Archivi
Categorie

DA 56 ANNI SERVE LA CHIESA

 

In questo mese di Aprile 2018 Mons. Antonino Adragna festeggia i suoi 80 anni, di cui 56 dedicati interamente alla chiesa.

Il prelato è molto conosciuto e stimato a Trapani e non solo, per essere stato anche parroco della Cattedrale di san Lorenzo di Trapani.

Lo abbiamo incontrato per conoscere meglio la vita civile ed ecclesiale di questo nostro concittadino.

La sua storia, di fatto, inizia all’età di 5 anni quando, assieme alla madre frequentava la chiesa di san Giuseppe in via Garibaldi. A prendersi cura della chiesa era, allora, padre Antonio Campanile

Stando al racconto di mons. Adragna, egli, ancora fanciullo, rimase colpito da questo prete che si dedicava alla cura dei poveri con un amore e un trasporto indescrivibile. “Anche se per loro si trascurava e ricordo la sua tonaca spesso stracciata.” Sottolinea mons. Adragna.

Un giorno chiese di servire la messa, ma il prete, amorevolmente, gli disse che era ancora piccolo e solo quando avesse raggiunto l’altezza dell’Altare e quindi capace di spostare il Messale, lo avrebbe preso come chierichetto.

Il piccolo, spesso si cimentava per capire se era arrivato all’altezza giusta.

Finalmente, tra una prova e l’altra, si accorse di arrivarci, ma la prova fu infelice perché il Messale gli cadde a terra e, nonostante non fosse arrivato alcun rimprovero, rimase scosso.

Antonino Adragna entrò in Seminario all’età della prima media, ma una crisi esistenziale interruppe la sua frequentazione.

Negli anni successivi si iscrisse all’Università Cattolica di Bergamo e la sera svolgeva alcuni lavori che gli consentivano di mantenersi in quella città e frequentare gli studi.

Qui conobbe una ragazza con la quale allacciò una relazione di vera amicizia. Intanto, tra un colloquio e l’altro, la ragazza lo spinse a conoscere e parlare con il suo confessore. Dopo alcuni colloqui, il giovane Antonino, rientrò in seminario e portò a compimento i suoi studi.

Era il 1962 quando l’allora vescovo di Trapani. Mons. Ricci, assieme ad altri sette giovani, lo ordinò prete. Aveva 24 anni.

Il suo primo incarico fu quello di curare la chiesa dell’Addolorata e il gruppo giovanile della Cattedrale riuscendo ad incrementare sensibilmente il numero dei giovani.

Nel settembre del 1974, ad appena 40 anni, fu chiamato quale parroco della Cattedrale di San Lorenzo e per 12 anni è stato segretario del vescovo.

Sollecitato a raccontare qualche aneddoto verificatosi nella sua parrocchia, subito gli viene in mente l’alluvione del 1976 che colpì la città di Trapani e i numerosissimi concittadini rimasti senza un tetto.

Mons. Adragna non si perse d’animo e, vista l’impraticabilità di altre strade, anche istituzionali, accolse in Cattedrale gli alluvionati fino ad ospitarne 300. Era, ovviamente, un’accoglienza momentanea e non certo adeguata ad una dignità umana. Cercò con forza aiuti dal Sindaco della città e dal Prefetto, ma incontrò un muro burocratico insormontabile.

In quei giorni, assieme al Vescovo dell’epoca, si recò a Palermo dove era arrivata, in visita, Maria Teresa di Calcutta. Proprio parlando con questa futura santa, sostiene mons. Adragna, ebbe l’ispirazione per la soluzione del problema. Raccontava delle difficoltà incontrate per la sistemazione degli alluvionati e Maria Teresa gli disse: “Loro, da soli, non sono nessuno e non la troveranno mai”, lasciando intendere che avevano bisogno di preghiere e della benevolenza di Dio.

Ritornato a Trapani, rimuginando su quanto sostenuto da Madre Teresa, si mise alla ricerca di case abbandonate ma in grado di soddisfare i fabbisogni primari di una famiglia modesta.

Individuò un palazzo dell’ex INCIS disabitato e altre abitazioni dell’IACP abbandonate.

Così. poco alla volta riuscì a sistemare i senzatetto e, dopo oltre 40 giorni, gli alluvionati lasciarono la Cattedrale.

A questo punto mons. Adragna si commuove e dopo insistenza da parte nostra, ricorda che l’ultimo ad abbandonare la chiesa era stato, per propria scelta, un padre di famiglia con 11 figli al seguito, nonostante dovesse essere il primo ad essere sistemato.

Ritornando ai ricordi, la sua memoria va subito al 1984 quando sbarcarono i primi immigrati bisognosi di assistenza. Anche qui, il suo intervento fu attivo e li ospitò nello stabile della sala Laurentina mentre faceva richiesta alle istituzioni per l’utilizzo della stazione marittima.

Ma allora, erano i primi sbarchi, tutto  sommato contenuti e i giovani africani fuggivano veramente dalla povertà e dalle violenze.

Intanto, i migranti stavano diventando un business e non mancarono le minacce velate o esplicite affinché non si interessasse di loro.

Durante il giorno veniva verbalmente apostrofato affinché non ospitasse questi immigrati, ma non mancarono nemmeno gli “avvertimenti”. Una notte, sul suo portone, furono conficcati, uno sopra l’altro, tre coltelli. Il significato era fin troppo esplicito, ma il prete della Cattedrale non diede peso a quei segnali funesti.

“ Solo quando lo Stato si è fatto carico di questi immigrati, ho finito la questua per loro e l’assistenza primaria” conclude mons. Adragna.

Ma non possiamo esimerci dal ricordare l’attività comunicativa di mons. Adragna attraverso un foglio diocesano dal titolo “Lettera aperta” che ormai, da decenni, viene pubblicata e diffusa tra i fedeli per informare ed educare i cittadini.

Alla fine dell’incontro affabile e fraterno, come nelle abitudini del prelato, a bruciapelo gli rivolgiamo la domanda di riserva: “Mons. ha mai sperato di essere nominato vescovo?”

La risposta è stata quasi immediata, ma dalla sua voce abbiamo colto, a nostro avviso, una lieve esitazione.

“C’è stato qualche movimento in questo senso, ma mai conclusosi”.

“Evidentemente – ha aggiunto dopo un momento di riflessione – qualcuno più in alto e più forte di me non lo ha previsto. E Dio afferma sempre la sua giusta volontà”.

Il servizio alla chiesa di mons. Adragna, dopo il raggiungimento dell’età pensionabile e 52 anni di attività, si è concluso in Cattedrale, ma da quattro anni prosegue la sua guida spirituale nella chiesa dei Salesiani che regge come fosse il suo primo incarico.

Intanto, per il 29 aprile prossimo, è previsto un concerto lirico all’Auditorium Sant’ Agostino di Trapani, per festeggiare il suo 80° compleanno.

Auguri, anziano, ma sempre giovane Mons. Antonino Adragna.

 

 

Lascia un Commento

Cerca
bed and breakfast RUA NUOVA

Clicca sull'Immagine x Ingrandire la locandina
Bed And Breakfast
RUA NUOVA

Calendario
maggio: 2018
L M M G V S D
« apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
Visite