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MA RESTANO IRRISOLTI I PROBLEMI ATTUALI

 

Come aperitivo alle prossime elezioni, in quest’ultimo periodo, ci siamo abbuffati di antifascismo.

“Il fascismo sta tornando”, “Non abbassiamo la guardia”, ”Buttiamoli nelle fogne”, “Quella scrofa della Petacci” ecc.

Ora, se è, come lo è, legittimo essere antifascisti, non può essere ammesso un accanimento, per altro fuori tempo, verso le vittime del regime, così come non può essere ammesso verso l’altro fronte.

I morti sono morti e meritano rispetto a qualsiasi parte essi siano appartenuti.

Posto ciò, ricordando i racconti dei nostri avi, ad ogni elezione politica, sembra di essere tornati agli anni ’44/45 della guerra civile del dopo Liberazione. Se guerra civile si può considerare quella ormai di una sola parte contro i vinti, così come dimostrato anche dall’ex comunista, e comunque uomo di sinistra, Gianpaolo Pansa nelle sue ultime recenti pubblicazioni, testimoniate da tantissimi italiani.

Chiedersi il motivo di tale accanimento, dopo 70 anni, è legittimo. Oggi si tratta di un antifascismo di comodo che, se giustificabile alle origini dalla reazione a una dittatura ventennale, successivamente, fino a pochi anni addietro, è servito solo come spauracchio per nutrire di voti il Partito Comunista. Così che, riparlarne oggi, a oltre settanta anni di distanza, ci lascia quanto meno perplessi.

I fascisti sono ormai i cittadini appartenenti alla classe del 1910/1930. In vero, quei potenziali superstiti che oggi hanno una età media tra i novanta e i cento anni. Ma possono davvero rappresentare un pericolo?

Certo, si parla anche di una nuova generazione pseudo fascista composta da (500 -1.000 – 5000?) giovani su di una popolazione di 60 milioni di cittadini. Ma li possiamo definire “nostalgici” di un regime che non hanno mai conosciuto?

Sicuramente e razionalmente no perché non hanno una ideologia oggi applicabile e ben precisa cui riferirsi, al contrario dei potenziali nuovi comunisti che possono nutrirsi delle teorie di Marx e dell’applicazione di tali teorie in diverse nazioni, URSS in primis (fino al 1985), ma anche della attuale Cina, Corea del Nord ecc.

Ma anche quest’ultima dottrina, dopo la caduta del muro di Berlino, non è oggi più praticabile.

Il fascismo, in particolare, era incorporato da Mussolini, morto il quale, è finita un’epoca storica.

Non a caso numerosissimi seguaci del regime si dichiaravano mussoliniani e non fascisti. Almeno fino a quando il Dittatore non commise l’imperdonabile errore di allearsi con un “anormale” come Hitler ed emanare le leggi razziali.

Il vero pericolo è, viceversa, rappresentato dalla reazione incontrollata e rabbiosa di questi pochi

opportunisti scalmanati, irriducibili dell’ormai politically correct ove, chi non la pensa come loro, è fascista “a prescindere”.

Ma gli italiani sono ormai adulti e talmente democratici che questi discorsi li irritano piuttosto che convincerli.

Altro fatto, che dovrebbe indurre a una moderata reazione, il presunto antisemitismo diffuso. Sono bastati una diecina di scalmanati, i quali non meritano attenzione, semmai triste compassione, per scatenare una violenta reazione delle associazioni Ebraiche.

Il fatto è avvenuto nel corso di una partita di calcio dove, senza motivo e senza alcuna logica, è stato mostrato il volto della povera Anna Frank, ad opera di non più di una diecina di imbecilli e ignoranti.

Anche qui, anziché condannare la miserevole azione e poi ignorare, è stata necessaria una processione di personalità nelle sedi istituzionali ebraiche per chiedere scusa e perdono. La storia di questo popolo, che ci ha fatto rabbrividire e piangere con cospicue lacrime, è nei cuori di tutti noi e non abbisogna, ogni volta, di scuse nazionali essendo la loro storia ormai patrimonio morale e culturale dell’intera popolazione italiana. Parlare e amplificare il vile evento fa il gioco di quei quattro gatti che, in tali reazioni, vedono il successo della loro ignorante iniziativa. Cosa che non avrebbe avuto seguito se si fosse semplicemente condannato e subito archiviato l’avvenimento.

Altro caso nazionale, in verità assai curioso per la pur breve storia d’Italia, riguarda il rientro in Patria di notte e nel massimo segreto, della salma di Vittorio Emanuele III, RE d’Italia dal 1900 al 1946.

La sua principale colpa: aver firmato la legge raziale votata dal Consiglio dei Ministri dell’epoca. Per altro, atto costituzionalmente obbligatorio per il Re. Oggi, ad insorgere sono le comunità ebraiche che chiedono anche la cancellazione da tutte le scuole, biblioteche, piazze e strade intestate a questo pezzo della storia d’Italia.

Bisogna ripetere che la tragedia ebraica merita il rispetto e l’eterno riconoscimento per la propria immane sofferenza. Ma da qui ad ergersi a eterna élite oggi dominante, ci sembra una esagerazione.

Vittorio Emanuele III, nel bene e nel male, è un pezzo di storia d’Italia ormai indelebile.

Infine, definire una ”scrofa” la Petacci, come ha fatto pubblicamente Gene Gnocchi, pseudo comico nazionale, offende la morale e la carità cristiana verso una donna trucidata per la sola colpa di essere l’amante (oggi si direbbe compagna) di Benito Mussolini. Non c’è ricordo di interventi pubblici o di attivismo pro fascismo nella persona della Petacci, ma solo la colpa di avere amato un uomo, prima ancora che un dittatore.

Ebbene, le brigate partigiane rosse, dopo la cattura, l’hanno sottoposta a qualche forma di stupro e a pubblico linciaggio fino ad ammazzarla ed esporla con la testa in giù, appesa in un palo, e con ben in vista le mutandine. Immagine, quest’ultima, coperta con uno spillo da balia attaccato alla gonna, da una mano pietosa.

Perché ancora oggi tanto odio e rabbiosa violenza verso una persona ormai defunta?

Perché ancora oggi nessuna pietà cristiana verso questa, come tante altre donne dell’una e dell’altra parte politica?

Forse perché il cristianesimo ormai in Europa ed in Italia è stato superato, anche con l’ausilio della Chiesa, a favore dei musulmani che predicano e attuano la morte per gli infedeli?

O forse perché si spera, ancora una volta, che la riesumazione di un fascismo ormai improponibile porti voti ai comunisti o post comunisti?

Poveri illusi!

Il fascismo è caduto, ma con esso, 40 anni dopo, anche il primo vero comunismo sovietico.

Possibile che non si riesca a seguire l’evoluzione storica dei tempi?

E allora, nel meridione, sarebbe legittimo rimpiangere, dopo 160 anni, il regno dei Borboni e denunciare l’occupazione non certo benevola dei Savoia che con i soldi del Regno delle due Sicilie hanno sanato il proprio bilancio e finanziato l’occupazione di tutto il meridione d’Italia?

Sicuramente no. Sono solo fatti che appartengono alla storia e nulla più. E allora ricordiamo la storia ma guardiamo alla nostra realtà e al futuro dei nostri figli e nipoti ,oggi seriamente a rischio.

Su questo, e solo su questo, dovrebbe svolgersi un serio e valido dibattito politico elettorale e non sui fantasmi del passato.

A.M.

 

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