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“IUS SOLI TEMPERATO” E “IUS CULTURALE”

di Pino Alcamo

Una proposta di legge, già approvata dalla Camera dei deputati, che il Senato della Repubblica avrebbe dovuto approvare prima delle ferie estive, prevede l’acquisto della “cittadinanza italiana” da parte dei figli degli immigrati nati o cresciuti in Italia, in base allo  “Ius soli”. -

Presentata dal “Partito democratico”, ha incontrato l’opposizione della Lega, del Movimento 5 Stelle, del Centrodestra, secondo i quali vengono create illusioni e false sperante nonché l’incremento degli sbarchi. -  Il Centrodestra si è ricompattato contro il provvedimento, ed è già pronta una mobilitazione per promuovere un “referendum abrogativo”. -

Secondo il Presidente del Consiglio dei Ministri, “lo ius soli” è una legge di civiltà (“la Repubblica”, p. 2 del 18-6-2017). -

Il Segretario della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha criticato l’opposizione del Carroccio e del Movimento 5 Stelle, giudicandola “comportamento ignobile” (“la Repubblica”, p. 6 del 19-6-2017). -

Cresce, comunque, il “fronte del no” e anche il Ministro degli Esteri ha dichiarato che “è meglio parlarne in autunno” (“la Repubblica”, p. 5 del 18-6-2017). -

Il Governo era quasi pronto “a porre la fiducia” perché anche alcuni Ministri sostenevano che bisognava riconoscere “più diritti agli italiani di fatto” (“la Repubblica”, p. 69 del 5-7-20179). -

L’esame della proposta di legge, tuttavia,  è slittato a Settembre. -

In atto, nell’ordinamento dello Stato Italiano, l’acquisto della cittadinanza è regolato dal principio dello “Ius sanguinis”, per cui diventa cittadino italiano chi è figlio di italiani. – La legge 5-2-1992, n. 91 prevede, tuttavia, altri casi di acquisto della cittadinanza italiana, tra cui quello di “figlio di ignoti, trovato nel territorio della Repubblica, che non sia in possesso di altra cittadinanza”. -

Chiaramente, questa ipotesi di acquisto potrebbe riguardare tutti i minori arrivati in Italia a migliaia senza genitori, anche se la proposta di legge in discussione sul “ius soli” non lo prevede. -

La proposta di legge prevede, invece, due criteri di attribuzione della cittadinanza italiana: “Ius soli temperato” e “Ius culturale”. -

In base al primo criterio, diventa cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso di permesso Ue per soggiorni di lungo periodo. -

In base al secondo criterio, diventa cittadino italiano il minore straniero, nato in Italia o che vi abbia fatto ingresso entro i 12 anni, che ha frequentato  un percorso formativo per almeno cinque anni in Italia.- Anche in questo caso i genitori devono essere in possesso di un permesso di soggiorno. -

Le norme valgono anche per gli stranieri, maggiori di venti anni, che posseggano i requisiti dello “ius temperato” o dello “ius culturale”. -

II

Secondo i dati dell’Istat, aggiornati al 1° Gennaio 2016, i minori stranieri in Italia erano circa un milione. – Trattasi di ragazzi nati in Italia, che frequentano le scuole. -

I “potenziali nuovi italiani”, beneficiari immediati della proposta di legge dopo l’approvazione, sarebbero 800.600, di cui 634.592 in base allo ius soli temperato, 166.008 in base allo ius culturale. -

Beneficiari futuri sarebbero 58.500 all’anno, di cui nati in Italia 45-50.000, nati all’estero 10-12.000 (“Libero”, p. 8 dell’ 11-7-2017). -

Secondo il Partito Democratico, che ha proposto la legge in esame, l’approvazione della medesima, anche da parte del Senato della repubblica, allineerebbe l’Italia ad altri paesi europei come Francia, Germania, Gran Bretagna (“la Repubblica”, p. 4 del 21-6-2017).-

In Francia, ogni bambino nato da genitori stranieri diventa francese al compimento di 18 anni se ha vissuto stabilmente nel Paese per almeno 5 anni.-

In Germania, è automaticamente cittadino tedesco chi nasce nel Paese, se almeno uno dei genitori risiede regolarmente in esso da almeno 8 anni. -

Nel Regno Unito, in effetti, acquista la cittadinanza chi nasce da un genitore con permesso di soggiorno a tempo indeterminato, percorso facilitato per i figli di stranieri residenti da almeno 10 anni. -

In Spagna, il bambino nato ivi da genitori stranieri acquista la cittadinanza dopo un anno di residenza. -

In Danimarca, occorrono 9 anni di residenza e bisogna superare esami di lingua, storia, struttura sociale e politica del Paese. -

