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AMMIRAGLIO TRAPANESE AL SERVIZIO DELLA FLOTTA FRANCESE

di Tonino Perrera

Marino Torre nacque a Trapani nel 1583 da una famiglia modesta; il padre gli lasciò soltanto una barca e l’esempio della sua vita vissuta con rettitudine. Fin da giovane mostrò ambizioni nel campo navale cui si era appassionato con un continuo studio non dissociato dalla pratica. Nel 1609 si recò in Francia, dove fu ammesso al servizio delle flotte di Luigi XIII. Questo fu l’inizio della carriera di Torre che ben presto fece conoscere il suo valore al punto che il Cardinale Richelieu gli affidò il comando di una nave. Subito dopo fece parte di una spedizione contro i corsari algerini che, incoraggiati dai successi, si dimostravano sempre più ardimentosi sfidando anche la potenza francese. Altra occasione, più importante, di dimostrare il suo valore la ebbe quando nel 1627 fece parte della spedizione comandata dal duca d’Orleans per assediare La Rochelle, roccaforte degli Ugonotti, che godevano dell’appoggio dell’Inghilterra. Pur con una flotta inferiore a quella inglese, la Francia riuscì a farsi rispettare grazie al coraggio e alla perizia di Marino Torre che nella battaglia di Rè

(isola davanti La Rochelle) costrinse gli inglesi alla ritirata. Luigi XIII in persona volle presenziare alle operazioni e trasformò l’assedio di La Rochelle in blocco, per costringere gli Ugonotti alla resa. Dopo questa brillante dimostrazione di coraggio e abilità, Luigi e Richelieu dissero di Torre “ constanti, compositoque ingenio vir, militiae maritimae assuetus” e decisero di affidargli il comando di dodici navi da guerra. Luigi proseguì nel suo piano di blocco, facendo costruire un argine alla distanza di 140 tese (cioè 280 metri), fuori dalla portata dei cannoni, e in modo da isolare la città dal mare. Torre, con la sua flotta, aveva l’ordine di stare al largo di fronte alla città. In una notte di tempesta e col favore dell’oscurità, gli inglesi tentarono di forzare il blocco per portare viveri e munizioni agli assediati, ma anche stavolta il grande valore di Marino ebbe la meglio e Luigi, al far del giorno, poté ammirare la disfatta degli inglesi e consacrò quella notte a Marino. Dopo un anno, il 28 ottobre 1628, La Rochelle si arrese e Luigi XIII vi fece la sua entrata il 1° novembre.

Seguì un periodo di tranquillità, durante il quale Marino non poté dimostrare – qualora ve ne fosse stato bisogno – il suo ardore siciliano, il coraggio e la fedeltà al suo Re.

Successivamente non mancarono altri prestigiosi riconoscimenti che Luigi ritenne di dovergli accordare: prima decorò Marino della croce militare di S.Michele, la cui divisa portava l’epigrafe “Immensi tremor oceani” , poi lo associò all’ordine dello Spirito Santo, infine – estremo segno di stima e gratitudine – gli accordò di segnalare nel suo stemma i tre gigli borbonici della real dinastia francese.

La mancanza di azione spinse Marino a chiedere un breve congedo al Re per ritornare in patria, e così ritornò a Trapani, dove però per un improvviso malore, morì all’età di 50 anni. Fu seppellito in un modesto sepolcro davanti la Chiesa degli Incarnati (Maria SS. Dell’Incarnazione che si trovava nella piazzetta di S.Pietro) e la sua lapide, decorata con i tre gigli borbonici, riporta l’epigrafe “MARINUS TURRIS JACET HIC DUX SERENISSIMUS QUI CUM MARIA-OMNIA XXIIII ANNORUM SPATIO FELICITER NAVIGASSET IN PATRIAM SE RECIPIENS BREVI NAVIS ACTIONEM VITAE SUA MORTE COMPLEVIT A.D. MDCXXXIII  AETATIS SUAE L.”

La città di Trapani lo volle ricordare intitolando a lui una via, e l’Istituto Nautico.

 

 

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