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Proseguono in sordina e al momento con poche certezze, le potenziali candidature a sindaco del capoluogo. Si avanzano pretese e proposte mentre la realtà rimane ancora da venire.

A fronte di candidature già certe, stando ai proposti di alcuni, esiste una maggioranza silenziosa, o quasi, che lavora in sordina alla ricerca di una leadership nella propria forza politica che coaguli partiti e movimenti.

In poche parole, la campagna elettorale si svolge in tono sommesso nell’attesa di trovare gli equilibri sperati.

Tra i primi a proporsi, l’ex editore Peppe Bologna e, da alcuni giorni, Salvatore D’Angelo fratello del già consigliere comunale Felice. I due candidati affermano di avere già approntato tre liste civiche ciascuno e di essere pronti ad intraprendere la battaglia amministrativa.

Ma, senza nulla togliere agli altri, la vera attesa riguarda l’annuncio dei candidati direttamente o indirettamente legati a forze politiche istituzionali. E’ il caso del PD e di FI., mentre il M5S a Trapani non ha una forza propria.

Nel Partito Democratico la competizione appare, al momento, ristretta a Pietro Savona il quale intende proporsi e all’agguerrito Vincenzo Abbruscato che agogna da anni questo momento.

Tra i due, salvo imprevisti sempre possibili, incombe però la potenziale candidatura di Giacomo Tranchida, forte di una esperienza amministrativa forse unica sul territorio, che lo ha visto già primo cittadino di Valderice e poi di Erice. Di recente si è presentato alle elezioni regionali, dove è stato battuto dal suo compagno di partito Baldassare Gucciardi, assessore uscente alla Sanità. In queste ultime elezioni Tranchida si è visto annullare migliaia di voti e per questo ha presentato ricorso. Inoltre, potrebbe, il Tranchida, attendere il ripristino delle Provincie regionali per concorrere alla Presidenza della Provincia.  In questa decisione conterà il consiglio, in parte dei legali che hanno presentato ricorso a suo nome, in parte dei suoi fedelissimi di sempre.

Sul fronte del centro destra, ed in particolare di Forza Italia, unico candidato plausibile, e quasi certo, è Giuseppe Guaiana il quale ha sempre ottenuto una marea di voti nelle sue presenze in lista. Sarebbe qui il giusto riconoscimento ad un uomo di partito, dopo che FI lo ha fatto ritirare dalla competizione regionale con la promessa di un posto nella Giunta Musumeci. Nomina, che non è poi arrivata in quanto Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale del partito, si è rimangiato la parola e ha preferito coltivarsi il suo orticello. Una azione politica a dir poco infelice perché ha privato la città di Trapani di un suo, nel caso, unico rappresentante all’ARS.

Intanto, gira da giorni il nominativo di Nicola Messina, già assessore al Comune di Trapani.

L’avvocato Messina però frena e dichiara di avere solo ricevuto diversi inviti dalla società civile

ma che, al momento, una potenziale candidatura non è nei suoi pensieri.

Come detto all’inizio di questo articolo, la campagna elettorale è ancora lontana dall’entrare nel vivo e i giochi definitivi si debbono ancora svolgere.

A margine di queste previsioni e considerazioni, qualcuno sussurra che qualche candidatura potrebbe essere solo di disturbo ben sapendo di non essere sufficientemente forte.

La domanda è: allora, perché candidarsi?

Le male lingue sostengono che qualcuno potrebbe, strada facendo, ritirare la propria candidatura per non “disturbarne” qualche altra politicamente o civicamente vicina, a fronte di un compenso con l’inclusione nella giunta come vice sindaco o la nomina in un ben retribuito sottogoverno locale.

Chi vivrà vedrà.

 

 

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