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Ogni qual volta si verifica una situazione di emergenza, dovuta ad aggressione di cani randagi contro le persone o come quella avvenuta nei giorni scorsi sul Lungomare Dante Alighieri e nell’area alle spalle dell’Università degli Studi per il contenimento del randagismo, si torna a parlare della costruzione, tenuto conto della insufficienza dell’attuale, del canile intercomunale, anche per gatti (Comuni di Trapani, Erice, Valderice, Paceco, San Vito Lo Capo, Custonaci, Buseto Palizzolo e Favignana) con annesso un rifugio sanitario, dotato anche di spazi adeguati per “l’ora di liberta” dei cani.

Per la realizzazione di tale struttura il Comune di Trapani ha risorse finanziarie accantonate per quattro milioni di euro, ritenuti sufficienti per portare a compimento un’opera di grande utilità per la società e per la lotta al randagismo.

Invero la L.R. 15/2000 detta norme affinché i Comuni si dotino di canili e rifugi sanitari. Tuttavia risulterebbe che pochi Enti, nonostante il lungo tempo trascorso, si siano attenuti alla legge, sicuramente per difficoltà nel reperire i fondi finanziari necessari per la realizzazione delle strutture. Sentiamo l’obbligo morale di constatare che se si fosse già realizzato il canine intercomunale a Trapani, non avremmo assistito alle visioni televisive, mandate in onda dalle TV locali, con scene “da Ucraina” terrificanti di cani terrorizzati, impazziti dalla paura, inseguiti dai “tiratori scelti” con fucili carichi di proiettili con anestetizzanti pronti a sparare sui poveri animali, qualcuno si è buttato a mare per sfuggire alla cattura, qualche altro è morto.

Cattura contro il randagismo divenuta necessaria per tutelare l’incolumità delle persone, ma che poteva forse essere condotta, a nostro avviso, con più umanità, nonostante la presenza di un medico veterinario.

Ma ci domandiamo, i cani che colpa hanno se nascono e crescono per strada o vengono abbandonati a volte dagli stessi proprietari?

I cani sono essenzialmente amici dell’uomo, tuttavia vivendo allo stato brado e in branco quasi sempre diventano aggressivi e pronti a mordere.

Ma torniamo al canile intercomunale di Trapani, struttura estremamente necessaria, per manifestare anzitutto che il luogo scelto, in contrada Cuddia, sebbene confiscato alla mafia e quindi ormai patrimonio del Comune, è assolutamente
inadeguato per una serie di motivi.

Principalmente perché la sua ubicazione è lontano dalla città di Trapani ed in un luogo isolato, solitario e quindi soggetto ad atti vandalici, non ci sono servizi pubblici di collegamento e la strada di accesso è intransitabile per smottamenti fangosi che la rendono pericolosa soprattutto in inverno, rendendo così impossibile il raggiungimento del canile da parte di chi voglia adottare icani, la presenza poi di un torrente che lambisce il terreno confiscato, in caso di straripamento metterebbe a rischio la vita dei poveri cani. Bisogna trovare un altro terreno che risponda a determinati requisiti di idoneità.
Ricordo che bisogna spendere bene e presto i quattro milioni di euro messi a disposizione dall’Assessorato Regionale della Sanità e dalla Provincia Regionale, rispettivamente due milioni ciascuno, in favore del Comune di Trapani.

 

 

 

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