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LA CIVILTÀ DI UN PAESE SI RICONOSCE ANCHE NELLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DOMESTICI

di Filippo Camuto

È di questi giorni l’avvenuto intervento urgente chiesto da Enrico Rizzi, presidente del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali (NOITA), volto a sgomberare l’appartamento sito in Trapani e appartenente ad una signora che vi teneva una filiera di 17 gatti.

Il degrado in cui si trovava la casa della proprietaria era veramente indicibile, sia dal punto di vista sanitario anche per le persone residenti nel palazzo, che per gli stessi animali che vivevano ammassati in locali veramente angusti e privi di igiene.

A dare l’allarme ad Enrico Rizzi sono stati proprio i condomini del palazzo che non potevano più sopportare i cattivi odori provenienti dall’appartamentino della proprietaria. Rizzi, nella qualità di presidente del NOITA ha denunciato immediatamente alcuni dirigenti dell’’Azienda sanitaria provinciale di Trapani e, dopo avere effettuato un sopralluogo, ha fatto intervenire, presso la casa- rifugio, polizia, carabinieri, agenti di polizia municipale e medici veterinari. A seguito di ciò i gatti sono stati messi in salvo, curati e sistemati in vari ambulatori veterinari in attesa che le associazioni animaliste cittadine (es. Ente Nazionale Protezione Animali, Lega Nazionale difesa del Cane, etc.), possano farli adottare. Fin qui la storia di queste povere bestie che erano state tolte dai pericoli della strada ed accolte per pietà umana da una persona caritatevole. È probabile, comunque, che non siano da escludere altri casi del genere, perché le persone di buon cuore anziché lasciare indifese le povere bestie, quando possono, se le portano a casa.

In verità nel nostro Paese ci sono disposizioni di legge che tutelano i gatti randagi e le loro filiere che i nostri amministratori dovrebbero conoscere ed applicarle. Infatti, è in vigore la legge dello Stato n. 281/91 che recita «Il divieto, per chiunque, di maltrattare i gatti che vivono in libertà, che questi siano sterilizzati dall’autorità sanitaria competente e riammessi nel loro gruppo».

Questa legge nazionale è stata recepita da ogni Regione, compresa quindi la Sicilia (L. R. 15/2000), e detta norme tendenti anche ad attenzionare il fenomeno del randagismo in tutti i suoi aspetti. Al riguardo ci piace riportare quanto ha dichiarato pubblicamente il Sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo; «La civiltà di un Paese si misura anche in cose che ad alcuni possono sembrare secondarie, come il rispetto degli animali randagi». Lo stesso Primo cittadino sanvitese, in conformità a quanto dichiarato, ha aderito all’iniziativa del Presidente dell’ENPA di Trapani, Viviana Vaccari e dei volontari, di posizionare nella propria città delle casette, in determinati luoghi, al fine di consentire ai gatti randagi di proteggersi dal sole, dalla pioggia e dai rigori dell’inverno. Più volte in questa rivista abbiano affrontato il problema del randagismo dei gatti e dei cani ed in particolare il loro ricovero in un canile-gattile.

Abbiamo contestato la scelta della costruzione del canile intercomunale in contrada Cuddia per tante ragioni: la struttura, data la lontananza da Trapani (64 chilometri in andata e ritorno), rappresenta una cattedrale nel deserto perché ubicata in una zona molto isolata e difficile ad essere raggiunta soprattutto da chi volesse adottare un cane; viene lambita da un torrente che potrebbe esondare e pertanto mettere in pericolo o far morire gli animali rinchiusi nelle gabbie; è soggetta alla furia dei vandali e dei ladri (cani utilizzati per scopi non leciti); la recinzione sembrerebbe molto precaria e quindi non idonea; sembra che non sia previsto il ricovero dei gatti randagi; esosa la spesa preventivata in quattro milioni di euro per la costruzione, con risultati fino ad ora alquanto deludenti (forse sarebbe opportuno informare la Corte dei Conti); a 150 metri esiste la discarica dei rifiuti urbani; non esiste alcuna alberatura; il riparo dei cani sembra precario sia d’estate che d’inverno, ed altro ancora.

C’è da dire tuttavia che, nell’ottica della tutela dei gatti randagi, ci risulterebbe che l’ex Assessore comunale ai LL. PP. di Trapani, Aldo Marchingiglio, abbia avuto la lodevole iniziativa di fare utilizzare il canile di via Tunisi, in via di chiusura, in gattile, facendolo ristrutturare adeguatamente. Tale intervento, se realizzato, toglierebbe, il più possibile, dalla strada i gatti randagi bisognevoli di cure o in potenziale pericolo di essere schiacciati da qualche automezzo e darebbe quindi alla nostra città una maggiore qualificazione civile, evitandole l’eventuale degrado cittadino, anche sotto questo aspetto. Ci auguriamo e speriamo che questo “gattile” possa essere realizzato al più presto quale segnale di civiltà e a tutela dei randagi.

 

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