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SVISTA O PARACULO PUBBLICO?

 

Premesso che il termine paraculo è, ovviamente, in senso figurato, ma molto appropriato, vogliamo esaminare qui le bollette idriche inviate dal Comune di Trapani.

Sicuramente corrette (o quasi) dal punto di vista formale ma, certamente ingannevoli dal punto di vista sostanziale.

Andiamo al dunque.

Il Servizio idrico del Comune capoluogo nel mese di dicembre 2017 ha inviato a migliaia di cittadini una fattura di acconto per il primo semestre ’17 con allegato bollettino postale per il pagamento, entro il 31 dicembre 2017, della rata di acconto.

Fin qui tutto normale e i cittadini hanno ottemperato al loro dovere, anche se spesso l’acqua indicata nei metri cubi indicati è stata eccessiva rispetto ai consumi reali. Ma si trattava di un acconto.

Nel mese di febbraio 2018 è arrivato il saldo con il solito bollettino e con l’indicazione della rata a saldo da versare entro il 28 del mese.

Anche qui tutto entro la norma.

I vecchi pensionati e coloro meno avvezzi con la contabilità hanno storto la bocca, si sono dannati l’anima, hanno imprecato ma, per dovere civico, hanno pagato fidando dell’onestà del Servizio pubblico.

A questo punto, chi ha avuto l’accortezza e la capacità scolastica di leggere bene le fatture, ha scoperto un’amara sorpresa.

In pratica, dopo aver pagato l’acconto del primo semestre, ha scoperto che il nuovo bollettino di versamento era relativo all’intero anno e cioè comprendente anche il primo semestre pagato in dicembre. In poche parole, un invito a pagare due volte il primo semestre. E qui la faccenda non è più formale ma sostanziale.

In poche parole, l’utente che mostriamo (anonimamente ma a disposizione per eventuali accertamenti) pagando le due bollette ha versato 2.592,73 euro e non, come dovuto, 1.124,91 con già calcolati metri cubi spesso non consumati.

Se così stanno le cose, a poco vale il ricalcolo nel retro della seconda pagina della fattura definitiva perché l’anticipo era stato già pagato ma non considerato.

Si tratta, in buona sostanza, di un versamento nelle casse comunali di ben 1467,82 euro non dovuti. Senza contare i 500 metri cubi calcolati in più.

Somma che, molto probabilmente, verrà conteggiata (illegittimamente) dal Comune come somma recuperata per evasione da attribuire, percentualmente a dirigenti e funzionari quale premio di produzione.

Chi si è accorto dell’inganno ha fatto ricorso, chi non ha esaminato la pratica rimane cornuto e bastonato da una burocrazia vampira e disattenta (?).

Se ci siamo sbagliati nel resoconto, rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti da parte del Servizio idrico comunale.

 

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