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di Filippo Camuto

 

La città di Trapani per la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, testa di ponte col Nord Africa attraverso Tunisi, per gli interessi culturali, turistici e commerciali, per il suo porto ed aeroporto, per l’afflusso degli stranieri, è stata nel tempo sede di Consolati esteri, retti da consoli funzionari o da consoli onorari trapanesi.

Oggi però vari motivi, quali le innovazioni nei servizi di comunicazione telematica, i mezzi celeri di trasporto, i sistemi di sicurezza e le attrezzature sanitarie e delle navi moderne, l’assistenza organizzata dalle agenzie marittime, aeree e
di viaggi, la vicinanza del capoluogo con Palermo e, non ultime, ragioni economiche (pare che i Consolati, anche quelli onorari, abbiano comunque un costo) inducono i governi ad un ridimensionamento delle sedi consolari.
Avevano un Consolato a Trapani gli Alessandrini, i Catalani, i Pisani e poi gli Inglesi, dediti costoro al commercio dei tessuti e del vino, gli Spagnoli, gli Stati Uniti di America e la Sardegna con proprio vice consolato, Vice Console
era il Sig. Antonio Dandone fino alla raggiunta Unità d’Italia.
La chiusura di queste rappresentanze Consolari è più o meno remota, mentre è recente quella dell’Agenzia Consolare della Francia, storicamente sempre presente, anche per via dei frequenti rapporti mantenuti con questa Città dai trapanesi che avevano ottenuto la cittadinanza francese, in quanto residenti e naturalizzati francesi in Tunisia, Algeria e Marocco.

Il predetto Consolato, insieme a quello dell’Olanda, era tenuto prima dal Marchese Giuseppe Platamone, ex Podestà, nel Viale Regina Margherita n. 31. Di queste cariche consolari onorarie il Marchese Platamone, come ricordava suo figlio Enrico, ne andava molto orgoglioso e dava dei ricevimenti nel suo palazzo nelle ricorrenze delle feste nazionali di quei Paesi. Successivamente l’Agenzia Consolare di Francia passò nelle mani della famiglia d’Alì, ultimo Agente Consolare è stato il dott. Antonio D’Alì Staiti nella sede di Contrada Milo in Trapani.

Altre chiusure recenti riguardano il Consolato del Portogallo che aveva la sua sede in Trapani nella Via Libertà n. 100 ed era tenuto dall’Avvocato I. Giacalone, il R. Vice Consolato di Svezia ubicato in Trapani nella Piazza Vittorio Veneto n. 6 – Palazzo  Solina. Il decreto di chiusura della sede Consolare onoraria fece parte di una serie di provvedimenti presi dal Governo svedese, tendenti a riorganizzare la propria rete diplomatico-consolare in tutto il mondo, alla luce di nuove direttive. Trapani
da quasi un secolo fu sede di un vice Consolato di Svezia.

Aperto nel 1920 fu affidato al Marchese Giuseppe Platamone e poi, nel 1931 passò alla famiglia Solina. Evidentemente per quel tempo Trapani rappresentava per la Svezia l’unico porto principale per l’importazione del sale marino, molto ricercato ed apprezzato in quel Paese per le sue qualità e particolarmente utilizzato nella lavorazione di prodotti ittici. Ultimo Vice Console di Svezia è stato il Commendatore Carmelo Solina, insignito a Stoccolma di due onorificenze, quelle di Cavaliere e di Commendatore della Stella Polare che rappresentano il più alto riconoscimento che la Corona svedese possa concedere.
Il Vice Console Solina ha manifestato allo scrivente che a testimoniare la grande considerazione avuta nei suoi riguardi, la Corona svedese al momento del pensionamento, tramite il proprio Ministero degli Esteri, gli aveva donato la bandiera della Nazione, lo stemma murale ed altro corredo dell’Ufficio Consolare, il tutto accompagnato da una lettera di ringraziamento e gratitudine per il lungo servizio reso allo Stato. Fra le competenze più importanti del Vice Consolato c’erano il rilascio di passaporti, l’assistenza ai turisti ed agli equipaggi delle navi che scalavano il nostro porto. Per i suoi meriti il Comm. Solina è stato trattenuto in servizio per cinque anni in più rispetto al tempo massimo previsto per gli appartenenti al corpo Consolare svedese.

