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di Mons.Gaspare Gruppuso

Ancora una volta Papa Francesco ha sorpreso tutti gli uomini di buona volontà invitandoli a fare un serio esame di coscienza sulle varie povertà che esistono nel mondo e sicuramente anche nei quartieri della nostra città attraverso l’istituzione della “Giornata mondiale dei poveri”, che per la prima volta è stata celebrata domenica 19 novembre u.s. Papa Francesco, come già Gesù Cristo quando percorreva le vie della Palestina, oggi viene considerato un segno di contraddizione. Negli ambienti della curia Vaticana, tra i teologi, nel collegio cardinalizio, ecc., tante sono le critiche che si levano nei confronti delle scelte pastorali che Papa Francesco indica alla chiesa cattolica e ovviamente a tutti gli uomini di buona volontà. Ha scelto la via della legalità e della trasparenza per quanto riguarda le finanze della città del Vaticano, ha invitato tutti i vescovi ad essere molto severi nel condannare tutte quelle azioni nefaste nei confronti dei più piccoli che si sono verificate anche in ambiti ecclesiali, ha invitato i vescovi, i sacerdoti, le religiose, i religiosi ad assumere una condotta di autentica austerità e semplicità, a saper usare in maniera parsimoniosa i cellulari, ha proibito la vendita di tabacchi nella città del Vaticano, ha aperto le porte della città del Vaticano ai poveri e ai senza tetto, ha invitato i cittadini di Roma ad avere un atteggiamento di rispetto e di civiltà per la propria città condannando la maleducazione civica. Papa Francesco nel messaggio per la giornata mondiale dei poveri che è stata celebrata il 19 novembre 2017 ultima domenica dell’anno liturgico si è così espresso: “Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce”.                                    Seguendo le indicazioni del sommo Pontefice anche la nostra diocesi ha voluto celebrare la giornata mondiale dei poveri incontrando nella struttura di Via Errante (Ex Asilo Carithas) alcuni poveri della diocesi assieme alle associazioni di volontariato. Si è trattato di un incontro per mettere al centro delle nostre attenzioni pastorali, sociali e personali tutte quelle realtà di povertà che purtroppo sono in aumento nel mondo e anche nel nostro territorio diocesano e cittadino. Afferma, infatti, Papa Francesco: “Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo vescovo Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità» (Hom. in Matthaeum, 50, 3: PG 58) ”. Le parole del sommo pontefice sicuramente mettono in crisi non soltanto la nostra coscienza individuale di cristiani ma ci invitano come cittadini a fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità che soprattutto le Istituzioni hanno nei confronti delle varie povertà. Ha affermato, infatti, ancora il Papa nel suo messaggio per la giornata mondiale dei poveri: ” Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà, frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata! Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all’illegalità e allo sfruttamento offensivo della dignità umana, fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società. Dinanzi alla provocazione di Papa Francesco riguardo alle varie povertà è necessario rimboccarsi le maniche e come società civile impegnarsi in maniera costante per la soluzione delle varie povertà. Proprio questo è stato il vero augurio del NATALE DI NOSTRO SIGNORE che abbiamo celebrato.

 

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