALERMO). La realtà attuale, le condizioni in cui versa oggi il nostro aeroporto, sono in sintesi la più chiara dimostrazione dell’incapacità e dello scarsissimo peso specifico della nostra attuale classe politica, della nostra attuale deputazione regionale, che non pare in grado di produrre una necessaria azione determinante, volta ad “imporre” l’operatività dell’Aeroporto di Trapani-Birgi.

 

Bisognerebbe pretendere l’adozione di norme “ad hoc” per l’Aeroporto Internazionale di Trapani-Birgi (qualcosa avevo letto ed era previsto dal Regolamento UE n. 651/2014) ed in generale a vantaggio dei piccoli aeroporti a valenza prevalentemente turistica e sociale, proposte che prevedano la compatibilità con gli aiuti di Stato per gli aeroporti con un traffico passeggero annuo inferiore ai 3 milioni e ubicati entro 100 km ed eventualmente inserire anche tempi di percorrenza in auto inferiori ai 60 minuti da altro aeroporto in cui operano servizi di linea. Comunque “le regole” sono scritte dagli uomini, e gli uomini possono e devono cambiarle a sostegno della valenza sociale ed economica dello scalo di Trapani-Birgi, considerando inoltre la condizione particolarmente svantaggiata della nostra Provincia: unica Provincia dello Stato situata all’estremo sud/ovest del Paese e circondata dal mare.

 

E non dimentichiamoci peraltro che quando parliamo dell’Aeroporto di Birgi stiamo parlando dell’aeroporto più sicuro d’Europa, mentre quando parliamo dell’aeroporto di Punta Raisi, parliamo invece dell’aeroporto più pericoloso d’Europa, voluto lì dalla mafia e realizzato sulle terre intrise del sangue di intere famiglie di Cinisi e Terrasini, come denunciava dai microfoni di “Radio AUT” e come ci ha raccontato nei sui scritti Peppino Impastato. Da alcuni mesi si parla di un “boom” di passeggeri su Punta Raisi, ma ricordiamoci che è il “frutto del furto” dei voli RyanAir perpetrato da GESAP, pagato a caro prezzo direttamente senza bandi e senza farraginosi ricorsi, a danno di Trapani Birgi che aveva raggiunto quasi i 2.000.000 di passeggeri. Mi viene in mente una pubblicità: “Ti piace vincere facile?”. Certo un minimo di rabbia nasce anche contro RyanAir considerando che ha trovato la possibilità di accedere al mercato siciliano solo grazie a Trapani e ad Airgest, quando nacque con il nostro scalo una vera e propria “luna di miele”.  RyanAir realizzo il suo “Hub siciliano” proprio a Trapani-Birgi dopo aver ricevuto un bel “2 di picche” proprio da Gesap e da Punta Raisi. Ma O’Leary, si sa, ha un registratore di cassa al posto del cuore e centinaia di migliaia di passeggeri sono finiti su Punta Raisi con un vero e proprio disastro economico sulla nostra intera Provincia.

Ma eccoli, anche ad onor di cronaca e ad onor del vero, i veri numeri di Punta Raisi su cui riflettere con grande attenzione:

ECCO I VERI NUMERI DI PUNTA RAISI:
•5 maggio 1972, lo schianto di Montagna Longa del Volo Alitalia 112, in questa occasione perirono tutte le 115 persone che si trovavano sull’aeroplano;
•23 dicembre 1978, il disastro di Punta Raisi (Volo Alitalia AZ 4128), quando avvenne lo schianto a mare del Mc Donnel Douglas DC-9 che causò la morte di 108 persone a bordo del velivolo e 21 sopravvissuti;
•27 settembre 1989, l’incidente del DC9 della ATI diretto a Milano con 102 persone a bordo, che in fase di decollo sulla pista 07-25 perde improvvisamente quota e termina la sua corsa sullo sterrato a poche decine di metri dal mare.
•24 settembre 2010, l’incidente del volo IV 243, proveniente da Roma Fiumicino operato da un Airbus 319-132 della Wind Jet, marca EI-EDM, che in atterraggio è uscito fuori pista, rompendo completamente il carrello principale e comportando l’evacuazione dei passeggeri attraverso gli scivoli. Quella sera i 123 passeggeri del volo Wind Jet Roma-Palermo si salvarono per un puro miracolo, “non furono soccorsi con tempestività, o meglio, non furono proprio soccorsi”. È quanto sostiene e scriveva il gip Guglielmo Nicastro.

