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Ci siamo già occupati di alcuni beni immobili gestiti in proprio dal Comune di Trapani, il cui destino sembra essere quello di una sorta di “mummificazione” per essere poi abbandonati a se stessi e all’incuria del tempo.

Esempio tipico, quello della piazza dell’ex Mercato del Pesce. Dopo essere stata spogliata della sua naturale destinazione e previo costoso restauro, la bella piazzetta è stata semplicemente esposta per la gioia degli occhi, senza che le venisse assegnato un obiettivo che servisse a fare concretamente fruttare la sua posizione.

Discorso, per certi versi analogo, può essere fatto per un altro “sarcofago”: il grande chiosco dell’ex Cartolibreria Pons, la cui prestigiosa ubicazione potrebbe essere sfruttata in mille modi. Si trova, infatti, nella Piazza Scarlatti, di fronte all’edificio della Banca d’Italia che – come ricordano i cultori della storia civica- prese il posto del Teatro Garibaldi distrutto dai bombardamenti americani.

Ad onor del vero, in un primo tempo il comune aveva deciso di adibire l’immobile a sala per mostre ed attività culturali, ma dopo qualche tempo arrivò Il contrordine: non più pinacoteca ma casermetta dei Vigili Urbani nel centro storico.

Ma anche questo utilizzo – se la memoria non ci inganna – durò soltanto lo spazio di qualche settimana. Poi venne frettolosamente archiviato, proprio quando incominciava ad avvertirsi l’esigenza di una più corposa presenza di tutori dell’ordine nel centro storico.

Oggi –dopo anni ed anni di mancato utilizzo – il chiosco si presenta come documentiamo con le fotografie in questa pagina. L’esterno imbrattato con scritte sguaiate, le finestre senza più i vetri e – visti da queste – alcuni scorci dell’interno, incrostato di sudiciume e costellato di bottiglie di birra vuote ed altri non meglio identificati residui.

Questo spettacolo indecoroso è sotto gli occhi di tutti, e si presenta come uno squallido biglietto da visita che esibiamo ai tanti turisti che transitano per Piazza Scarlatti, a due passi dal porto.

Certo, se il chiosco fosse stato di proprietà di privati, gli uffici comunali avrebbero subissato gli interessati con un mare di carte bollate, riccamente infarcite di articoli di  legge, intimando la bonifica e la messa in sicurezza dell’immobile.

Già, perché è evidente che – contrariamente al Comune – qualcun altro, di notte, utilizza l’ex cartolibreria Pons. E non ci azzardiamo ad ipotizzare per quali usi, leciti o meno, igienici o meno.

Concludendo: il Comune di Trapani è liberissimo di non mettere a frutto il suo patrimonio; ma è tenuto, è obbligato a mantenerlo in condizioni tali da non rappresentare un pericolo per la sicurezza e per la salute dei cittadini.

 

A margine dell’articolo che abbiamo appena letto, è doveroso precisare che vi abbiamo riproposto un vecchio pezzo di alcuni anni fa che è perfettamente attuale, come attuale è, e rimane, la città di Trapani. Lo vogliamo sottolineare per rilevare, ancora una volta, come questa città continua a rimanere immobile grazie a più classi politiche inutili e incapaci a svolgere il compito di “amministratori” pubblici.

Per dovere di cronaca, dobbiamo dire che qualche intervento è stato realizzato.

Quale? Ve lo mostriamo in fotografia:

1) Una inferriata mobile (e aperta) che dovrebbe impedire ai curiosi di avvicinarsi;

2) L’apposizione sui vetri esteri di giornali o carte che impediscano la visione del disastro interno;

3) L’aggiornamento delle scritture sui murales.

E poi, finiamola con il criticare le nostre amministrazioni comunali. Casa vorreste di più?

 

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