Facciamo presente, pertanto, che i rapporti fra Trapani e la Svezia sono stati e sono sempre ottimi.

La bella sede Consolare di Trapani ha ospitato, per visite ufficiali ed anche private, personalità di governo e Ambasciatori del Regno.

Ci fa piacere qui ricordare che nel 1968 i Reali di Svezia, il Re Gustavo (detto il Re archeologo) e la Regina Ingrid di Danimarca, ricevuti dal Prefetto di Trapani, dott. Gaetano Napoletano, si sono recati ad Erice e Segesta.

Nel 1998 c’è stata a Trapani la visita dell’Ambasciatore svedese in Italia Goran Berg, che dopo avere girato il centro storico in un’auto d’epoca, è stato ricevuto in Prefettura. Al suo ingresso nella sala Consiliare della Provincia è stato suonato l’inno nazionale svedese e poi quello italiano, mentre al balcone del Palazzo del Governo veniva esposta la bandiera che prendeva posto accanto a quella italiana. Successivamente l’Ambasciatore è stato ricevuto dal Sindaco a Palazzo D’Alì e poi si è recato ad Erice. Queste visite ed incontri hanno favorito il rafforzamento dei buoni rapporti sia sul piano culturale che
commerciale.

Citiamo qualche esempio: Trapani è collegata direttamente, per via area, con Stoccolma, settecentomila bottiglie di vino rosso, che piace molto agli svedesi, sono stati spediti da una cantina Trapanese in Svezia; è nata a Trapani l’Associazione Culturale “Sikano-Svedese”.

Altro paese nordico, la Norvegia, teneva aperto in Trapani un proprio Vice Consolato nella via Bastioni n. 2 ed era retto dal Vice Console onorario Ing. Aldo Aula.
Il R. Vice Consolato norvegese venne chiuso quando il suo titolare è andato in pensione e la giurisdizione Consolare, venne assunta da quello di Palermo. Stessa sorte è toccata ai Consolati in Trapani che, quando sono stati chiusi,
le competenze sono state trasferite nei rispettivi Consolati di Palermo.

L’Ing. Aldo Aula, che lo scrivente ha conosciuto personalmente, raccontava del gran lavoro svolto dal R. Vice Consolato, specialmente per il movimento delle navi in porto per il carico del sale. Nel porto, quasi ogni giorno, c’erano navi
norvegesi in attesa di imbarcare sale, i loro comandanti erano diventati totalmente conoscitori della conformazione portuale al punto tale da ammettere che erano in grado di potere fare a meno dei piloti.

Durante l’ultimo conflitto mondiale il Vice Console Aula si trovò a dare assistenza Consolare per lungo tempo all’equipaggio di una nave mercantile battente bandiera norvegese che, alla fonda nel porto, fu bombardata e resa impossibilitata a prendere il largo.

Oggi Trapani viene ad essere attenzionata da vari paesi dell’area mediterranea che studiano l’opportunità di aprirvi proprie sedi Consolari.

Il R. Consolato del Marocco è stato aperto in Trapani nella Via Castellammare n. 3 nel 2000 e fu tenuto dal Rag. Francesco Tedesco. Venne chiuso quando fu aperto il Consolato marocchino a Palermo, che assunse anche tutte le competenze della
giurisdizione consolare della circoscrizione di Trapani.

Al suo insediamento il Console Tedesco aveva dichiarato «il primo passo che farò sarà quello di allacciare i rapporti con le Autorità trapanesi, con i rappresentanti delle Istituzioni e di avviare la promozione di scambi culturali e commerciali tra i due paesi».

 

 

 

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