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di Peppe Cassisa

Quasi come si trattasse di una bella donna. Corteggiata da tutti e finalmente andata in sposa. E’ la recente storia del Trapani calcio, quella che già si può definire del “dopo Morace”.

A fare da prologo, le infinite ed estenuanti trattative che, a turno, avevano visto vicini all’obiettivo, dapprima Agnello, poi Heller e infine l’imprenditore giornalista-campano De Simone. Quest’ultimo quasi un predestinato a raccogliere il testimone da un altro imprenditore campano, certamente di ben altra caratura, ossia dal “comandante”, a suo tempo capace di salvare il Trapani e di portarlo ad un passo dalla serie A.

Ma è anche una storia fatta di polemiche e anche di veleni che non accennano a placarsi e che anzi si rinfocolano giorno dopo giorno. Prima le vicende giudiziarie innescate da Agnello, protagonista di una cessione delle quote, poi vanificata dal non avveramento di una condizione risolutiva, relativa alla mancata cessione del rimanente 50% delle stesse. Poi, quelle di Heller, autore di una puntuale campagna mediatica ma incapace di intercettare la società, quest’ultima pronta, invece, a rimproverargli scarsa affidabilità. Con lui, così, anche dopo la cessione delle quote alla FM service srl di De Simone, il botta e risposta con il Trapani calcio è continuato ancora, a seguito delle ultime dichiarazioni dell’amministratore unico della società granata, Paola Iracani.

Ma non basta, perché sulla cessione a De Simone, a turno: Lega Pro, Assocalciatori (Aic), Comune di Trapani hanno fatto sentire la propria voce, preoccupate se non dissenzienti circa la conclusione della trattativa.

Insomma, tutt’altro che un’entrata in scena, da parte di De Simone, in punta di piedi. Né, in tal senso, l’imprenditore campano  ha cercato di smorzare le polemiche. Anzi, ha replicato pesantemente a quanto dichiarato soprattutto dai vertici organizzativi del calcio nazionale di Lega Pro. Però, cui prodest?

Palese, invece, è apparsa, la ferma volontà della famiglia Morace di cedere la società, se non addirittura quella di sbarazzarsene il più presto possibile. Ciò, anche per limitare gli oneri finanziari, disimpegnando la Liberty Lines da un settore non strategico, quale quello del Trapani Calcio e concentrandosi sull’attività imprenditoriale armatoriale, ferme restando le difficoltà connesse alle ben note vicende giudiziarie.

Il ciclo della famiglia Morace, durato 14 anni, si è, dunque, concluso. Implicito, da parte dei tifosi, il ringraziamento al Comandante per quanto fatto, sebbene una punta di amarezza sia rimasta per il modo in cui siano state condotte le trattative e anche per la scelta operata. Una scelta che la “Liberty lines spa” ha avvalorato sulla scorta delle analisi delle controparti effettuate e la cui procedura è stata approvata dal proprio Organismo di Vigilanza.

Ma la scelta non convince appieno. La speranza, comunque, è che possa essere stata la migliore e in grado di poter dare continuità all’attività societaria.

Aver scelto De Simone quale miglior offerente, in grado di assicurare un futuro alla società granata, al di là delle dichiarazioni dei vertici societari, lascia però perplessi. Troppe le domande che allo stato attuale rimangono senza una convincente risposta.

Innanzitutto, rimangono forti dubbi sul come mai un giovane imprenditore di Avellino, con una altrettanto giovanissima società, la FM Service srl, costituitasi nel marzo del 2017 e senza grosse potenzialità, abbia deciso di investire a Trapani, avventurandosi “da solo”, per sua espressa dichiarazione e ammissione.

A poco è servita la conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà perché non è ancora chiaro con quali risorse De Simone potrà gestire il Trapani Calcio. Un’incognita che solamente il tempo potrà chiarire. Perché oggi nessuna indicazione è stata data. Solamente vaghe assicurazioni di rispettare le scadenze e adempiere agli obblighi di Lega.

Programmi e potenziali sponsor rimangono ancora nel cassetto. Quegli sponsor che, incredibilmente, alla luce delle parole di De Simone, sarebbero i veri finanziatori del progetto. Situazione ben lungi da quella ereditata da Morace, laddove lo stesso rappresentava il proprietario ma anche lo sponsor della società, dando solidità al Trapani Calcio.

Intanto, per la nuova proprietà, le scadenze sono già maturate. Il primo stipendio, ben oltre i 200 mila euro, è stato regolarmente pagato. Ma ci sarà da fornire le dovute  garanzie verso la Lega.

Certo è che le documentazioni a supporto del passaggio di proprietà, testimoniano che l’operazione, oltre ai 30 mila euro legati alla cessione delle quote, obbliga la FM Service srl di De Simone a pagare alla “Liberty lines spa” una integrazione di prezzo di 900 mila euro, quale somma spettante al “Trapani calcio srl” dalla cessione e/o valorizzazione dei tesserati, entro il 31 gennaio 2020 e comunque non oltre la conclusione del mercato invernale della prossima stagione sportiva.

Né eccessivo pessimismo, né eccessivo ottimismo, possono far bene. Nè prestare il fianco a fantasiose illazioni, messe in giro, appare utile.

Ad incombere anche le nuove nomine societarie, quelle che chiameranno uno stimato commercialista, Franco Baglio, a presiedere la  società granata, con De Simone vice presidente.

Gli uomini di fiducia non mancheranno neanche in seno alla squadra, con Rino Caruso a fare da supporto all’area tecnica, nella qualità di direttore generale, mentre già sin d’ora si parla dell’ingaggio di una persona di esperienza a supporto dell’attuale direttore sportivo.

Rinnovata, comunque, la fiducia a Italiano e Rubino sebbene la possibile scelta di affiancamento a Rubino potrebbe creare qualche disagio.

Meno male, intanto, che per staff tecnico e organizzativo, ci sia solamente da guardare al campo e al raggiungimento di un risultato che, ancor prima delle scelte societarie, tiene cementato un gruppo che sta facendo assai bene e che ha tutta l’intenzione di giocarsi le proprie carte fino alla fine. Insomma, il coronamento di un sogno è sopra ogni altro interesse. Attenzione allora a quelle scelte o a quelle inadempienze, di cui la nuova proprietà potrebbe rendersi protagonista. Rovinare tutto, proprio in questo momento favorevole e decisivo, sarebbe delittuoso.

“Continuare ad alimentare un sogno”, quello della B, termine che però non vuole pronunciare, è l’obiettivo di De Simone. Poi, si tratterà di attendere la chiusura del campionato e quindi programmare la successiva stagione.

In sintesi, così appaiono evidenti l’entusiasmo e le dichiarazioni di intenti ma i fatti concreti sono ancora pochi o quanto meno da consolidare. Scetticismo e preoccupazione, dunque, anche fra i tifosi, capaci però di dare il loro apporto numerico, di tifo e di calore alla squadra, come ha dimostrato il match contro la Casertana.

Sul campo, quindi, la prima gara della nuova proprietà è stata un successo, regalando una grande prestazione della squadra, la vittoria e forti emozioni. Ed è anche quanto i tifosi si aspettano dalla parte finale della stagione. La pesante sconfitta con il Francavilla deve essere ricordato, quindi, solamente un brutto incidente di percorso.

 

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