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PAROLA D’ORDINE: RISTABILIRE LA NORMALITA’ PRECEDENTE

Forse questa è fantapolitica, ma a volte si avvera.

Una pubblicità televisiva di questi giorni, dopo aver fatto vedere il prodotto (pannolino) che assorbe un bicchiere d’acqua, per bocca della simpatica interprete ci dice: “Quanto è sottile,… ma quanto assorbe!” .

E qui ci viene in mente la tempesta mediatica contro questo Governo nazionale che non ha precedenti nella storia della nostra lotta politica. Ovviamente, a seconda dei punti di vista, può essere condiviso, può essere criticato o può essere compreso per quello che è, cioè una anomalia rispetto al passato.

Dati statistici, comunque, ci dicono che il popolo è dalla sua parte, anche se diminuisce il gradimento dei 5 Stelle e aumenta vertiginosamente quello verso la Lega di Salvini.

Ovvio, anzi lampante, che l’attacco concentrico dei poteri forti che si manifestano con forze mediatiche, partiti politici assoggettati e associazioni ed enti economici guidati, mirano a ribaltare una alleanza di Governo che, se pur “anomala”, è stata ed è espressione di una volontà popolare.

All’ombra di questi attacchi mirati c’è un grandissimo movimento di uomini e di partiti che sperano nel ribaltone e nella possibilità di sostituirsi all’attuale potere esecutivo con la benedizione dei poteri forti che ne curano la regia. Magari vedendosi ancora una volta calati alla guida del Governo senza un voto popolare.

Andiamo per ordine. Da tempo Forza Italia, mentre gli elettori si allontanano, cerca nuove sponde dove potersi rivolgere e nuove alleanze benedette dai noti poteri forti e dall’Europa che conta.

Un particolare riguardo è stato rivolto al PD di Renzi prima che anche lui cadesse in disgrazia (vedi patto del Nazareno). Oggi si mira ad una nuova FI con la leadership condivisa tra Berlusconi e” l’europeo” Taviani. Si chiamerà “L’altra Italia” e si ispirerà all’operato dei vecchi Fini e Casini per entrare in una coalizione di governo con il centro destra con l’obiettivo di destabilizzare la Lega di Salvini.

All’orizzonte sembra sorgere anche il tentativo di rinascita del marito della Palombelli: Rutelli e il noto Casini. Da battistrada farà proprio la Barbara Palombelli alla quale Berlusconi ha affidato le chiavi politiche della Fininvest ed in particolare quelle di Rete Quattro.

In pratica, grandi manovre per ripristinare lo status quo di prima del voto popolare che, a sorpresa, ha destabilizzato il volto della politica sorto attorno al progetto “globalizzazione”.

A sinistra, con la creazione di un nuovo partito ispirato da Renzi, il vecchio sarà fortemente ridimensionato e relegato a forza di opposizione.

Da questo scenario ne consegue che Lega e M5S saranno costretti a resistere e a programmare un futuro in comune anche se diverso dall’attuale. Infatti, Salvini sembra essere solido al proprio posto con un partito sostanzialmente coeso.             Di contro, il M5S subirà una scissione che lo farà uscire da questa ibrida alleanza interna di portatori di varie idee e programmi politici, anche in contrapposizione tra di loro, che stentatamente coesistono. Sarà possibile calcolare chi intende proseguire sulla strada del Governo e chi, invece, salterà la sponda. Il tutto, ovviamente, dopo avere cercato di portare a termine i cinque anni di stipendio di parlamentare da acquisire in questa legislatura.

Un mondo politico dunque in ebollizione ed evoluzione (o involuzione) dove, alla fine, il vero scontro sarà tra i cosiddetti populisti da una parte e i restauratori dall’altra.

Per concludere questa prima parte politica, dobbiamo ribadire che questo Governo avversato da mezzo mondo è davvero “sottile, ma…quanto assorbe!”.

Conclusa la parte strettamente politica, diamo uno sguardo a quella economica attaccata dall’interno e dall’estero.

Detto che il “reddito di cittadinanza” scricchiola, obiettivamente, per la sua improduttività, si spera che venga sostituito con l’ultima proposta di contribuzione alle imprese per la formazione professionale dei giovani e la loro auspicabile assunzione nell’organico. Questa scelta si legherebbe benissimo alla proposta di pensionamento anticipato rispetto alla legge Fornero perché potrebbe essere da traino per l’assunzione di giovani forze lavorative al posto di quelle usurate e ormai improduttive. Esse, infatti, si ritrovano inchiodate al posto di lavoro da una catena che li lega al vecchio tipo di operare, ormai superato dai tempi per tecnologia e mentalità, cui i “vecchi” non possono oggettivamente accedere. Basti pensare che le trascorse generazioni scolastiche sono sorte prima con penne e calamai, poi con biro, quindi con semplici macchine da scrivere.  Oggi tutto ruota attorno a computer e internet anche sui telefonini. Come può adeguarsi un lavoratore nato con calamai e biro alle nuove diavolerie informatiche dove un nipotino di dieci anni si trova a suo agio mentre lui non recepisce le nuove funzioni tecnologiche, costretto così all’inerzia anche sul lavoro?

Infine, lo spauracchio dello Spread che dovrebbe portare il Governo ad abbandonare tutto. Ma cosa è questo spread lo hanno ben spiegato in diversi, tra i quali due cattedratici, Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, con una loro pubblicazione sul quotidiano “libero” (pag.7 del 4 dicembre 2018). Ci spiegano che lo spread altro non è che il rapporto tra gli interessi statali della moneta tedesca e quella italiana, anche se oggi sono fittiziamente unificate nell’euro.

Vero signor Prodi? L’accordo che Ella ha fatto in Europa ha concesso al marco tedesco di avere un nuovo rapporto marco euro pari a 1,95583, mentre per un euro sono state necessarie ben 1.936,27 lire.

In pratica, la differenza scaturisce dal rendimento dei titoli statali delle due nazioni. Così, se la Germania vende i propri titoli di Stato a zero interessi e l’Italia, dissestata dal cambio originario, al 3 per cento, lo spread è sopra i 300 punti.

Ma, mentre i tedeschi che investono non recuperano nemmeno la percentuale di inflazione, i nostri assicurano un rendimento.

Lo spauracchio della diserzione dei mercati, dall’acquisto di BTP italiani, non è una minaccia seria se è vero che, ad esempio, l’ambasciatore Statunitense a Roma, incontrando il premier italiano, ha sottolineato che gli Stati Uniti sono pronti a comprare titoli di Stato italiani facendo pressione sui miliardari fondi di investimento americani.

Fin qui i presunti programmi delle parti in causa, adesso bisogna che le espressioni politiche ed economiche dei poteri forti trovino il sistema per bypassare la volontà popolare. Troveranno un altro Monti con il beneplacito del Colle?

Questa volta, però, bisogna fare attenzione: le rivolte popolari in Francia sono un campanello di allarme per tutti.

ALME

 

 

 

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