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LA PALLACANESTRO TRAPANI DOPO ALTERNE VICENDE SI RIORGANIZZA

di Alberto Pace

Finita la breve avventura ai playoff si possono tracciare i consuntivi della stagione. Non e stato sicuramente semplice il percorso che ha visto il raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Anzi sicuramente si può parlare di stagione “martoriata” in cui si è passati, come una doccia scozzese, da momenti di esaltazione ad autentici periodi di depressione. Da queste montagne russe è dovuto scendere precipitosamente il primo allenatore, Ugo Ducarello, reo di non essere stato nelle condizioni di controllare né risultati né spogliatoio.  La squadra nel corso dell’ultima fase, affidata al vice Daniele Parente, ha dato subito segnali di ripresa. Con lui al timone si sono ritrovati stimoli e risultati e, anche con una buona dose di fortuna, si sono riusciti a raggiungere gli obbiettivi. Gli sforzi delle ultime giornate si sono pagati ai playoff: ma questo è un altro discorso. Treviso ha subito dimostrato una forza dirompente dall’alto di un roster che poteva mettere in campo 12 giocatori da starting five. L’unica vittoria interna della post- season la possiamo catalogare nella nicchia dei miracoli che ogni tanto in questo meraviglioso sport si verificano. Ma è chiaro che non si poteva andare oltre con un manipolo di giocatori che aveva esaurito il carburante psico-fisico. Con la stagione ormai alle spalle si pensa al futuro. Il primo colpo di teatro riguarda il capo allenatore. Con un comunicato di fine maggio la società ha riconfermato Daniele Parente alla guida tecnica. La mossa di patron Pietro Basciano era nell’aria. Dopo la eccellente gestione tutto lasciava presuppore ad una immediata riconferma, il che è avvenuto. D’altronde è stato lo stesso Basciano a volerlo a Trapani per occuparsi dei settori giovanili fin dal 2014 e in pochi anni il Master& Commander ha completato scalata, fino a gestire la prima squadra. Chiuso il capitolo allenatore ora bisogna costruire la squadra. Si comincerà dai giocatori sotto contratto a cominciare da Andrea Renzi, il pivot blindato dalla società con un contratto di 5 anni. Un dato che forse non ha precedenti nella pallacanestro professionistica, nel calcio sì. Il capitano è da anni l’alfiere di questa squadra, protagonista inossidabile ed assoluto. Nelle ultime giornate, dopo un periodo oscuro, si è caricato la squadra portandola in un sicuro approdo dopo tante vicissitudini. Si partirà da lui nella nuova stagione con i galloni ben saldi sulle spalline e con il grande entusiasmo che sprigiona a livello agonistico. Altro riconfermato Kenneth Viglianisi che pur non disputando l’eccellente campionato dell’anno precedente rappresenta, pur sempre, un’autentica sicurezza. E’ uno dei migliori difensori del torneo e a lui sono spesso affidati gli americani “piccoli” più pericolosi. Si è espresso a corrente alternata: a prove di assoluto valore si sono contrapposte esibizioni incolori che non rientravano nel DNA di un giocatore che ha nel suo migliore bagaglio la combattività ed agonismo. Altro riconfermato, trapanese doc, è Marco Mollura, bloccato con due anni di contratto dalla società. Un giocatore che, dopo aver militato nei campionati minori, a Trapani è cresciuto in maniera esponenziale sia da un punto di vista tecnico che fisico. Non potrà che migliorare questo trend ai nastri di partenza del prossimo campionato. Ha acquistato anche autostima e consapevolezza dei suoi mezzi atletici e tecnici. Altro riconfermato è Nenad Simic un ragazzo di nemmeno 20 anni dalle potenzialità inespresse. Si pensava che l’anno in corso fosse quello definitivo della sua consacrazione ma ha deluso tutte le aspettative. Poco impiegato sia da Ducarello che da Parente si è ingrigito in una posizione marginale, mai ergendosi a protagonista. La società ha puntato su di lui da quando sedicenne ha messo i piedi a Trapani. I mezzi tecnici per riscattarsi ci sono tutti. Fisicamente deve crescere con qualche muscolo in più. E’ ancora troppo leggero per affrontare pivot strutturati fisicamente. Altro riconfermato dovrebbe essere il playmaker Stefano Bossi. Non ha disputato un grosso campionato, sicuramente oscurato da un Jefferson che sfiorava i 40 minuti a partita. Veniva da Trieste dove aveva disputato due buoni campionati e da questo facitore di gioco si pretendeva qualcosa in più che non è arrivato. Ma le doti ci sono e probabilmente le farà valere nel prossimo torneo.  Quindi si dovrebbe partire da questi 5 salvo il mio ultimo nominato che potrebbe approdare in lidi diversi. Molto dipenderà dalla volontà di Coach Parente che con ogni certezza ha già espresso al patron Basciano le prime tracce su cui costruire la squadra. Cambieranno quasi con certezza i due stranieri, non tanto per il loro rendimento in campionato, quanto per una questione di ruoli che si intendono ricoprire con gli americani. Il play tascabile Jefferson ha disputato un ottimo campionato: spesso autentico alfiere di alcune vittorie allo sprint con tiri scoccati all’ultimo secondo. Gli si imputa di non essere un gran difensore e troppo piccolo nelle marcature di pari ruolo che spesso lo sovrastano fisicamente. Ma neanche le altre guardie chiamate in causa nella fase difensiva si sono distinti particolarmente. Quindi il deficit difensivo con Bossi e Viglianisi, non particolarmente alti, andrebbe colmato. Giocare sempre in mismatch nello specifico ruolo rappresenta un tallone d’Achille che nella pallacanestro si paga sempre. Non ritengo rivedremo sul parquet Jesse Perry, troppo limitato da una caviglia in disordine che ne ha ridotto il rendimento per quasi tutta la stagione. Le sue mani non sono raffinate ed è un giocatore che ha fatto sempre affidamento sui muscoli e su una condizione fisica sempre al top. Il che non è avvenuto. Dulcis in fundo Gabriele Ganeto: buon campionato il suo. Grinta e determinazione sempre al servizio della squadra. Il primo a galvanizzare i compagni e l’ultimo ad arrendersi. Una bandiera negli anni di milizia a Trapani, ma potrebbe non rientrare nei desiderata e nelle strategie future della società che potrebbe puntare, nello specifico ruolo, su giocatori più giovani della trentunenne ala. Questo il quadro certamente suscettibile di alcuni correttivi che potrebbero presentarsi in seguito ad ingaggi e dismissioni. Materia opinabile e soggetta a verifica nel più breve tempo possibile, senza attendere la fine dei playoff.

 

 

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