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IL REDDITO DI CITTADINANZA IN ITALIA, IN EUROPA, NEL MONDO.

IL PRINCIPIO DEL REDDITO MINIMO GARANTITO

di Pino Alcamo

Il reddito di cittadinanza costituisce “un impegno di base” della legge di bilancio del 2018 e dovrebbe trovare applicazione nei mesi di Marzo-Aprile del 2019.-.

Presto verrà formulato il “Decreto legge attuativo”, che dovrebbe  puntualizzarne i dettagli di realizzazione e i requisiti di applicazione. – Da una “bozza ufficiale” di tale decreto, tuttavia, emergerebbero alcuni requisiti, definiti certi. -

Allo stato, sugli organi di stampa tali requisiti vengono indicati vagamente, forse nella consapevolezza della relativa modificabilità, attese le attuali controversie tra i partiti di maggioranza. – Usare, pertanto, il “condizionale” appare prudenziale. -

Il valore pieno di tale reddito sarebbe di euro 780, variabile in base a diverse condizioni: chi ha una casa di proprietà non avrebbe diritto all’intera quota, che verrebbe ridotta di una parte, definita “affitto imputato”, di euro 380; chi è proprietario di una seconda casa o di un auto di recente immatricolazione o di grossa cilindrata e chi ha un conto corrente bancario di 5 mila euro (aumentabile per i figli) sarebbe escluso dal beneficio. – Vengono previste particolari puntualizzazioni. -

Per ottenere il contributo occorrerebbe rientrare nel limite di reddito Isee di 9,360 euro annui e di un patrimonio immobiliare (oltre il valore della prima casa)  non superiore a 30 mila euro.-.-.

Gli ulteriori requisiti per ottenerlo, comunque, sarebbero i seguenti:

1-Aver compiuto la maggiore età; 2-Essere disoccupato o inoccupato; 3-Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’Istat; 4-Percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà; 5-Essere residente in Italia da almeno 5 anni o da almeno 10 anni, se straniero. -

I requisiti per mantenerlo sarebbero i seguenti:

1-Iscriversi a un centro di impiego; 2-Dedicare 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili; 3-Frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionali; 4-Accettare una delle prime tre offerte di lavoro ricevute. -

La platea dei beneficiari comprenderebbe anche gli immigrati, residenti in Italia da almeno 10 anni. – L’impegno lavorativo riguarderebbe tutti i componenti validi del nucleo familiare. -

Viene ribadito che, in base ad una “legge divorzio-truffa”, applicata con il controllo incrociato di Comune, Inps, Agenzia delle entrate, “i furbetti, percettori indebiti”verrebbero condannati ad una pena da uno a sei anni di reclusione. -

II

Il reddito di cittadinanza riguarderebbe “un milione e mezzo di famiglie”, di cui 259 mila straniere, con una spesa, per nove mesi, di 6,11 miliardi, metà dei quali andrà a chi lavora in nero. – Ai nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno raggiunto i 65 anni in condizione di povertà, con un reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui, verrà corrisposta la “pensione di cittadinanza”. -

Per il reddito di cittadinanza, dal 1° marzo va presentata “domanda telematica alle Poste”, che la trasmetteranno all’Inps per verificarne la sussistenza dei requisiti. -La risposta positiva dell’Inps consentirà al richiedente di  ritirare alle Poste la “card caricata con 780 euro”. Entro il mese di Maggio l’interessato dovrà stipulare presso “un centro per l’impiego” un “patto di inclusione” e i Comuni lo convocheranno per svolgere 8 ore settimanali di “lavori di pubblica utilità”. – La durata del reddito è di 18 mesi, prorogabile di altri 18, e viene revocato dopo il rifiuto di tre proposte di lavoro, la prima dopo 6 mesi entro 100 Km da casa; la seconda dopo 12 mesi  entro 250 Km da casa; la terza oltre 12 mesi e oltre 250 Km da casa. -

La denominazione “reddito di cittadinanza” non sembra corretta, in quanto dovrebbe essere formulata come “reddito minimo garantito”. -

Il reddito di cittadinanza è un reddito universale, riconosciuto al cittadino in quanto tale, perché esiste, e non perché bisognoso o disoccupato. -

III

Peraltro, il reddito di cittadinanza, voluto dall’attuale governo, “non pare una invenzione straordinaria”. -

Assomiglia molto, difatti, alla c.d. “Riforma Hartz”, varata in Germania nel 2005, durante il secondo mandato di Gerhard Schroder, ambientalista socialdemocratico.-Peter Hartz, considerato in un primo momento, il “Salvatore dei disoccupar”, pare che, con tale riforma, abbia distrutto il mercato del lavoro tedesco. -

