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Livio Bassi nacque  a Trapani l’8 ottobre 1918, era figlio del Maggiore Angelo, caduto in combattimento all’età di 38 anni in Cirenaica nel 1927, e fratello di Aldo, futuro deputato della Repubblica e Sindaco di Trapani. Dopo aver frequentato la scuola militare della Nunziatella, nel 1936 fu ammesso a frequentare il Corso Rex della Regia Accademia Aeronautica di Caserta, dove ottenne il brevetto di pilota volando a bordo dei biplani da addestramento Breda Ba.25 e IMAM Ro.41.

La salda e completa preparazione acquisita negli anni dell’Accademia gli permise di raggiungere il Reparto nelle migliori condizioni per farsi onore. Provò un certo disappunto quando seppe di essere stato assegnato ad uno Stormo da bombardamento, perché il suo sogno era di entrare nella Caccia, cosa che ottenne dopo poco tempo. Appena iniziarono le ostilità con la Grecia, nel mese di ottobre 1940, fu inviato alla 395ª Squadriglia del 160º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre di stanza all’aeroporto di Berat, in Albania, Lunità , equipaggiata con i caccia Fiat C.R.42 “Falco”,  in più occasioni si coprì di gloria, meritando di essere citata nel “Bollettino”.  Ma quello che lui voleva era il contatto con il nemico, e finalmente il 4 dicembre nel cielo di Janina ci fu il primo avvistamento: impegnò combattimento ma vide solo i due apparecchi nemici sbandare e sparire, senza avere la sicurezza dell’abbattimento.                                                                                                                  E poi arriva il giorno 18, nel cielo di Valona: avvistati tre “Bristol Blenheim” che tentavano di raggiungere il porto, si lancia su di essi come un falco. Quelli rompono la formazione, buttano le bombe in mare e si mettono a picchiare in candela. Bassi ne insegue uno caparbiamente fino a sfiorare il pelo dell’acqua e lo abbatte. Dopo tre giorni ripete l’impresa, sempre nel cielo di Valona, aiutato da un gregario. Il 6 gennaio abbatte un altro “Bristol” e dopo due giorni, sopra Klisura, assieme ai compagni di gruppo, impegna combattimento contro una grossa formazione di “Gloster Gladiator”, cinque dei quali precipitano in fiamme, colpiti dai nostri cacciatori.                                   L’11 febbraio ben 18 velivoli vengono distrutti al suolo sul campo di Janina e due vengono colpiti mentre tentano di decollare. E arriviamo all’ultimo suo epico combattimento. E’ il 20 febbraio 1941, una formazione di 16 apparecchi da bombardamento, scortati da caccia tipo “Hurricane” e “Gloster Gladiator” si dirige verso la base della nostra 395ª Squadriglia. Il tempo di dare l’allarme e i nostri sfrecciano verso l’alto, il Tenente Bassi balza a bordo del suo velivolo senza casco, guanti e occhiali. Bisogna far presto, disturbare le pattuglie che effettuano il puntamento e difendersi dai caccia. La lotta è aspra e mortale, un primo aereo nemico precipita in fiamme, altri due si allontanano colpiti, un quarto cade privo di controllo. Bassi è colpito ad una gamba, ma insiste e viene colpito al capo, stretto fra tre Hurricane  ,tra cui quello pilotato dall’asso Marmaduke Pattle.          Il suo apparecchio si incendia, ma lui lo vuole riportare al campo e vi riesce, però in fase di atterraggio l’aereo cappotta avvolto dalle fiamme. Bassi viene tirato fuori da quel rogo e lo aspettano due mesi di sofferenze presso l’ospedale, ma dopo, quel corpo martoriato non ce la fa più.                     Per le ustioni riportate, muore il 2 aprile 1941 all’Ospedale militare del Celio.

A Livio Bassi è stato intitolato, nel 1949, il vecchio Aeroporto militare di Chinisia nei pressi di Trapani, dove fu eretto un monumento con un suo busto, e, dal 1961, il nuovo Aeroporto militare di Trapani-Birgi sede del 37º Stormo. La Sezione dell’Associazione Arma Aeronautica di Trapani porta il suo nome, e la sua città natale gli ha intitolato un Istituto Comprensivo Statale. Il comune di Erice gli ha intitolato una via.

Gli fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione:

«Arditissimo pilota da caccia di provato valore partecipava a numerose ed alle più rischiose azioni di guerra compiute dal suo reparto abbattendo con azione individuale 4 velivoli nemici. Durante un bombardamento aereo sul proprio campo, eseguito da preponderanti forze aeree nemiche scortate da caccia, partiva subito in volo affrontando l’impari lotta con suprema audacia e slancio incomparabile, contribuendo a stroncare l’offesa avversaria e ad abbattere due apparecchi. Rimasto ferito, con il velivolo gravemente danneggiato, anziché salvarsi col paracadute, tentava rientrare al campo; ma, nel generoso tentativo, ai limiti del campo stesso rimaneva avvolto dalle fiamme sprigionatesi dai serbatoi forati. Gravemente ustionato veniva soccorso e trasportato all’ospedale dove, dopo due mesi di atroci sofferenze, chiudeva serenamente la gloriosa giovane vita nella visione della Patria vittoriosa, già da lui tanto mirabilmente servita.»
— Cielo della Grecia, ottobre 1940 – febbraio 1941.
— R.D. 26 novembre 1941[9]

 

Purtroppo la foto del 2015 mostra, impietosamente, lo stato di degrado del monumento. Il busto non esiste più, ma almeno la lapide potrebbe essere oggi restaurata – o rifatta – per ricordare un eroe trapanese. Lasciamo alla sensibilità dei nostri amministratori di valutarne la fattibilità.

 

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