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Di Giovanni Barraco

L’uomo era minuto e vestiva un completo di buon taglio con riflessi di seta. Più che un cammino senza fretta, la sua era una passeggiata fatta senza guardarsi attorno; l’incedere attento alla traccia indicata dalle pietre ad esagono irregolare che ad Erice sono la trama del selciato e rendono più agevole il passo. Teneva tra le dita di una mano una sigaretta accesa, l’altro braccio era disposto dietro la schiena…

Nel vedermelo passare a qualche metro distanza, mi parve che il visitatore avesse qualcosa di non estraneo che lì per lì non riuscii a definire nei contorni. Seguii l’uomo allontanarsi lungo la via, mentre piccole volute di fumo ne segnavano il cammino in maniera effimera.

Alla possibile identità del visitatore non pensai più, ma qualche tempo dopo mi capitò tra le mani un numero del settimanale Epoca che, all’inizio degli anni settanta del secolo scorso, dedicò una serie di inserti alle regioni d’Italia con testi curati da scrittori e giornalisti di fama. L’inserto dedicato alla Sicilia era a firma di Leonardo Sciascia. E tra le foto a corredo dell’articolo ce n’era una di Erice avvolta nella nebbia…

Da ragazzo sono stato un lettore fedele di Sciascia, uno di quelli che all’uscita di ogni suo libro entravano in libreria per acquistarlo. Ho ammirato i romanzi e i racconti (ah, i gioielli raccolti ne Il mare colore del vino!). Ora che non è più, alcuni romanzi mi tornano tra le mani; càpita a me quello che disse Sciascia in un’intervista a La Stampa: “Alla mia età, più che leggere si rilegge”. (v. N. Orengo, L’inchiostro delle voci, p. 67, La Stampa 1992).

Sugli scaffali della mia libreria conservo diligentemente diverse edizioni delle opere di Sciascia, libri-intervista ed antologie curate dallo scrittore. Negli anni lo scaffale si è andato arricchendo di biografie, almanacchi letterari e numeri speciali di riviste pubblicati a ridosso della scomparsa o in occasione degli anniversari.

Per ricordare Leonardo Sciascia alla fine degli anni novanta, nel marciapiede della piazza di Racalmuto venne collocata una sua statua bronzea ad altezza naturale (è opera dello scultore Giuseppe Agnello, docente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo). La statua è diventata uno dei simboli dell’omaggio allo scrittore da parte della sua città natale.

Dopo averci pensato un paio di volte – e inutilmente! – qualche settimana fa, approfittando d’una permanenza di alcuni giorni fuori sede, ho potuto visitare Racalmuto alla ricerca di alcuni luoghi sciasciani… Si è trattato di una visita breve, fatta quasi di corsa.

Raggiungere Racalmuto non è impresa agevole per un automobilista che, come me, ha poca dimestichezza con il navigatore GPS, sono rimasto fermo all’uso delle vecchie cartine stradali e, al più, alle richieste di informazioni raccattate con qualche riluttanza; richieste fatte a qualche passante disponibile, abbassando il finestrino dell’auto…

Nonostante la quasi assenza di indicazioni stradali, non pochi giri viziosi e una ventina di chilometri fuori area, a Racalmuto mia moglie ed io ci siamo alla fine arrivati. La statua di Sciascia l’abbiamo vista e fotografata. Una nota a margine, forse un po’ civettuola: pensando alla stesura di queste povere note, mi son fatto riprendere accanto al bronzo dello scrittore. Mentre davo a mia moglie qualche indicazione su come effettuare gli scatti, mi veniva da pensare che Sciascia, da lassù, chissà quante ne manda a dire ai compaesani che gli passano accanto incuranti e quante ai visitatori che, riusciti a raggiungerlo, si fanno riprendere da migliaia di selfie non autorizzati…

Un incontro occasionale del quale sul momento non mi resi conto, ha così avuto una coda, voluta ostinatamente…

Sono consapevole che gli incontri che contano davvero non sono quelli fisici, sono quelli con i personaggi creati dalla fantasia degli scrittori che amiamo, personaggi destinati a sopravvivere a chi li ha creati, a vivere di vita propria nella fantasia di lettori vecchi e nuovi…

Sì, sento che stasera, prima di spegnere la luce del comodino, avrò voglia di leggere – anzi, di rileggere! – qualche pagina di Sciascia, scegliendola tra quei libri di piccolo formato che assicurano così tanto godimento!

 

 

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