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LO SHOPPING INTERNAZIONALE NON E’ ANCORA FINITO

E…GLI ITALIANI SE NE VANNO

Pubblichiamo un elenco dei patrimoni nazionali italiani svenduti all’estero.

Si tratta di un elenco non perfettamente aggiornato ma che sicuramente si allungherà nei prossimi anni.

Intanto siamo tutti contenti perché abbiamo (hanno) l’Euro forte e la situazione economica sociale della nazione, stando ai nostri governanti, incomincia ad andare quasi… a gonfie vele.(!!!)

Non è il caso di aggiungere altro se non ricordare che siamo stati colonizzati da anni con la connivente complicità dei nostri Governi imposti dai poteri forti e mai eletti dal popolo.

Ai lettori il giudizio ponderato.

Queste le industrie sottratte negli ultimi due anni agli italiani:

Italcementi in Germania,

Pirelli in Cina

Indesit in America

Pininfarina in India

A.S. Inter a indonesiani e cinesi

A.S. Milan a cinesi

AS Roma ad americani

Luxottica trasferita in Francia

Vivendi dalla Francia attacca Mediaset

Parmalat francese

Settore moda: Gucci,Peroni,Krizia, Pernigotti, nelle mani della holding francese Kering.

Fiat in America

Alitalia alla Lufthansa in Germania?

La Barilla è stata venduta agli americani…

L’Alitalia trattativa tedesca.

La Plasmon è stata venduta agli americani.

La Parmalat, di quel buon signore di Tanzi, è stata venduta ai francesi della Lactalis-

L’Algida è stata venduta ad una società anglo-olandese

L’Edison, antica società dell’energia, venduta ad una società francese, l’EDF

BNL è controllata dal gruppo francese Bnp Paribas

ENEL cede buona parte delle quote ai russi (il 49%)

Il marchio AR, azienda conserviera quotata in borsa, di Antonino Russo, è passata ai giapponesi della Mitsubishi.

Lo stabilimento AVIO AEREO è passato alla Generale Eletric…

I cioccolatini Pernigotti dei fratelli Averna venduti ai turchi della famiglia Toksoz-L’azienda Casanova, La Ripintura, nel Chianti, è stata recentemente acquisita da un imprenditore di Hong Kong

I baci perugina appartengono dal 1988 alla svizzera Nestlè

I gelati dell’antica gelateria del corso sempre alla Nestlè

Buitoni: L’azienda fondata nel 1927 a Sansepolcro dall’omonima famiglia è passata sotto le insegne di Nestlè nel 1988.

Gancia: le note bollicine sono in mano all’oligarca russo Rustam Tariko (proprietario tra l’altro della vodka Russki Standard) dal 2011.

Carapelli è nella galassia del gruppo spagnolo Sos dal 2006, cosi come Sasso e Bertolli.

Star. Il 75% della società fondata dalla famiglia Fossati (oggi azionisti di Telecom Italia) nel primo dopoguerra, è in mano alla spagnola Galina Blanca (entrata nel 2006 e poi salita del capitale del gruppo).

Salumi Fiorucci: sono in mano agli spagnoli di Campofrio Food Holding dal 2011.

San Pellegrino è stata acquisita dagli svizzeri della Nestlè dal 1998.

Peroni è stata comperata dalla sudafricana Sabmiller nel 2003.

Orzo Bimbo acquisita da Nutrition & Santè di Novartis nel 2008.

La griffe del cachemire “Loro Piana”, fiore all’occhiello del made in Italy, è stata ceduta per l’80% alla holding francese Lvmh che già include simboli assoluti come Bulgari, Fendi e Pucci.

Chianti classico (per la prima volta un imprenditore cinese ha acquistato una azienda agricola del Gallo nero)

Riso Scotti (il 25% è stato acquisito dalla società alla multinazionale spagnola Ebro Foods)

Eskigel (produce gelati in vaschetta per la grande distribuzione (Panorama, Pam, Carrefour, Auchan, Conad, Coop) (ceduta agli inglesi con azioni in pegno ad un pool di banche).

Fiorucci–Salumi (acquisita dalla spagnola Campofrio Food Holding S.L.)