Adesso la domanda, considerando che con la fisica non si gioca e non si vince e l’imprevisto è sempre in agguato e dietro l’angolo, la domanda dicevo è: “Come si fa a puntare su uno scalo pericoloso e con voli frequentemente dirottati come quello palermitano, quando si ha invece l’aeroporto più sicuro d’Europa ad un tiro di schioppo?”

La Toscana ad esempio punta sul più sicuro Aeroporto Marco Polo di Pisa come suo aeroporto di riferimento regionale e non certo su Firenze. Distanza Pisa-Firenze circa 90 Km, più o meno come Trapani-Palermo, ma in Sicilia, a Palermo, si sa, gli “asini li facciamo entrare per la coda”,
e siamo pure bravi !!!

 

Ma parliamo anche un attimo invece dello scalo internazionale di Trapani-Birgi:

l’Aeroporto Internazionale “Vincenzo Florio” è un aeroporto militare internazionale aperto al traffico civile, questo significa anche massima professionalità e sicurezza da parte dei “controllori di volo”, personale militare e pertanto non soggetto a scioperi, retribuito dal Ministro della Difesa e non dalla società di gestione dello scalo (mica poco come vantaggio per la società di gestione!). La pista di atterraggio è indipendente ed è un’eccellente infrastruttura, preparata per gestire un crescente volume di traffico aereo e di passeggeri. Occupa una posizione geografica ideale e privilegiata nel Mediterraneo, il suo clima mite, gli ampi spazi circostanti pianeggianti per chilometri (per vedere una montagna bisogna forzare lo sguardo oltre i 20 Km), fanno sì che la sua ubicazione sia un posto ideale per tutto il traffico aereo dall’Europa e dall’Africa.

L’aeroporto si estende su una superficie di circa 500 ettari e la sua pista di atterraggio di 2.695 metri può accogliere tutti i tipi di aeromobili, dai piccoli aerei regionali ai modelli più grandi, utilizzati oggi giorno. La piattaforma per gli aerei di 64.900 metri quadri può ospitare fino a 9 aeromobili allo stesso tempo. Gli ampi spazi che circondano lo scalo consentirebbero facilmente anche la realizzazione di una 2^ pista, la possibile realizzazione di “Turn Pad” che sono delle apposite aree a fianco delle piste di volo che consentono l’inversione (back-track) di aeromobili di grandi dimensioni con centinaia di passeggeri (come gli Airbus A380). La realizzazione di queste aree di manovra consentirebbe di ospitare in pista aeromobili più grandi da sempre interessati ad operare sulla nostra Sicilia ed in atto orientati ad atterrare preferibilmente a Catania. Per Palermo nessuna possibilità di futuro in tal senso, solo Birgi ha potenzialità e superfici di sviluppo senza limiti, superiori alla stessa Catania (non abbiamo il Vulcano) e con la possibilità di far serenamente atterrare anche aeromobili di eccezionali dimensioni come gli Airbus A380-800 o 900 da quasi mille posti.

 

Facile sarebbe inoltre un collegamento ferroviario con metropolitana di superficie con il centro delle città di Trapani e Marsala,  quindi anche con Palermo, visto che la ferrovia già si trova a poche centinaia di metri dalla aerostazione.

Incredibilmente interessanti anche gli indici di riempimento degli aeromobili che ha fatto registrare Trapani e che oscillano (anche oggi) tra il 70% di occupazione delle poltrone libere e che arrivano anche al 90% nei voli nazionali.

E come ha detto durante la recente Via Crucis Papa Francesco, citando Emily Dickinson:

“Non conosceremo mai la nostra altezza fin quando non decideremo di alzarci!”.

TRAPANI alzati! Trova la forza, esci dal torpore, è giunto il momento di un urgente risveglio!

E’ ancora lunga e gloriosa la strada che ci attende !!!

“D.U.I.”


 

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