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di Elio D’Amico

Spesso, quando abbiamo commentato, in autunno, la Stagione Estiva del Luglio Musicale Trapanese, l’abbiamo definita una Stagione “tra luci ed ombre”; anche quest’anno dovremo abusare di questa definizione abbondantemente scontata, non per mancanza di fantasia, ma perché la Stagione del Luglio Musicale non può ormai mostrare che luci ed ombre.

Perché è nella natura stessa dell’ente, che ogni anno sembra essere sul punto di scomparire, sepolto da difficoltà economiche e dalla malevolenza o dall’ignavia di persone che amano più distruggere che costruire; ma puntualmente il Luglio Musicale – alla faccia di chi lo vuole male – ogni anno torna a riproporre il suo cartellone e a colmare le serate di numerosi trapanesi e turisti.

Tutto questo grazie alla cocciutaggine e allo spirito d’iniziativa di Giovanni De Santis, l’Amministratore Delegato che puntualmente in primavera compie l’ennesima magia, tirando fuori un nuovo coniglio dal suo cilindro.

Parliamo di magia, ma potremmo parlare di miracoli se questi non fossero prerogativa esclusiva di Qualcuno sicuramente più importante di lui; e non essendo miracoli, ma solo opere di magia, la perfezione non gli appartiene, e quindi qua e la ogni tanto affiora qualche punto oscuro che il bravo prestidigitatore non riesce a dissimulare.

Ma il gioco, nella sua interezza, riesce – almeno per quest’anno – soddisfacendo le migliaia di spettatori che anche quest’estate sono tornati ad affollare non solo l’esedra della Villa Margherita, ma anche il chiostro di San Domenico, ormai dependance dell’Ente Luglio.

Concerti, opere liriche, musica pop, incontri letterari, danza, hanno formato l’ampio spettro di offerte proposto quest’anno dal Luglio Musicale, così da accontentare i gusti più disparati e nello stesso tempo riempire quasi per intero le serate estive.

Da questa ampia proposta manca – ovviamente – il teatro, ma ormai ci siamo stancati di sottolinearlo; abbiamo ormai capito che il teatro non interessa la Direzione Artistica dell’Ente e che pertanto i suoi numerosi estimatori devono rassegnarsi a farsi l’abbonamento a Segesta, Marsala, Castelvetrano, Selinunte… (e tutto il resto della provincia) perché questa forma di espressione culturale per i vertici del nostro Luglio non è degna del pubblico trapanese.

Archiviata questa dolente nota, ormai endemica, il clou del cartellone estivo è consistito – giustamente – nelle rappresentazioni liriche.

Il grande palcoscenico del Teatro Giuseppe Di Stefano ha proposto quest’anno quattro opere tra le più amate dai Trapanesi: “”Tosca”, “L’elisir d’amore”, “La Traviata” e “Aida”: tutte hanno riscosso grande successo di pubblico, anche se non tutte sono state perfette nella loro messinscena.

“Tosca” ha proposto la novità delle scene virtuali, già adottate da altri importanti teatri lirici; certamente sono molto suggestive ed offrono soluzioni sceniche davvero spettacolari, impossibili da ottenere con la scenotecnica tradizionale; potrebbero rappresentare la scenografia del futuro, anche per il loro moderato costo, ma – almeno quelle proposte a Trapani – necessitano certamente di ulteriori perfezionamenti, con scene che spesso si sovrappongono agli stessi interpreti; nella norma il cast artistico.

“L’elisir d’amore” ha presentato un’ambientazione anomala, molto suggestiva, con scene e costumi da “Pirati dei Caraibi”; molto gradito al pubblico, ma con un’interpretazione registica seriosa, in assoluto contrasto con testo e musica, che ha lasciato molto perplessi; nessun dubbio, invece, – in senso negativo – sull’interpretazione assolutamente piatta di Nemorino da parte del tenore Andrea Schifaudo.

Quasi perfetta invece la messinscena de “La Traviata”: la sua ambientazione contemporanea, tra locali notturni, casinò e bordelli, ha restituito l’originale spirito contestatario dell’opera verdiana, nata, nella mente del compositore, come atto d’accusa verso la società del tempo; eppure sono state molte le signore che non hanno apprezzato tale impostazione, preferendo la tradizionale versione imposta dalla censura del tempo, che, in pieno spirito romantico, ha fatto di una puttana, un’eroina.

Perfetta l’orchestrazione del Maestro Andrea Certa, così come tutti gli interpreti, prima fra tutte la soprano Francesca Sassu.

Spettacolare ed originale la messinscena di “Aida” che della precedente proposta in terra tunisina ha conservato un’autentica africanità, sfoltendo l’opera di tutti quei luoghi comuni che, per noi Europei, caratterizzano l’Africa e proponendo autentici esempi della cultura del Continente Nero; ottimo tutto il cast artistico, forse eccessivamente presenti i balletti.

Teoricamente c’è stata una quinta opera lirica in cartellone, “L’importanza di essere Franco” di Mario Castelnuovo Tedesco, ma io mi rifiuto di definire opera lirica una serie di note in libertà, ad eccezione delle numerose citazioni di opere classiche; la rappresentazione è piaciuta, ma solo grazie all’indistruttibile fascino della commedia di Oscar Wilde.

Questo lo zoccolo duro delle rappresentazioni estive del Luglio Musicale Trapanese; ma l’Ente ha confermato la sua ormai consolidata vocazione alla ricerca di collocazione presso teatri storici, con l’esecuzione del “Requiem” di Verdi al Teatro Antico di Segesta, l’esibizione dell’Orchestra Jazz della Sardegna presso il Parco Archeologico di Marsala e l’Orchestra Sinfonica Siciliana all’isola di Mothia; tre esibizioni che hanno avuto il solo difetto di non avere assicurato il biglietto ai numerosissimi acquirenti: ma questi sono i difetti che vorremmo riscontrare in ogni rappresentazione.

Grande successo hanno riscosso i concerti tenuti presso il suggestivo chiostro di San Domenico, così come gli incontri letterari e gli spettacoli di danza, senza dimenticare i giovani con il “Trapani Pop Festival”.

E già l’Ente Luglio tira fuori dal cilindro il coniglio invernale: dopo un’anteprima presso il Teatro Eliodoro Sollima di Marsala, sarà il Teatro Maestro Tonino Pardo del Conservatorio trapanese ad ospitare il 16 novembre l’opera da salotto “Cendrillon” di Pauline Viardot ed il 23 e 25 novembre il dramma gioioso di Domenico Cimarosa “Il matrimonio segreto”, già proposti con successo presso il chiostro di San Domenico.

Ancora una volta i Trapanesi hanno avuto la loro Stagione Operistica estiva, come capita ormai ininterrottamente da 70 anni; ma c’è voluto ancora un prestidigitatore ed il suo cappello magico per illudere gli spettatori e nascondere gli inevitabili trucchi di scena.

Ma quando, amministratori e cittadini, potranno permettere a Giovanni De Santis di svolgere quel lavoro di A.D. e Direttore Artistico – che sa fare molto bene – senza ricorrere a cappelli magici e tripli salti mortali ?

Allora, finalmente, potremo vedere una Stagione fatta solo di luci e non di ombre; e forse – ma è una pia illusione ! – anche un po’ di prosa.

 

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