Eridania Italia SpA (la società dello zucchero ha ceduto il 49% al gruppo francese Cristalalco Sas)

Boschetti alimentare (cessione alla francese Financière Lubersac che detiene il 95%)

Ferrari Giovanni Industria Casearia SpA (ceduto il 27% alla francese Bongrain Europe Sas) 2009

Delverde Industrie Alimentari SPA (la società della pasta è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl che fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata) 2008

Bertolli (venduta a Unilever, poi acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

Rigamonti salumificio SPA (divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International)

Orzo Bimbo (acquisita da Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis)

Italpizza (ceduta all’inglese Bakkavor acquisitions limited)

Galbani (acquisita dalla francese Lactalis)

Sasso (acquisita dal gruppo spagnolo SOS)

Fattorie Scaldasole (venduta a Heinz, poi acquisita dalla francese Andros)

Invernizzi (acquisita dalla francese Lactalis, dopo che nel 1985 era passata alla Kraft) 1998

Locatelli (venduta a Nestlè, poi acquisita dalla francese Lactalis)

San Pellegrino (acquisita dalla svizzera Nestlè) 1995

Stock (venduta alla tedesca Eckes A.G., poi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management) 1993

La Safilo (Società azionaria fabbrica italiana lavorazione occhiali), fondata nel 1878, che oggi produce occhiali per Armani, Valentino, Yves Saint Laurent, Hugo Boss, Dior e Marc Jacobs, è diventata di proprietà del gruppo olandese Hal Holding.

Nel settore della telefonia, a Milano nel 1999 era nata Fastweb, una joint venture tra e.Biscom e la comunale Aem che oggi fa parte del gruppo svizzero Swisscom.

Nel 2000 Omnitel è passata di proprietà del Gruppo Vodafone

Nel 2005 Enel ha ceduto la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Sawiris, il quale nel 2010 l’ha passata ai russi di VimpelCom.

Nel campo dell’elettrotecnica e dell’elettromeccanica nomi storici come Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi, Sasib Ferroviaria e, recentemente, Passoni & Villa sono stati acquistati dal gruppo industriale francese Alstom, presente in Italia dal 1998.

Nel 2005 le acciaierie Lucchini spa sono passate ai russi di Severstal, mentre rimane proprietà della omonima famiglia italiana, la Lucchini rs, che ha delle controllate anche all’estero.

Fiat Avio, fondata nel 1908 e ancora oggi uno dei maggiori player della propulsione aerospaziale, è attualmente di proprietà del socio unico Bcv Investments sca, una società di diritto lussemburghese partecipata all’85% dalla inglese Cinven Limited.

Benelli, la storica casa motociclistica di Pesaro, di proprietà del gruppo Merloni, nel 2005 è passata nelle mani del gruppo cinese QianJiang per una cifra di circa 6 milioni di euro, più il trasferimento dei 50 milioni di euro di debito annualmente accumulato.

Nel 2003 la Sps Italiana Pack Systems è stata ceduta dal Gruppo Cir alla multinazionale americana dell’imballaggio Pfm Spa.

In una transazione di meno di un mese fa Loquendo, azienda leader nel mercato delle tecnologie di riconoscimento vocale, che aveva all’attivo più di 25 anni di ricerca svolta nei laboratori di Telecom Italia Lab e un vasto portafoglio di brevetti, è stata venduta da Telecom alla multinazionale statunitense Nuance, per 53 milioni di euro.

 

Ovviamente, ogni cessione è una perdita di posti di lavoro immediata o futura.

 

Qualcuno si chiederà cosa l’Europa e l’Euro hanno lasciato all’Italia.

Evidentemente, nulla.  Anzi…gli extracomunitari da mantenere.

Extracomunitari che nel prossimo decennio saranno in maggioranza rispetto agli  italiani d’Italia.

 

Intanto, ogni 10 minuti un italiano continua ad andare all’estero.

Come noto, nel 2016 sono stati 107 mila e si calcola che nel 2017 siano stati 123 mila.

Un furbo svuotamento tecnico politico dell’Italia dagli italiani con la complicità dei nostri Governi, come detto, mai eletti ma solo imposti e assoggettati all’Europa cui è stata trasferita la sovranità nazionale.

 

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