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L’IMPREPARAZIONE E LA LENTEZZA DELLA BUROCRAZIA ITALIANA NELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

di Pino Alcamo

I

Sono decorsi sei mesi dalla approvazione della legge n. 219 del 22 Dicembre 2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), entrata in vigore il 31 Gennaio 2018, intesa comunemente come “Legge sul testamento biologico”. -

Una legge che rappresenta “una conquista di civiltà”, attesa da tre legislature, invocata da parecchie persone, votata da una maggioranza composta da Partito Democratico, Sinistra, Movimento 5 stelle. -

Manca una “Banca dati nazionali”, per cui non è possibile stabilire quanti “Testamenti biologici” siano stati già presentati in Italia.- Si ritiene, tuttavia, approssimativamente, che siano meno di trenta mila.-

In particolare, dai registri delle città e dei paesi, che li hanno già istituiti, si apprende che sono stati presentati 958 testamenti biologici a Milano, 125 a Torino, 22 a Napoli, 9 a Palermo, zero a l’Aquila. -

A Roma il servizio risulta sospeso. -

L’applicazione della legge risulta frenata da impiegati, che ignorano le disposizioni di esecuzione; da medici, che diffidano delle scelte fatte dai presentatori delle dichiarazioni, dalle disparità di interpretazione dei vari uffici, dalla mancanza di note chiarificatrici, attese dal Ministero degli Interni e da quello della Salute. -

II

Si calcola che ogni anno ben 600 mila soggetti arrivino allo stadio del “fine vita”. -

Molti di essi ignorano come muoversi burocraticamente per presentare un testamento biologico allo scopo di scegliere quale trattamento medico accettare e quale rifiutare. -

Il “medico di famiglia” non è autorizzato dalla legge ad aiutare il paziente nella redazione delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), per rispetto del principio di “autodeterminazione del cittadino”. -

Gli uffici anagrafici dei comuni non forniscono informazioni o le forniscono in maniera contraddittoria. -

A Roma il servizio è sospeso perché non risulta istituito il “numero di protocollo unico”. -

Al comune di Genova non viene accettato il testamento se non contiene la “nomina del fiduciario” o se il dichiarante non si presenta assieme a costui. -

A Bologna il fiduciario non deve essere presente, ma bisogna indicarlo al momento della registrazione del testamento. -

A Milano esigono che “le Dat siano controfirmate dal fiduciario”. -

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha la tecnologia necessaria per il “Registro nazionale dei testamenti biologici”, ma aspetta indicazioni da parte del Ministero della Salute per renderlo operativo. -

La resistenza maggiore alla applicazione della legge viene dagli ospedali, dove i medici, in genere, si mostrano diffidenti. – Molti di essi si rifiutano di condividere con il paziente il “potere decisionale in merito alle terapie praticabili”. -

Secondo la legge, invece, debbono rispettare la volontà del paziente o decidere, con il fiduciario di costui, il trattamento sanitario opportuno. -

III

La “Fondazione Umberto Veronesi”ha proposto l’uso di un “modulo guida” per la dichiarazione anticipata di trattamento (DAT). -

La “Associazione Luca Coscioni” ha predisposto un modulo più articolato, ma che, in ogni caso, rappresenta  solo una traccia non vincolante. -

Questa Associazione ha già preparato un “modulo di querela” contro i comuni inadempienti. -

Il già Ministro dell’Interno Minniti aveva chiarito con circolare che “le DAT vanno presentate personalmente nel comune di residenza”, senza altre spiegazioni. -

La legge nulla dispone in merito alla presenza del fiduciario, ossia di colui che dovrebbe rappresentare il dichiarante-paziente nel caso cui costui non fosse più in grado di fare rispettare le proprie volontà per sopravvenuta incapacità di intendere e di volere al tempo dell’intervento medico. -

Essa, all’art. 4, comma 4, prevede che “Nel caso in cui le Dat non contengono l’indicazione del fiduciario mantengono efficacia”. -

Il fiduciario, difatti, può accettare la nomina con “atto successivo”. -

Resta, comunque, incomprensibile il silenzio delle Istituzioni sulle modalità esecutive della applicazione della legge in esame, che riguarda il “settore delle terapie salvavita”. -

Di recente è nata l’iniziativa dei “Testimoni di Geova”, i quali intendono presentare in massa dichiarazioni di disposizioni testamentarie per rifiutare “le trasfusioni di sangue”. -

La legge, comunque, dovrà trovare applicazione, contro ogni resistenza, impreparazione, insipienza e incomprensione. -

Le Dat vanno presentate all’Ufficio Anagrafe del Comune, aperte o chiuse, firmate o da firmare, con indicazione del fiduciario o senza tale indicazione, in difetto di un obbligo formale. -

Il principio di autodeterminazione del cittadino va rispettato da impiegati, medici, operatori sanitari e da chiunque sia obbligato alla applicazione della legge. -

 

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