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UNA STAGIONE DA NON DIMENTICARE

di Fabrizio Fonte

Custonaci festeggia i suoi primi settant’anni di Autonomia amministrativa e da quel 3 dicembre del 1948 molte cose sono, ovviamente, cambiate. Sono del parere, infatti, che sia sotto gli occhi di tutti che la cittadina collinare oggi può vantarsi di aver intrapreso il giusto abbrivio per garantire una discreta qualità della vita (in riferimento ovviamente alla realtà siciliana) a buona parte della sua popolazione. L’esistenza quindi del Comune di Custonaci, assieme alla forte realtà industriale legata al comparto marmifero e negli ultimi anni anche a quella turistica, ha consentito la crescita socio-economica di questo piccolo lembo della Sicilia occidentale. Ecco sostanzialmente il motivo per cui ho ritenuto opportuno non far passare inosservato questo anniversario, che va visto, invece, come un’ulteriore opportunità per fissare a futura memoria quella straordinaria stagione autonomista, affinché tutti coloro che non hanno, per ovvi motivi, partecipato direttamente a quegli eventi possano, soprattutto le future generazioni, aver chiaro in mente cosa ha significato, in termini di impegno e di sacrificio, la conquista dell’Autonomia amministrativa. Tuttavia riconosco che oggi non è affatto semplice catapultarsi, anche solo idealmente, in quegli anni post-bellici, poiché nel 1946 quando fu avviato l’iter burocratico era pressoché inimmaginabile anche solo pensare che si potesse realmente rendersi in qualche modo autonomi dal secondo più grande Comune dell’intera Sicilia. Lo “scontro” che avvenne allora può essere assimilabile, per certi aspetti, a quello biblico tra Davide (Custonaci) e Golia (Erice). Le possibilità concrete che si riuscisse, infatti, nell’impresa erano, fin dal principio, ridotte al lumicino, per il semplice fatto che Erice, seppur in decadenza, rappresentava quel luogo mitico che aveva avuto da sempre un ruolo di grande rilievo nel Mediterraneo. Mentre, invece, nell’immaginario collettivo dei custonacesi, anche per le notorie diatribe sul patronato della sacra immagine della Vergine, gli ericini erano soltanto i prevaricatori, gli usurpatori dei loro diritti e della loro libertà. Non pochi sostennero, sulle pagine di alcuni periodici del tempo, che nel giro di qualche anno ci sarebbe stato il riassorbimento del nuovo Comune. Il ritorno alla casa madre, invece, non è avvenuto e non poteva avvenire anche perché ad alimentare questo stato di disagio era la “necessità” di raggiungere frequentemente Erice, poiché tutti gli uffici comunali, come del resto lo stesso cimitero, erano ubicati su in vetta. Tutto ciò obbligava, per ovvie ragioni, i custonacesi ad effettuare spesso interi giorni di viaggio, che d’inverno si trasformavano in vere e proprie peripezie, a dorso dei muli o magari nei più “comodi” carretti. L’anacronistica situazione imponeva una soluzione non più rinviabile ed ovviamente il ragionamento era esteso all’intero Agro-ericino. Custonaci ha avuto il merito storico di aver dato per prima il via alla stagione autonomista, poiché «gli abitanti delle Frazioni (che rappresentano oltre l’80% degli iscritti nel registro di popolazione di Erice) hanno tutto il diritto di muoversi per ottenere, con una amministrazione propria, quel che gli amministratori di Erice non hanno saputo dare loro>>. La colpa degli smembramenti ricade dunque principalmente sugli stessi amministratori, perché questi non hanno saputo curare gli interessi delle frazioni ignorandone anche le necessità più elementari ed indispensabili: la viabilità e l’igiene. […] Stia attento il Comune di Erice: Custonaci è un insegnamento ed un monito; è la prima pietra che cade da un maniero che minaccia di andare in rovina». A queste considerazioni si deve, pertanto, sottolineare la valenza della stagione Autonomista nella vita della cittadina collinare. Ecco perché ogni occasione appare valida per mantenere viva nella memoria dei custonacesi un momento così centrale, ovvero la nascita del loro Comune. Al contempo è a dir poco saggio sottolineare il positivo lavoro che è stato svolto con grande dedizione da parte di tutti gli amministratori, che in questi primi settant’anni si sono succeduti al governo della città. Questo anniversario appare in definitiva un’occasione per conoscere meglio la storia della città di Custonaci.

 

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