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GLI ESPEDIENTI PER ELUDERE I LIMITI DELLA CONCESSIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA POSSONO INTEGRARE IPOTESI DI REATO

DI PINO ALCAMO

In un precedente articolo ho evidenziato i presupposti per ottenere la concessione del “Reddito di Cittadinanza”, introdotto dall’attuale Governo. -

Ho in esso, anche, precisato che:

1-la denominazione “Reddito di Cittadinanza” appariva impropria perché tale reddito non viene concesso a tutti i cittadini in quanto tali, ma a soggetti disoccupati o inoccupati;

2-l’unico paese al Mondo ad aver previsto “Un reddito di cittadinanza” era l’Alaska (Stati Uniti D’America), che riconosce a tutti i cittadini i dividendi del ricavato della gestione di talune miniere;

3-l’Unione europea da tempo ormai aveva suggerito e imposto ai Paesi aderenti la concessione ai loro cittadini bisognosi di “Un reddito minimo garantito”, che solo l’Italia e la Grecia tardavano a riconoscere. -

Il “Reddito di cittadinanza”, introdotto dall’attuale Governo, non rappresenta, peraltro, una novità eccezionale perché già negli anni Novanta Livia Turco, parlamentare del centrosinistra, aveva sperimentato il “Reddito minimo di inserimento”, fallito per eccessivi sprechi, truffe, falsità, scarsissimi risultati, evasione fiscale, reddito nero (“Libero”, p. 2 del 21-1-2019). -

II

La “Relazione al Parlamento del 2007” sull’esperimento di Livia Turco precisava che:

1-nel 1998 il Governo di centrosinistra aveva previsto di concedere un assegno di 500 mila lire ai nuclei familiari in difficoltà per integrarne il reddito e ridurne il disagio economico;

2-tale concessione era subordinata alla stipula di “un contratto di inserimento sociale-lavorativo” tra il beneficiario e l’ente Comune, che lo gestiva, erogava l’assegno e ne controllava la sussistenza dei presupposti;

3-la platea dei beneficiari teorici era stata di 1,78 milioni di famiglie, ai quali lo Stato aveva sborsato 649 milioni di lire, in gran parte erogate alle Regioni del Sud;

4-i beneficiari, di fatto, erano stati 50 mila individui, tra immigrati, disabili fisici, anziani soli, tossicodipendenti, alcolizzati, ex detenuti;

5-i risultati erano stati deludenti, perché si erano verificati casi di “movimenti anagrafici falsi, cambi di residenza sospetti, autocertificazione insufficiente, redditi da lavoro nero”, non dichiarati al tempo di presentazione della domanda di concessione. -

Si ritiene verosimile che analoghi deludenti risultati si avranno con il “Reddito di cittadinanza”. -

III

Il reddito di cittadinanza riguarderebbe un milione e mezzo di famiglie (circa 5 milioni di soggetti) con una durata di 18 mesi, prorogabili di altri 18, revocabile dopo il rifiuto di tre proposte di lavoro, la prima dopo sei mesi entro 100 km da casa, la seconda dopo 12 mesi entro 250 km da casa, la terza oltre 12 mesi e oltre 250 km da casa. -

Si prevede, tuttavia, che la Corte Costituzionale estenderà il beneficio agli extracomunitari (“Libero”, p. 2 del 3-2-2019). -

Da alcuni vengono già ipotizzati “gli espedienti e i trucchi” per eludere i limiti e i presupposti della concessione del “Reddito di cittadinanza”. -

Si prevedono “separazioni fittizie tra i coniugi, divorzi consensuali, cambi di residenza falsi, conti correnti svuotati” e altri espedienti.- Tutto per accrescere il numero dei richiedenti e delle concessioni (Antonio Fraschilla, in “la Repubblica”, p. II, Sez. Palermo del 22-1-2019; Giuliano Zulin, in “Libero” p. 3- del 21-1-2019). -.)-

Si tratterebbe di comportamenti integranti “i reati di falso e di tentativo di truffa”, facilmente accertabili attraverso il controllo combinato degli “uffici anagrafe comunali, dell’Inps, dell’ufficio delle entrate, della Guardia di Finanza, dei servizi sociali alla persona del comune”. -

Di fatto, quindi, assolutamente sconsigliabili. -

Anche a questo fine, probabilmente l’Inps ha preparato un “opuscolo per rispondere alle domande principali dei richiedenti il reddito di cittadinanza”. -

Sono stati, tuttavia, già registrati i primi imbrogli: da Bari a Savona sono raddoppiati i cambi di residenza; a Roma, Torino e Bologna le separazioni coniugali sono aumentate senza limiti (“Libero”, pp. 1-2 del 3-12-2019). -

IV

E’ stato previsto che verranno assunti dallo Stato 4 mila e dalle Regioni 6 mila operatori e navigator, che guideranno i beneficiari del reddito di cittadinanza nella scelta del lavoro.- Le Regioni, tuttavia, “temono il caos” di fronte già ad una miriade di richieste.-

Peraltro, appare impossibile effettuare tre offerte di lavoro per ogni beneficiario (circa 15 milioni complessivamente), perché il lavoro disponibile, attesa la crisi attuale, si prevede assolutamente deficitario oltre che precario.-

A Palermo, Trapani e Caltanissetta, ad esempio, non esiste alcuna richiesta di personale.- Secondo le principali Aziende industriali le offerte di lavoro sarebbero solo 39 (“la Repubblica”, sez. Palermo, p. III, del mese di Gennaio 2019).-

E’ stato fatto un “Sondaggio sul referendum per abolire la legge che introduce il reddito di cittadinanza”.- La maggioranza dei votanti abolizionisti non crede che il reddito rilancerà l’economia ed è convinta che lo incasseranno i furbi e chi lavora in nero (“Libero”, p. 2 del 22-1-2019).-

Chi lavora in nero, perché non emette fatture ovvero perché svolge piccole attività artigianali, o perché “vende per strada frutta e verdura, caldarroste o articoli vari di abbigliamento e similari” continuerà ad evadere, ad usufruire gratuitamente dei servizi comunali alla persona, e beneficerà, anche utilizzando stratagemmi vari, del reddito di cittadinanza.-


 

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