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di Vito Campo

L’associazione Misiliscemi non ci sta, e sollecita il Comune di Trapani a sancire il distacco amministrativo di quelle frazioni, o meglio contrade, che, in seguito al referendum del 27 maggio 2018, andrebbero a costituire l’istituendo Comune di Misiliscemi. In una conferenza stampa, svoltasi a Rilievo, i componenti dell’associazione hanno reiterato, con urgenza, attraverso una lettera inviata al sindaco del Comune di Trapani e al segretario generale dello stesso Comune, e per conoscenza all’assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana, e al competente Dipartimento regionale, la richiesta: «Dei dati patrimoniali e finanziari necessari e prodromici alla definizione dell’iter relativo alla sistemazione dei rapporti finanziari e patrimoniali tra il Comune del Trapani e l’istituendo Comune di Misiliscemi, come previsto dall’art. 11 della legge regionale 30/2000 ed un immediato successivo incontro per la stesura definitiva del progetto di riparto». Inoltre, nel testo della missiva si precisa che, in caso di difetto, l’associazione: «Sollecita l’intervento dell’assessore per gli enti locali della Regione Sicilia, che ci legge per conoscenza, ai sensi dall’art. 11 della legge regionale 30/2000, in via sostitutiva, a mezzo di apposito commissario. Si fa salva la facoltà dell’associazione di attivare, in caso di inottemperanza, le procedure previste dalla legge per la tutela degli interessi patrimoniali della cittadinanza e del territorio dell’istituendo Comune». Oltre a questo documento firmato dal presidente dell’associazione Misiliscemi, Salvatore Antonino Tallarita, ne è stato presentato un altro, di natura prevalentemente tecnica e sempre a firma dello stesso Tallarita, indirizzato al sindaco del Comune di Trapani, e per conoscenza all’assessore regionale Territorio e Ambiente, e alla Corte dei Conti, Sezione per la Regione Siciliana. Il documento, dal titolo «Osservazioni alla rielaborazione parziale del Prg – piano regolatore generale, ndr – del Comune di Trapani adottata con delibera commissariale n. 86 del 31/08/2017 (ai sensi dell’art. 3 della legge regionale 71/78)», mira a chiedere se con riferimento al progetto di rielaborazione in parola, l’amministrazione comunale di Trapani: «Stia tenendo conto dell’iter amministrativo avviatosi in conseguenza del referendum del 27 maggio scorso che determinerà la imminente costituzione del Comune di Misiliscemi; se sia stato previsto un confronto con l’associazione Misiliscemi promotrice del referendum; se si stia pensando ad una ripartizione dei parametri urbanistici considerando questa futura divisione, in modo da non sconvolgere e non rendere nulla la rielaborazione stessa con il concreto rischio di creare un danno patrimoniale all’ente Comune». Infine, in conclusione della nota, l’associazione invita: «L’amministrazione del Comune di Trapani e gli altri enti coinvolti a valutare, nei limiti delle rispettive competenze e responsabilità, quali azioni attivare al fine di contemperare la rielaborazione del Prg in oggetto con l’iter autonomistico sancito dal referendum suddetto, non ignorando la consistenza territoriale, di popolazione e patrimoniale effettiva e corretta. Partendo da questo dato di fatto si può pensare al futuro dei due Comuni nel rispetto della volontà popolare e con una visione strategica reale e condivisa. Su questi presupposti la scrivente associazione, rendendosi disponibile da subito ad un incontro programmatico con l’amministrazione comunale di Trapani, chiede un sollecito riscontro alle superiori richieste». Fin qui le parole, messe nero su bianco, dell’associazione che chiede di accelerare sul distacco della contrada di Misiliscemi, e questa volontà è stata ribadita dai componenti della stessa presenti in conferenza stampa: Salvatore Antonino Tallarita, Alberto Genovese, Elio Barbera, Andrea Greco, e Liliana Rondello. «Non sono stati rispettati i termini – spiega Salvatore Antonino Tallarita – per sancire il distacco amministrativo, e siamo qui per verificare lo stato dell’arte di quello che l’associazione sta facendo. Considerato che è passata la fase propedeutica, ci attiveremo per far rispettare la legge. C’è stata una volontà popolare chiara, e si è avviato un processo che nessuno di noi ha l’autorevolezza per fermare. Non permetteremo a nessuno di condizionare il nostro futuro». Sono queste, dunque, le richieste e le parole dei componenti dell’associazione, alle quali fanno da contraltare quelle provenienti dal Comune di Trapani contenute in un documento, a firma del sindaco