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Di Elio D’Amico

 

È un fatto incontestabile come la cultura nel territorio trapanese raramente riesca ad attecchire: non manca certo la volontà, ma è la costanza l’elemento che viene meno.

In verità, le associazioni che si propongono di divulgare la cultura mediante conferenze e iniziative di vario genere sorgono abbastanza frequentemente, ma svolgono la propria attività per qualche anno, e poi chiudono definitivamente.

Probabilmente perché nascono occasionalmente, per utilizzare qualche sporadico contributo o per iniziativa di qualche sparuto gruppo, spesso con intenti celatamente politici; ma manca poi lo zoccolo duro che permette loro di proseguire nella loro azione; infatti, sopravvive solo chi riesce a costituire un gruppo di fedelissimi, che seguono tutte le attività dell’associazione, intrecciando rapporti interpersonali che vanno al di la degli avvenimenti culturali.

Il risvolto della medaglia è che spesso questi affezionati sostenitori non trovano ricambio nelle nuove generazioni, poco interessate al mondo della cultura, e quindi, con l’avanzare dell’età, sono destinati a scomparire.

A Trapani sono diverse le associazioni culturali che ancora possono contare su un ampio zoccolo duro di affezionati sostenitori, ma il loro limite è l’età media degli aderenti, che va crescendo in maniera esponenziale; ogni anno, a gennaio, varano il loro programma, che è ricco non soltanto di conferenze, ma anche di conviviali, partecipazione a spettacoli, gite brevi e lunghe.

Tra le associazioni culturali ancora in piena attività nel nostro territorio, ricordiamo l’Università del Mediterraneo, l’Università della Terza Età e l’Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese; questa è certamente la decana, essendo stata fondata nel 1986, senza mai interrompere le proprie attività.

Quest’anno il programma è già ripartito il 12 gennaio con una conferenza del suo Presidente Salvatore Valente sul tema “Aspetti etico-religiosi nelle tradizioni popolari” che ha inaugurato il XXXIII Corso di Cultura dell’Associazione.

Un corso che prevede ben 34 incontri, 5 conviviali e 8 escursioni, di cui una impegnativa in Piemonte e Val d’Aosta: il tutto in un programma che va dal 12 gennaio al15 dicembre.

Come sempre, estremamente diversificati, sono i temi trattati, quasi tutti legati alla storia e alle tradizioni del territorio: temi che spazieranno dai personaggi alla religione, dall’arte alla letteratura, dalla storia al folklore, al teatro; ne saranno relatori alcuni dei massimi esponenti della cultura trapanese, oltre ad illustri professori universitari provenienti da tutta la Sicilia.

Impossibile elencare tutti gli appuntamenti del programma: ci limiteremo a sottolineare quelli che potrebbero essere gli incontri che maggiormente possono riscuotere l’interesse dei Trapanesi; come, ad esempio, l’incontro del 2 febbraio con Santino Di Marzo, Presidente della Congregazione del S.S. Rosario, che racconterà la storia della Congregazione.

Quante volte, percorrendo le vie trapanesi, ci imbattiamo in nomi di personaggi di cui non conosciamo nulla ? eppure sono illustri trapanesi che hanno dato tanto al mondo dell’arte o alla storia: li illustrerà il 9 febbraio Salvatore Accardi, gironzolando per le vie di Trapani; e ancora Salvatore Bongiorno, il 9 marzo, parlerà del SABIR, una lingua comune in tutto il Mediterraneo nel XVII secolo usata per favorire gli interscambi commerciali.

Incontro con il folklore il 30 marzo con l’illustrazione e l’esecuzione di canti folkloristici siciliani.

Appuntamento con il teatro il 13 aprile con Giuseppe Passalacqua, che parlerà della pazzia nei personaggi pirandelliani, mentre l’11 maggio verrà affrontata una pagina controversa della nostra storia, “L’occupazione piemontese del Regno delle Due Sicilie”.

L’1 di giugno Onofrio Giovenco parlerà di Luigi Natoli, meglio conosciuto come William Galt, storico autore della saga dei Beati Paoli ed il 22 Salvatore Girgenti illustrerà il suo romanzo storico “Il caso Tancredi”; si parlerà di arte contemporanea il 23 febbraio (Carla Accardi) ed il 12 ottobre (Pietro Consagra) mentre il 16 novembre Maurizio Vitella parlerà della Natività di Caravaggio a 50 anni dal suo furto ed il 14 dicembre Lina Novara sul Natale nell’arte e i presepi trapanesi.

Numerose le conviviali, legate soprattutto alle tradizioni popolari del territorio: si comincia il 28 febbraio con la cena carnascialesca del Giovedì Grasso cui seguirà una scampagnata a Cornino in occasione dell’1 maggio; non potevano mancare mufuletta, viscotta e vino l’11 novembre in occasione della Festa di San Martino e per il 13 dicembre, Santa Lucia, la tradizionale sagra della cuccia.

Per quanto riguarda le escursioni, soci e simpatizzanti il 10 febbraio potranno visitare, a Palazzo dei Normanni a Palermo, la mostra dedicata a Santa Rosalia nell’arte, e domenica 19 marzo, in occasione della Festa di San Giuseppe, escursione a Palazzo Adriano; il 28 ed il 29 di aprile, una suggestiva escursione dedicata ai luoghi del Commissario Montalbano, il fortunato personaggio creato dalla penna di Andre Camilleri, con conseguente Sagra della seppia a Donnalucata.

Ancora un’escursione il 27 maggio a Vita in occasione della tradizionale Festa della Madonna di Tagliavia e prima della pausa estiva, il 30 giugno, escursione a Nicosia in occasione della Sagra della ciliegia.

Le escursioni riprendono il 28 ottobre a Montevago per la Sagra del vino ed il7 dicembre visita ai mercatini di Natale di Caltagirone; a tutte queste escursioni brevi, è da aggiungere una lunga gita che a settembre porterà tutti a visitare il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Il programma si concluderà domenica 15 dicembre con una conviviale con concerto.

Tutte le manifestazioni – conferenze, conviviali, escursioni – vedranno, come di consueto, la massiccia partecipazione di tutti i soci.

Qual è il segreto di una così compatta partecipazione?

Salvatore Valenti, da sempre Presidente dell’associazione, ha avuto il merito di aver saputo trasformare la cultura in un mezzo di aggregazione; i soci partecipano alle manifestazioni per il gusto di approfondire argomenti spesso conosciuti soltanto con approssimazione, ma anche per il piacere di stare insieme, di condividere un sabato o una domenica, di ritrovare l’amica che per tutta la settimana hanno dovuto ignorare.

La cultura non è soltanto un fine, ma soprattutto un mezzo di aggregazione in una società in cui l’informatica rende sempre più soli ed i rapporti umani si fanno sempre più obsoleti.

Al di la del suo contributo alla cultura locale, questo è il grande merito dell’Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese; un’associazione che non gode del contributo di nessun ente pubblico, che basa la sua sopravvivenza sul contributo volontario dei soci; e forse per questo è autonoma, libera e quanto mai attiva.

 

 

 

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