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LA CHIESA DI MARIA SS. DELLA PURITA’ DI VALDERICE RISTRUTTURATA

di Giovanni Barraco

C’è una luce diversa nella chiesa dedicata a Maria SS. della Purità di Valderice. Una luce che, piovendo dalle aperture alla base della volta, crea ombre che non c’era parso di cogliere nei tempi trascorsi. Ombre proiettate sulle pareti dell’aula liturgica dalle statue collocate su svelte mensole a sbalzo. Nella luce del mattino e in quella del primo meriggio anche rosoni, cornucopie e anfore, gli stucchi che finemente ornano altari e finti pilastri, si sdoppiano generando effetti che paiono reclamare una giusta messa a fuoco…

Dopo un periodo di scarsa manutenzione, la rimozione delle fatiscenti finestre e dei vetri a corredo, la loro sostituzione con infissi e lastre moderni e funzionali sono gli ultimi lavori eseguiti. Gli interventi hanno interessato non solo l’edificio sacro, ma anche il salone, le aule della catechesi e la casa canonica. Dei lavori parliamo con il tecnico che li ha progettati, il geometra Vito Rapisardi.

“Abbiamo iniziato con quanto non era più procrastinabile: i lavori di manutenzione della copertura della chiesa. Sinteticamente, gli interventi sono consistiti nella scomposizione del manto di tegole esistente, con la selezione, pulitura ed accatastamento per il successivo impiego di quelle idonee. Sono stati revisionati il tavolato sottostante alle tegole, i relativi arcarecci e correnti, nonché i listelli di abete. Si è proceduto- ha proseguito il geometra- alla posa in opera delle tegole provenienti dalle dismissioni sostituendo quelle inutilizzabili con nuove tegole. Poi, si è passati al rifacimento di grondaie e pluviali con adeguamento di sezioni e pendenze; quindi è stata eseguita la pitturazione delle pareti esterne della chiesa.”.

E per quanto riguarda l’interno dell’edificio?

“Si è provveduto al rifacimento della fascia di intonaco delle pareti sino all’altezza di circa un metro con utilizzo di intonaco speciale per frenare la risalita di umidità dal pavimento. E’ stata poi rimodulata la zoccolatura in marmo grigio.”.

Anche la Casa canonica aveva bisogno di interventi. Cosa manca per il completamento?

“Si è provveduto alla impermeabilizzazione del tetto della canonica e dei locali per la catechesi ubicati sopra il Salone Rosmini. E’ stato sistemato il prospetto est della Casa canonica con la posa in opera di persiane su tutti gli infissi. Ci sono ancora dei lavori da completare nel lato che dà sulla piazza S. Bonfiglio.”.

Altri lavori hanno interessato il Salone Rosmini, attiguo alla chiesa…

“Nel Salone Rosmini sono stati realizzati due W.C. – con relativo anti W.C. – per una migliore fruizione del Salone. Sono stati eseguiti lavori per la sistemazione e il miglioramento funzionale del locale cucina con adeguamento della copertura, il rifacimento di impianti, pavimenti e scaffalature. Altri lavori hanno riguardato la sistemazione e il miglioramento dei locali per la catechesi.”.

E nel versante Nord, nella zona del giardino?

“Dopo alcuni decenni, finalmente l’ENEL ha spostato la cabina di trasformazione elettrica costruita sul retro della chiesa ed ha proceduto alla demolizione della stessa, liberando uno spazio che potrà essere meglio utilizzato dalla comunità. Nel frattempo, era stato migliorato l’accesso al campetto/parcheggio che si trova dietro l’immobile, allargandolo mediante la demolizione di un angolo di fabbricato.”.

Come si è provveduto al finanziamento dei lavori?!

Alla nostra domanda risponde il parroco don Franco Giuffrè: “I lavori sono stati fatti in economia, utilizzando le entrate ordinarie e la generosità dei parrocchiani, sempre sensibili ai bisogni della parrocchia. Non è mancato il contributo della diocesi di Trapani e la generosità di qualche benefattore.”

E per il futuro?! Ancora il geometra Rapisardi:

Compatibilmente con le risorse disponibili, in chiesa bisognerà intervenire per mettere riparo alle lesioni presenti sugli stucchi e sulle parti strutturali. Ma la complessità di questi lavori richiederà interventi finanziari gravosi che, oggi, la parrocchia non è in grado di sostenere…”

Chiudiamo queste rapide note, ringraziando gli interlocutori per la loro disponibilità. Siamo sicuri che al parroco non manchino idee, spirito d’iniziativa e voglia di fare… Quando gli abbiamo domandato “cosa bolle in pentola?”, ci ha risposto che “è prematuro parlare di nuovi progetti, perché a quelli sta già pensando la Divina Provvidenza”.  Intanto – come si dice – che i parrocchiani stiano in campana!

 

 

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