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TRA MERCATO E PASSAGGIO DI PROPRIETA’IL TRAPANI CALCIO TENTA LA PROMOZIONE

di Peppe Cassisa

Un occhio al mercato e uno al passaggio di proprietà. Il tutto, alla ripresa delle ostilità, conseguente alla sosta di fine anno che ormai, come da prassi, consente alle squadre di serie C di ricaricare le batterie e tirare il fiato prima del rush finale.

Un meritato riposo, dopo venti giornate di campionato che, a sorpresa, hanno consentito ai granata di assestarsi al secondo posto in classifica. Un risultato certamente inatteso alla vigilia, specie se si considera il limitato budget di cui ha potuto disporre il d.s. Rubino in fase di allestimento della squadra.

Ormai le preoccupazioni che erano sorte in avvio di stagione, con tutto il carico di incertezze che avvolgevano le vicende granata, sono un triste ricordo, sebbene le stesse incertezze e le paure si ripropongono dietro un potenziale passaggio di proprietà che stenta a concretizzarsi.

Finora il cammino della squadra in campionato è stato tutto da incorniciare, visti anche i presupposti. Un percorso, almeno quello interno, quasi esente da errori, con il solo inatteso e immeritato stop subito contro la capolista Juve Stabia.

Più tribolato il cammino lontano dal “Provinciale”, fatto di alti e bassi, senza una vera costanza di rendimento e con qualche amnesia di troppo per una squadra che ha dimostrato di poter puntare in alto.

Quello che maggiormente è piaciuto dei granata è stato il gioco messo in mostra, la capacità di entusiasmare e divertire i suoi tifosi, quella di far goal con molti dei suoi giocatori, quella di rimediare ai tanti infortuni. Quegli infortuni che hanno costretto mister Italiano a inventarsi le soluzioni di ripiego, vedi l’utilizzo di Costa Ferreira, adattato a difensore di fascia o di Taugoudeau, difensore centrale, e che hanno anche obbligato il direttore sportivo Rubino a correre ai ripari nel corso della finestra di mercato.

Così alle ultime pesanti perdite del difensore Ramos e dell’ala Golfo si è dovuto porre rimedio, con l’ingaggio di due sostituti naturali, per colmare i vuoti, le falle determinatesi in organico e allungare la rosa della squadra.

Ottimi i due atleti arrivati: Michele Franco e Francesco Fedato. Il primo è un difensore, classe ’85, arrivato a titolo definitivo e che nella prima parte della stagione ha giocato nel Siracusa in serie C, uno specialista in promozioni in B (Livorno, Salernitata e Como). Il secondo è un attaccante, esterno offensivo, classe ’92, arrivato in prestito temporaneo dal Foggia, capace di puntare l’uomo e andar via in dribbling e che ha giocato la prima parte della stagione nel Piacenza in serie C.

Se il primo è un giocatore di provata esperienza, il secondo è un atleta di buone prospettive, desideroso di rimettersi in evidenza dopo i recenti passaggi a vuoto.

Due ingaggi tempestivi e che, quindi, grazie alla sosta di campionato, hanno dato modo ai nuovi arrivati di conoscere e integrarsi con i compagni.

Improbabile che possano arrivare altri rinforzi entro il 31 gennaio, data di chiusura della campagna acquisti. Più facile, invece, pensare al pieno recupero di atleti come Ferretti che si è ripreso dopo il lungo infortunio o a quello già concretizzato di Scognamillo. Ma la sosta è stata utile anche per permettere di recuperare Girasole e in parte Lomolino.

Intanto é arrivata la cessione del difensore centrale Erasmo Mulè, vera rivelazione della prima parte del campionato. Il giovane difensore è stato ceduto alla Sampdoria, pare per una cifra che si aggirerebbe sui 600.000 euro, a fronte della sottoscrizione di un contratto di quattro anni e mezzo con la società genovese. Una cessione, comunque, per il momento indolore, perché Mulè rimarrà in prestito fino a fine stagione a Trapani.

Fa piacere, invece, che nessuno dei granata, contrariamente a quanto accaduto nella passata stagione, abbia manifestato i famosi sintomi di mal di pancia per sperare di essere ceduto in qualche squadra di categoria superiore.

La squadra, nonostante il buon secondo posto, non appare sazia. Obiettivo primario sarà quello di confermarsi ai vertici della classifica e puntare a migliorare la posizione in classifica. Del resto, le altre contendenti alle posizioni che contano (Juve Stabia e Catania su tutte) hanno subìto i granata nei confronti diretti, sebbene abbiano poi chiuso gli incontri, immeritatamente, in loro favore.

Attacco, quindi, alla capolista Juve Stabia che da squadra esperta, continua, cinica e anche fortunata ha preso un notevole vantaggio sulle avversarie dirette e che ha confermato le sue velleità rafforzandosi sul mercato. Un cammino incredibile quello della squadra campana, indenne da sconfitte e con il maggior numero di punti conquistati rispetto alle capolista degli altri gironi della serie C.

Trapani dovrà pensare innanzitutto a sé stessa e sperare anche di approfittare dei cali fisiologici e delle disgrazie altrui che, come è normale che accada in una stagione, inevitabilmente si presenteranno.

Presupposto fondamentale, in tale ottica, quello di migliorare nel girone di ritorno il rendimento esterno, vero tallone d’Achille della squadra. Trapani, infatti, indiscutibilmente è apparsa una squadra in casa e un’altra in trasferta, evidenziando un diverso atteggiamento sul proprio campo e su quello avverso. Limiti di personalità? Forse. Sebbene alla squadra non manchino i giocatori di peso (Corapi, il ritrovato Taugourdeau, Evacuo, Pagliarulo e Costa Ferreira su tutti).

Altro pezzo forte del momento, la cessione della società “Trapani calcio s.r.l.” di proprietà del Comandante Morace e della sua compagnia di navigazione Liberty Lines. Ad essere interessata all’acquisizione, un gruppo facente capo al finanziere romano Giorgio Heller. Una cordata imprenditoriale del centro Italia, operante nel settore turistico alberghiero, con qualche potenziale interesse nella provincia. Ma finora è stato solamente un lungo tiramolla, con ripetuti annunci e pronte smentite da una parte e dall’altra. Così, la strada che avrebbe dovuto portare all’acquisizione delle quote del comandante Vittorio Morace e della Liberty Lines, da parte del gruppo imprenditoriale facente capo a Heller sembra ormai definitivamente tramontata.

Certo è che il Trapani calcio, in attesa anche che nella Liberty, a breve, nel prossimo mese di marzo, venga meno la presenza del commissario giudiziale, non voglia fare salti nel buoi, cercando di assicurare un futuro vero alla società, dopo quattordici anni di gestione Morace, tutelando i propri tifosi che continuano a stare vicini alla squadra, sebbene le presenze si siano ridotte rispetto alla scorsa stagione.

In tal senso, conforta non poco che la squadra non accusi cali di tensione e preoccupazioni per il futuro. Almeno a giudicare dai risultati. Fondamentale, in tal senso, il ruolo giocato da Raffaele Rubino e da Vincenzo Italiano e la loro capacità di far gruppo insieme ai giocatori.

 

 

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