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I MISTERI DI TRAPANI

Di Elio D’Amico

 

Cronaca di una morte annunciata, ovvero… tanto tuonò che piovve ! ma non la pioggerellina primaverile che ci si può aspettare in questi giorni, ma un vero diluvio, capace di portare via con sé tutto il fango che trova sul suo percorso.

Il diluvio quest’anno si è abbattuto sulla Processione dei Misteri, nonostante le belle giornate di sole: un diluvio che ha travolto tutto, scoprendo buche enormi a malapena rattoppate, buche così grandi da far correre il rischio di inghiottire la cosa più bella che produce la nostra città, la Processione dei Misteri.

Non c’è stato bisogno di nessun bravo meteorologo per capire in anticipo le nubi che si stavano addensando: troppi contrasti, troppi personalismi, troppo nervosismo, che lasciavano facilmente prevedere una Processione elettrica.

Le nuvole che poi hanno scatenato la tempesta, si sono formate molto tempo prima del Venerdì Santo 2019, probabilmente quando il rinnovo all’interno delle cariche dell’Unione Maestranze ne ha portato al vertice Giuseppe Lantillo e la sua squadra.

Un’elezione non unanime, fin da subito contrastata – anzi, non voluta – da alcuni rappresentanti le Maestranze; quindi un Direttivo nato male, con posizioni preconcette da tutti i lati ma che, in ogni caso, meritava almeno di essere messa alla prova.

Ovviamente si aspettava soltanto il casus belli per cominciare la battaglia: e la prima occasione è stata data dalle tradizionali “scinnute”: al Gruppo del Popolo, ‘L’ascesa al Calvario”, che tradizionalmente ha sempre effettuato la sua “scinnuta” in solitario, sono stati affiancati, per la prima volta, altri tre Gruppi; se è giustificabile la particolare attenzione per il Gruppo de “La deposizione” di sarti e tappezzieri che quest’anno festeggiava i 400 anni dell’assegnazione al ceto – unico gruppo a non avere mai cambiato appartenenza – non si comprende la compartecipazione con gli altri due Gruppi; indubbiamente si può rompere anche un’antica tradizione, ma per stravolgerne una che dura da 400 anni, i motivi devono essere più che validi.

Dopo avere minacciato la fuoruscita dall’Unione Maestranze, il ceto del Popolo ha accettato la condivisione; ma il fuoco era ormai acceso.

A tutto ciò mette del suo anche la Questura e il Vescovo, Fragnelli, che nelle direttive emanate per la gestione della Processione, oltre a ribadire il divieto di riproporre gli “incappucciati”, suggeriva di evitare le girate: non era quindi un imperativo categorico, non erano previste né sanzioni penali, né l’interruzione della Processione – come ha sottolineato la Questura -; eppure questo è il messaggio che dai vertici dell’Unione Maestranze è giunto a tutti i Capoconsoli qualche giorno prima dell’uscita dei Sacri Gruppi; se nessuno, in realtà, aveva prospettato tali conseguenze, ergo… !

La Processione è quindi partita sotto i peggiori auspici, con i Consoli dei vari ceti indispettiti nel non potere rendere il giusto – ed innocente – omaggio a chi aveva contribuito in maniera fattiva all’uscita del Gruppo, spaventati dalla falsa prospettiva di finire in galera e di assumersi la responsabilità dell’interruzione della Processione.

Ma per fortuna la volontà del popolo è più forte di qualsiasi costrizione, e si sono viste “girate” volanti fatte in corsa o “annacate” di un quarto d’ora casualmente (!!!) davanti a noti sostenitori del Gruppo !

Estrema conseguenza è stata la mancata tradizionale girata all’ingresso della Madonna verso il Vescovo; il Ceto l’ha giustificato con un comunicato che sottolinea come la legge è uguale per tutti, anche per il Vescovo, ma… excusatio non petita, accusatio manifesta !

Si è poi assistito all’uscita e all’entrata dei Gruppi in una Piazzetta Purgatorio desolatamente vuota di fedeli – ma non di Polizia – privando Maestranze, portatori e fedeli di quel catartico bagno di folla che sancisce l’indissolubile e centenaria fusione tra la Processione dei Misteri e i Trapanesi.

E poi innumerevoli e colpevoli contrattempi nel corso della Processione: ritardi abissali, i gruppi dell’Addolorata e dell’Ascesa al Calvario lasciati spesso isolati – volutamente, secondo quanto dichiarato dai Consoli di questo Gruppo – percorsi tagliati in corso d’opera, salvo poi sostare un’ora e mezzo a Largo delle Ninfe (lasso di tempo più che sufficiente a percorrere le strade tagliate dal percorso), processionanti impediti a seguire l’entrata del proprio gruppo….

Prima conseguenza: forti tensioni durante la Processione e all’entrata dei Gruppi, dentro e fuori la chiesa; seconda conseguenza: lo stesso pomeriggio di Pasqua, con un comunicato durissimo, il gruppo de “L’ascesa al Calvario” comunica la propria uscita dall’Unione Maestranze.

Non sappiamo ancora quali possano essere le conseguenze giuridiche di tale mossa, ma certamente sono il segnale di un insanabile malessere, e possono essere di esempio ad altri ceti che, seguendo questo esempio, possono uscire anche loro dall’Unione e dare vita ad un nuovo, parallelo, organismo similare.

A caldo è praticamente impossibile giudicare con obbiettività questi avvenimenti; probabilmente si è fatto l’errore di considerare la Processione del Venerdì Santo solo una manifestazione religiosa, e non – anche – l’espressione della più sentita tradizione trapanese.

L’anno prossimo che facciamo, eliminiamo l’annacata, che certamente non è una manifestazione religiosa ?

In ogni caso, come diceva mio nonno, “u pisci feti da’ testa”.


 

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