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di Peppe Cassisa

A brindare è stata la Juve Stabia. La vittoria del campionato e la promozione in B sono sue, ma per i granata ci sarà ancora una prova d’appello. Quella che passerà attraverso la lotteria dei play off. Se le tre promozioni, riservate alle vincitrici di ciascun girone, sono state assegnate, è pur vero che, eccezionalmente quest’anno, ne restano ancora altre due. E saranno riservate alle finaliste dei play off.

Il Trapani calcio, comunque, nel corso della stagione regolare, ci ha provato fino alla fine, o quasi, considerato che i campani la promozione matematica l’hanno raggiunta già a due giornate dalla fine. La lunga rincorsa della squadra di mister Italiano, che nel giro di pochi mesi aveva recuperato 10 degli 11 punti di distacco, presi a dicembre, non è bastata. A decidere tutto è stata, infatti, la gara di Castellammare di Stabia, dove i granata sono stati sconfitti con il classico doppio scarto. E ancora una volta, così come era accaduto nella gara di andata al Provinciale, a pesare sono stati due palloni persi a centrocampo e il cinismo in contropiede dei campani.

Trapani, insomma, il campionato l’ha perso negli scontri diretti con le vespe stabiesi, entrambi perduti e in malo modo, specialmente quello di andata. Sei punti che, alla fine, sono stati decisivi nella classifica finale e per la promozione.

Il rammarico è anche legato al fatto che se non ci fossero stati i campani e il loro esaltante campionato (con una sola sconfitta in stagione), i granata avrebbero trionfato. La conferma del grande torneo disputato sta anche nel confronto, puramente teorico, con le capolista degli altri gironi che approderanno in B con minori punti in classifica dei granata.

Minori, invece, i rimpianti per la mancata conquista della finale della Coppa Italia, ad opera della Viterbese. Un traguardo prestigioso, sacrificato dai granata, nell’ottica della promozione.

Ma ormai è acqua passata. Ora più che mai lo sguardo è diretto ai play off.

Trapani vi arriva fiduciosa, meno stressata di quella che sarebbe potuta essere se il suo accesso, fosse avvenuto al termine di una volata finale, fino all’ultima giornata con la Juve Stabia, che certamente alla fine sarebbe risultata perdente.

Le vittorie contro il Potenza (in serie utile da 13 turni in campionato) e quella in trasferta a Vibo Valentia, con il Rende, hanno consentito di blindare anzitempo il secondo posto e programmare l’accesso ai play off, da seconda della classe nel girone C. Un piazzamento che consentirà di affrontare la post season in posizione di favore, entrando in gioco solamente nella seconda fase nazionale. Un mese di riposo da gestire bene e di non poco conto, mentre le avversarie dirette si affronteranno nei preliminari.

Lunghissima la formula di svolgimento dei play off, con 28 squadre ammesse. Cioè, le piazzate dal secondo al decimo posto dei tre gironi, oltre alla squadra vincitrice della Coppa Italia Serie C.

Trapani, dunque, salterà i turni preliminari e il primo turno della Fase Play Off Nazionale, accedendo, da testa di serie, direttamente, da fine maggio, al Secondo Turno della Fase Play Off Nazionale riservata alle 5 squadre risultate vincitrici delle gare del Primo Turno e alle 3 squadre classificate al secondo posto di ciascun girone al termine della regular season. Ad acquisire il titolo per l’ammissione al campionato di Serie B, sarà poi la fase cosiddetta “Final Four” con un tabellone a sorteggio e gare ancora di andata e ritorno.

Oltre alla mancanza di un potenziale stress finale, che con tutta probabilità sarebbe servito a poco, Trapani invece avrà maggior tempo per preparare i play off, cercando anche di poter recuperare qualcuno dei suoi infortunati, quelli di lungodegenza come Golfo, Girasole, Garufo e Canino e quelli leggermente acciaccati come Taugourdeau, Nzola, Corapi. Non certo quelli che hanno già abbandonato l’idea di poter chiudere la stagione, come capitan Pagliarulo, già sottoposto a intervento chirurgico.

A far ben sperare è anche il fatto che la squadra granata dopo la parentesi negativa determinata dall’esito delle gare perse in Coppa Italia e nel match clou con la Juve Stabia, in forte controtendenza rispetto all’andamento stagionale, si sia ripresa bene e arrivi con una buona condizione mentale e psicologica alla seconda fase della stagione. Contrariamente ai play off della passata stagione.

Trapani, comunque, può esser ben soddisfatta di quanto finora fatto, del suo rendimento, del gioco espresso.  Poi, per le “invenzioni” di Italiano, per la sua capacità di trovare le soluzioni di ripiego. Su tutte, l’utilizzo di Costa Ferreira e di Taugordeau, rispettivamente da esterno e da centrale di difesa, al posto dei tanti infortunati. Il tutto senza evidenziare o ricercare mai, nel dopo partita, la benché minima attenuante, magari dopo qualche prestazione non esaltante.

Per non parlare dell’abilità del direttore sportivo Rubino nella costruzione della squadra, nel far gruppo, nel fare le nozze con i fichi secchi, certamente all’ombra di Daniele Faggiano, anche nella campagna invernale, chiudendo con Franco e Fedato, a costo zero.

Trapani è stata una schiacciasassi al Provinciale, meno lo è risultata in trasferta, laddove si è evidenziato il tallone d’Achille della stagione. Ed è così che Italiano, senza rinnegare la sua filosofia, ha cercato nel finale di far giocare la squadra in maniera diversa in trasferta, con una condotta di gara più aggressiva soprattutto nella metà campo avversaria, in fase di impostazione del gioco altrui.

Intanto, la società del neo proprietario De Simone e del presidente Baglio, ha anche ufficializzato le cariche di direttore dell’area tecnica e di direttore generale, affidandole all’esperto Gianni Rosati e a Rino Caruso. Decisione, la prima, apparsa poco opportuna, soprattutto in questo momento decisivo della stagione, considerata la presenza del ds Rubino, a cui potrebbe risultare poca gradita.

Rimane, invece, sempre da verificare la solidità della nuova società, l’accreditamento da parte della Lega, mentre risultano ancora inespressi i programmi societari, sebbene il neo direttore generale abbia espressamente affermato che in caso di mancata conquista della serie B, si punterebbe al raggiungimento del traguardo nella stagione successiva. Intanto, sia a Italiano sia a Rubino, pare sia stato riproposto il rinnovo del contratto per la nuova stagione.

Il tutto nel segno di una volontà di dare una certa continuità. Quella continuità che però, in questo preciso momento della stagione, non si può garantire, atteso che ben diversa sarebbe la realtà di un campionato di B, rispetto a quella di una nuova stagione in serie C. Almeno, però, si tratta di segnali di distensione e non di rottura con l’attuale realtà che tanto bene sta facendo quest’anno. Sempre … in attesa del miracolo.

 

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