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di Elio D’Amico

Ormai siamo abituati a vivere con suspense le vicissitudini del Luglio Musicale Trapanese; ogni anno, avvicinandosi la stagione estiva, cominciano a sorgere le solite domande: si faranno le rappresentazioni estive alla Villa Margherita, arriveranno in tempo i finanziamenti promessi dai vari enti ?

E nonostante le varie Cassandre e gli avvoltoi che girano, pronte a spolpare il cadavere, il Luglio, puntualmente, ripropone i suoi spettacoli, per la disperazione delle numerose iene con l’acquolina in bocca.

E così ancora una volta l’esedra di Villa Margherita, definita dal grande Gino Bechi “il più bel teatro all’aperto d’Italia”, tornerà a risuonare di melodie immortali, per smettere di essere – come la indica qualcuno – un’indecente favela. Perché quest’anno si è aggiunto un altro problema: la crociata che tanti benpensanti hanno promosso per l’occupazione di una parte della Villa Comunale di attrezzerie del Luglio Musicale.

L’osservazione, nel suo astratto concepimento, non è certamente errata: è chiaro che si toglie spazio ai bambini e a quanti frequentano le aiuole della villa; ed è altrettanto chiaro che tali attrezzerie non danno dignità all’aspetto della villa stessa. Ma la nostra villa, come tutti i pochi spazi verdi di Trapani – e il concetto si potrebbe allargare all’intera città – la dignità non l’ha perso solo per le carabattole del Luglio Musicale, ma per la sporcizia, le aiuole non curate, il laghetto sporco, i gabinetti inavvicinabili; e questo non lo si può certamente attribuire al Luglio Musicale.

È facile fare il Catone quando si guarda la pagliuzza negli occhi del vicino; ed il Luglio Musicale certamente la pagliuzza ce l’ha: ma quanto costa togliere questa pagliuzza ? Con quali soldi ? Già l’A.D. Giovanni De Santis ha dovuto fare un lungo tirocinio tra i trapezisti del circo Orfei, per potere sopravvivere e trovare i soldi per potere montare e smontare tutto due volte in un anno. E’ un triplo salto mortale, perché senza denaro non si canta messa. È facile fare i moralisti avendo l’abitudine di non calarsi nei panni degli altri.

Non voglio poi nemmeno prendere in considerazione chi aveva proposto di spostare il palcoscenico dalla Villa al parcheggio di Piazza Vittorio. Per essere sintetico, dimostra ignoranza, incompetenza ed assoluto mancanza di rispetto verso i Trapanesi e le loro tradizioni.

Ma nonostante tutto il Luglio Musicale è ancora lì, a proporre il suo cartellone estivo nella splendida cornice del Teatro Giuseppe Di Stefano.

A dispetto di un finanziamento misero ottenuto dalla Regione – e dobbiamo ringraziare qualche parlamentare che ha semplicemente fatto il proprio dovere – il Luglio propone già un cartellone con cinque titoli operistici, con nove rappresentazioni, unendo alle opere più note e amate, anche una rappresentazione moderna.

Sarà “Tosca” di Giacomo Puccini, l’opera più rappresentata a Trapani nel dopoguerra, ad inaugurare questa 70ma Stagione Estiva il 17 di luglio, con replica due giorni dopo; ed il 30 ed il 31 di luglio sarà la volta di un’altra opera molto amata dai Trapanesi, quell’”Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti che sul palcoscenico di Trapani ha visto fior d’interpreti, ultimo quell’Antonino Siragusa che proprio da Trapani ha spiccato il volo per essere apprezzato come uno dei migliori tenori leggeri del momento.

Il 29 di luglio sarà la volta di una prima assoluta per Trapani: sarà infatti proposta l’opera “L’importanza di essere Franco” del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco, tratta dall’omonima commedia di Oscar Wilde; l’opera verrà replicata il giorno 1 agosto.

La stagione si concluderà con due tra le opere di Giuseppe Verdi più apprezzate nel mondo: “La traviata” e Aida”; per la prima sono previste due rappresentazioni, il 12 ed il 14 agosto, mentre per la seconda ci sarà soltanto una rappresentazione, il giorno 19.

Ad oggi non si conoscono né interpreti, né registi, né direttori d’orchestra; ma sappiamo che delle affollatissime selezioni sono state fatte soprattutto per “L’importanza di essere Franco”. Presumibilmente nasceranno ancora una volta, come si è fatto negli ultimi anni, da selezioni locali i Maestri dell’orchestra, così come i coristi.

Ma quest’anno il Luglio Musicale Trapanese chiude il cerchio, aperto l’anno scorso, di una cooperazione artistica con gli antichi Teatri del Mediterraneo, ed in particolare con il Ministero della Cultura della Tunisia: un progetto, promosso dal nostro ente, che coinvolgerà, in una cooperazione artistica, i maggiori teatri antichi dell’intero Mediterraneo: sono già in allestimento in terra d’Africa alcune scene della presente stagione estiva trapanese.

Certamente quest’operazione culturale ad ampio raggio non può non fare attenzionare l’attività del Luglio Musicale Trapanese a chi finora ha avuto il braccino corto con l’ente, poiché con questa iniziativa il Luglio ampia i suoi orizzonti a livello internazionale, divenendo un testimone della cultura italiana e siciliana nel mondo.

Quanto quest’iniziativa possa essere apportatrice di nuovi interessi verso il Luglio Musicale Trapanese è ancora tutto da verificare, ma certamente il De Santis la sua pietra – e che pietra ! – l’ha lanciata: speriamo che chi di dovere ne sappia cogliere gli effetti positivi.

Probabilmente questo non è tutto il programma che giace nel cassetto di Giovanni De Santis; come sempre verranno ad aggiungersi altre iniziative, balletti, concerti e quant’altro. Noi vorremmo che in questo “quant’altro” ci fosse compresa anche la prosa, che ormai il Luglio Musicale Trapanese da diversi anni ha messo “fuori squadra”; e non  comprendiamo perché, dato che la prosa – sia quella professionistica che quella amatoriale – ha dimostrato di avere un numero di appassionati certamente non inferiore a quelli dell’opera lirica, dei balletti o dei concerti.

Noi siamo convinti che sia soltanto una questione di forma mentis; e purtroppo questo è il nemico più ostico da sconfiggere.

Ma non vogliamo concludere, senza porci una domanda: che fine hanno fatto i due milioni stanziati – e disponibili ! – per la riqualificazione di Palazzo Lucadelli ?

Tante volte abbiamo posto questa domanda, sia attraverso il nostro giornale che anche direttamente: la risposta è sempre stata rimandata ad altra occasione.

“Usque tandem…” diceva l’intransigente Cicerone.

Probabilmente anche questo sarà uno dei tanti misteri irrisolti della nostra Trapani: come i soldi stanziati per l’aeroporto di Birgi, non impiegati e mai più restituiti; come i milioni della tassa per la raccolta dei rifiuti urbani, spariti nel nulla.

Nessuno si chiede che fine hanno fatto questi soldi, nessuno dà spiegazioni; e soprattutto nessuno si impegna a trovare i colpevoli di simili perdite.

Ci deve pur essere qualcuno che ha fatto male il proprio dovere ! E perché nessuno lo cerca ?

Nel frattempo “E io pago !”Come diceva il grande Totò, che in certe occasioni sapeva essere più serio di alcuni nostri amministratori.

 

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