La riforma prevedeva “il reinserimento nel mercato del lavoro”di coloro che avessero accettato proposte di lavoro, oltre “un sussidio di 400 euro”, aumentabile in base al numero dei figli, e un “contributo per le spese di affitto e per il riscaldamento”. – Di fatto “sussidio di disoccupazione e quello di povertà” venivano riuniti, e tale riunione venne ritenuta un errore (come quello che deriverebbe dal reddito di cittadinanza) perché chi ha perduto il lavoro, non è sempre povero. -

Peraltro “le proposte di lavoro” non rispettavano le “competenze individuali” di ciascun lavoratore, che avrebbe dovuto imparare ex novo, in un luogo di lavoro imprevedibile, con la conseguente eventuale migrazione e il livellamento sociale di tutti i lavoratori. -

Nella maggior parte dei casi, inoltre, “erano proposte di lavoro di breve durata e di scarso reddito, non a tempo indeterminato”. -

Si teme che una situazione del genere potrebbe verificarsi in Italia, perché, con la crisi esistente, proporre tre lavori ad ogni lavoratore appare velleitario e diventerà impossibile. -

In Germania, si è creata una situazione paradossale. – Poiché il reddito era calcolato in base al nucleo familiare, molti giovani hanno deciso di crearne uno autonomo e di accedere individualmente al programma, con un aggravio di spese per lo Stato. -

Oggi è in atto una accesa discussione per stabilire “come annullare la riforma Hartz” (“Libero”, p. 4 del 31-12-2018). -

IV

In effetti, in Europa, da tempo ormai, vigono forme di sostegno e sussidi non destinati solo ai disoccupati. – Come previsto dal 1992, ai Paesi aderenti viene richiesto di applicare, nel mondo del lavoro, il principio del “reddito minimo garantito” per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa. -

Strumento ideato per “alleviare la condizione di insicurezza” di chi vive al di sotto della soglia di povertà, in caso di perdita del lavoro il reddito minimo scatta quando scade “l’indennità di disoccupazione e il disoccupato non ha ancora trovato un nuovo lavoro”. – Ne beneficia, tuttavia, anche colui che, nonostante abbia un lavoro, non riesce a riemergere dallo stato di bisogno. -

L’Ungheria risulta l’ultimo Paese europeo che ha aderito al principio del “reddito minimo garantito”. – Mancano l’Italia e la Grecia.-

La Danimarca adotta il modello più avanzato del continente, basato su un principio fondamentale: l’assistenza sociale (Kontantljaelp). – Il sussidio singolo ammonta a euro 1.325 (escluso il contributo per l’affitto, che viene elargito a parte) e arriva a 1.760 per i figli. -

I beneficiari, abili al lavoro, sono obbligati a cercare una occupazione, pena la sospensione del sussidio, che è tassabile e viene ridotto in caso di assenza senza giustificati motivi. -

In Germania (a parte la riforma hartz) lo schema di “reddito minimo” è basato su tre pilastri: un aiuto per il sostentamento, un assegno sociale per i pensionati in condizioni di bisogno e un sostegno ai disoccupati con ridotte capacità lavorative.

Dal 1° gennaio 2013, il contributo di livello più alto ammonta a 382 euro per un singolo senza reddito. -

Sussidi per l’affitto e il riscaldamento vengono elargiti a parte, come le indennità integrative per i disabili, i genitori soli e le donne in gravidanza. -

Nel Regno Unito, il “reddito minimo” è garantito da un complesso di sussidi: income support a chi non ha un lavoro full time e vive al di sotto della soglia di povertà; la jobseeker allowance agli iscritti nelle liste di disoccupazione. -

In Francia, esiste “l’esperimento di reddito modulare”. – Prevede due tipi di sostegno per i disoccupati. – Il singolo percepisce 460 euro mensili, una coppia 966 euro. – Il beneficio dura tre mesi, aumenta con la prole, e il beneficiario deve dimostrare di cercare attivamente occupazione e partecipare a programmi di formazione. -

In Belgio, il contributo mensile ammonta a euro 725 per il singolo. – E’ il paese che, con Germania e Danimarca, consente al beneficiario di rifiutare l’offerta di lavoro se non confacente con il proprio livello professionale. -

In Irlanda, il contributo massimo per il singolo ammonta ad euro 849.-.

In Olanda, il contributo ammonta ad euro 617 per il singolo e a 1.234 per la famiglia. -

L’unico paese in cui esiste al Mondo “un reddito di cittadinanza” è l’Alaska.

Dal 1982 questo paese garantisce un dividendo a tutti i cittadini, residenti almeno da un anno, dei proventi dei giacimenti di petrolio e gas dello Stato. – Tale dividendo è stato di euro 1.174 dollari nel 2011 e di 2.100 euro nel 2008.-

Il Brasile adotta la “Bolsa Familia” con cui aiuta le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (Wichipedia, voce “Reddito di cittadinanza”). -

 


 

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