Giacomo Tranchida, che in una lunga e articolata nota, indirizzata all’associazione Misiliscemi, al presidente del Consiglio comunale di Trapani, Giuseppe Guaiana, e ai componenti della Conferenza dei capi gruppo consiliari e della commissione Frazioni, ricostruisce l’iter relativo all’istituzione del Comune di Misiliscemi, ed enuncia le azioni e le attività programmatiche svolte nei primi sei mesi della nuova amministrazione. Con riferimento alla ricognizione della situazione patrimoniale delle porzioni di territorio interessate dal distacco, Tranchida precisa che: «La conferenza dei dirigenti comunali, sollecitata al Segretario Generale del tempo, dott. Liotta, e insediata subito dopo la mia elezione, con la sopravvenuta funzione del Segretario Generale dott. Scalisi, ha concretamente avviato la ricognizione dei dati necessari alla definizione dei rapporti economici e patrimoniali tra i ‘due’ Comuni (Trapani e il costituendo Misiliscemi). La prima attività è stata quella di verificare l’identificazione catastale della delimitazione del nuovo comune. Successivamente, si è proceduto con la verifica dei beni immobili presenti nel territorio del nuovo comune ed iscritti nell’inventario del Comune di Trapani con i relativi valori, pesi ed oneri finanziari (mutui). Allo stato è in corso la rilevazione dei dati relativi ai servizi erogati alla comunità cittadina residente nel costituendo comune. Il programma di lavoro predetto, avviato concretamente nel settembre 2018, con sedute svoltesi fino a dicembre 2018 è stato già comunicato al Comitato promotore del referendum ed all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali. Assolti gli adempimenti correlativi alla fine/inizio anno finanziario, le attività continueranno come da programma». Sulle azioni di natura politica, amministrativa, e programmatiche intraprese, Tranchida aggiunge: «Le comunità trapanesi interessate dal distacco territoriale, unitamente alle criticità storiche e/o sopravvenute in dette frazioni, di certo non rappresentano per questa Amministrazione Comunale la sua maggioranza consiliare, in primis, questioni di futura ‘agenda politica’. Anzi, tutt’altro. Incessante continuerà ad essere la determinazione nel ’restituire’ il debito di attenzioni e azioni alle comunità periferiche, per troppo tempo abbandonate o addirittura dimenticate. Con crescente impegno, nel rispetto delle generali problematiche interessanti la condizione disastrosa e su più fronti, in cui abbiamo rinvenuto la Città di Trapani e su assi strategici di rilevanza anche provinciale (aeroporto, porto, mobilità, scuole, impianti sportivi, igiene e sanità, sicurezza ambientale, etc.), in armonia con il progetto di governo e vantando anche della qualificata collaborazione dei Consiglieri comunali eletti – tra i quali quelli di diretta espressione delle Frazioni –, delle parrocchie, delle Comunità di frazione e cittadine oltre che delle associazioni diverse insistenti in dette frazioni il costituendo comune di Misiliscemi, abbiamo posto in essere azioni e primi interventi, al pari avviato pianificazioni programmatiche». Sul fronte della sicurezza territoriale e ambientale, servizio idrico integrato e mobilità, il sindaco Tranchida ricorda tra gli interventi effettuati: l’attivazione, nell’autunno scorso, dal Genio Civile di Trapani di un primo intervento di messa in sicurezza/rischio esondazione (Ponte Verderame – Foce del Baiata); l’individuazione e l’esecuzione di alcuni primi urgenti interventi di pulizia di canali e cunette, nelle frazioni da anni in stato di abbandono, onde prevenire cause di grave pericolo con le prime piogge autunnali; l’estensione anche alle frazioni dell’istituito nuovo servizio di pronta vigilanza Protezione civile – Polizia municipale in presenza di condizioni meteo-avverse. Per quanto riguarda, invece, la sicurezza sociale, qualificazione dei servizi e valorizzazione economico-territoriale, tra gli interventi svolti vengono ricordati nell’ambito scolastico: «Oltre al generale raddoppio disposto da questa Amministrazione della dotazione finanziaria per il fabbisogno di tutte le scuole comunali, tutti gli istituti scolastici, frazioni comprese, sono stati inseriti nel piano per l’adeguamento antisismico, propedeutico per la realizzazione dei necessari interventi strutturali e/o di migliore e funzionale destinazione scolastica (es nuova Sez Primavera – Scuola Corallovecchio), tutto ciò al netto dei diversi interventi di manutenzione posti in essere nei plessi di Marausa, Corallovecchio, Salinagrande e Pietretagliate».

 

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