In Svezia, la riforma del 2006 prevede l’acquisto della cittadinanza per i minori che hanno vissuto per 5 anni nel Paese. -

In Belgio, l’acquisto della cittadinanza è automatico se si è nati sul territorio nazionale, ma al compimento dei 18 anni ovvero  dei 12 se i genitori risiedono da almeno 10 anni. -

In Grecia, i figli di immigrati acquistano la cittadinanza se i genitori  sono residenti da almeno 5 anni. -

In Austria, la naturalizzazione richiede 10 anni di residenza, perché viene considerata come riconoscimento di una “integrazione riuscita”. -

Se ne deduce che i paesi citati si avviano al riconoscimento dello “ius soli temperato” e dello “ius culturale” quali criteri di attribuzione della cittadinanza con taluni aggiustamenti. -

In Europa, comunque, è possibile l’acquisto della cittadinanza pagando. – In molti paesi europei, chi porta soldi  o crea aziende  può ottenere in fretta residenza e passaporto con una spesa che inizia da 150 mila euro. -

Così avviene nel Regno Unito, in Irlanda, in Spagna, in Portogallo, in Belgio, in Lettonia, in Austria, in Ungheria, in Grecia.- Per ognuno di tali paesi, varia, ovviamente, l’ammontare dell’investimento richiesto e il  numero di anni per l’acquisto di residenza e passaporto (“la Repubblica”, p. 6 del 21-6-2017). -

III

Da qualche tempo si discute se l’acquisto della cittadinanza debba essere determinato dal “sangue”, ossia la discendenza da almeno un genitore già cittadino del nuovo paese, ovvero il “suolo”, vale a dire il semplice fatto di essere nato nel territorio del medesimo. -

Alcuni paesi adottano un sistema misto, altri hanno scelto l’uno o l’altro criterio. – I principi che determinano la scelta appaiono chiari e alternativi. -

I paesi che adottano il criterio dello “ius sanguinis” hanno scelto il principio della “linea ereditaria”, che si trasmette di padre in figlio. – Quelli che adottano il criterio dello “ius soli”, condividono l’idea che ogni individuo possa liberamente accettare le leggi vigenti nello Stato in cui è nato. -

La giustificazione della adozione del criterio dello “ius soli”, in presenza di taluni requisiti, è evidente. -

Da tempo le legislazioni moderne hanno cancellato il principio arcaico, secondo cui le colpe dei padri ricadano sui figli. – Pertanto, gli Stati Nazionali hanno una conformazione politica del tutto indipendente dalla provenienza etnica degli abitanti. -

Gli Stati Uniti d’America, ad esempio, che rappresentano una delle più grandi democrazie del mondo, adottano il criterio dello “ius soli”, pur essendo formati da cittadini di provenienza eterogenea. -

Qualche secolo addietro parecchi emigranti italiani sono diventati cittadini americani avendo accettato  le leggi vigenti dello Stato che li aveva accolti. -

Alcuni paesi europei, invece, adottano, talvolta, una legislazione mista o diversa e incerta, perché hanno una storia più complessa, determinata da lunghi possedimenti coloniali, in cui la componente etnica ha segnato distinzioni particolari. -

In essi, tuttavia, non si tiene conto che la distinzione dei criteri “ius sanguinis” “ius soli” costituisce una conquista di civiltà e di democrazia, che nasce dalla vittoria sul nazi-fascismo. -

Il nazi-fascismo non riconosceva la distinzione.- Predicava lo “ius sanguinis”e lo “ius soli” in un vincolo razziale, che caratterizzava la sua politica interna ed esterna (“Sangue e suolo” di Paolo Lombardi e Gianluca Nesi, all’Insegna del Giglio). -

IV

Secondo chi si oppone alla concessione della cittadinanza, sarebbero 160 i paesi nel mondo che non adottano lo ius soli. – Inoltre, gli 800 mila nuovi italiani, divenuti tali immediatamente, e i 60 mila annuali comporterebbero inevitabili ricadute sul sistema sanitario, sulla previdenza e sulla occupazione. – Perché, chi acquista la cittadinanza ha, oltre ai doveri, nuovi diritti. -

Crescono, inoltre, in tutta Europa, gli attentati, opera di figli radicalizzati di immigrati di seconda generazione. -

Ebbene, anche dopo l’attentato di Barcellona del mese di Agosto, il Presidente del Consiglio rilancia che lo “ius soli” resta una “idea civile”, mentre la Destra lo attacca, definendo “ folle la riforma” (“la Repubblica”, p. 10 del 20-8-2017). -

Il telegiornale odierno (ore 13,30 del 21-8-2017) di Rai uno ha comunicato che anche Papa Francesco avrebbe auspicato che i migranti vengano accolti in base allo “ius soli”. -


 

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