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Italia divisa anche a Sanremo

DI Salvatore Costanza

Lo diceva Edoardo Bennato. Ma pare che, una almeno di quelle presentate al Festival di Sanremo, – “Soldi” di Mahood – avesse diverso significato, e si prestasse ad essere usata come un subdolo messaggio contro il Governo giallo/verde, mediante l’operazione di una Giuria “di sinistra” che ha ribaltato il voto popolare. Un piccolo colpo di Stato canzonettaro.

Questo ha sostenuto la linguacciuta Giovanna Maria Maglie, giornalista per tutte le stagioni, reduce da trasmigrazioni politiche, tanto audaci quanto opportune. Prima a lungo con l’organo comunista “L’Unità”, poi a sostegno di Craxi, di Berlusconi, e ora di Salvini. Una transumanza tutta italiana, dai picchi delle utopie libertarie alle comode pianure del potere.

Che il dibattito politico (si fa per dire) abbia raggiunto tali livelli di meschinità, non deve stupirci. Piccoli uomini, piccole cose, da segnalare nella cronaca di tempi, come i nostri, dove lo “spreco” di ideologie ha sepolto la politica e ha lasciato solo le ceneri del guicciardiniano “particulare”.

Eppure un progetto para/politico Salvini ce l’ha. Dopo essersi assunto, di fatto, il ruolo di premier del Governo, lasciando a Conte (siglato “burattino” nel Parlamento europeo), e allo smagato Di Maio, il posto di comprimari, il leghista “nazionale” tende a svuotare il serbatoio di voti pentastellari, portandoli, sull’onda dell’impatto emigrazionista, a destra, tra il vegliardo Berlusconi e la marfisa Meloni. Mutate, nel frattempo, le proporzioni del consenso elettorale tra le due formazioni di Governo, è facile prevedere che, presto, Salvini ne rivendicherà il compenso. Oppure il ricorso ad elezioni anticipate, che lui pensa di poter chiudere a suo favore.

Intanto, la prevista estensione di prerogative istituzionali alle Regioni del Nord/Italia indebolirebbe ancora di più il corpo unitario del Paese; mentre la nuova “questione meridionale”, nel contesto di un’Europa divisa dai nazionalismi grandi e piccoli, si aggrava di ulteriori, pesanti, problemi economici e sociali. Un Sud periferia dell’Europa, e sponda dell’emigrazione afro-asiatica.

Un altro dei nodi da sciogliere, per Cinquestelle, è quello di trovare una collocazione nel Parlamento europeo che verrà. Dove e come? Relegata (e denigrata) l’Italia in Europa, Salvini spinge a una rivalsa antieuropeista; e i grillini non si sa. La vicenda del conflitto diplomatico con la Francia di Macron è solo una bambocciata (a dirla con Cacciari).

Un groviglio di situazioni ambigue e variabili, che non si scioglierà, certo, con la elezione del maggio prossimo.


 

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