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di Filippo Camuto

Non sono bastati fiumi di inchiostro consumati in diversi articoli, sia quotidiani che di riviste, per commentare e chiedere agli organi istituzionali ed ai rappresentanti politici locali, regionali e nazionali, la musealizzazione della nave oneraria romana del III secolo d.C. a Trapani. Ad onore della verità c’è da dire che l’On.le Paolo Ruggirello si è interessato della nave romana, mettendo, a disposizione degli Enti pubblici interessati, il proprio terreno a Marausa, ove edificare il Museo del Mare e quindi ricoverare il predetto reperto archeologico. Anche il candidato Sindaco, Dott. Piero Savona, ha richiesto la musealizzazione della nave romana a Trapani nei suoi vari interventi elettorali. Tale reperto, come è noto, è stato scoperto nel punto mare del Comune di Trapani, a Marausa, da due sub trapanesi, Tony Di Bono e Dario D’Amico. In conseguenza di ciò è stato costituito un Comitato cittadino spontaneo pro nave romana che si è occupato incessantemente del ricovero della nave a Trapani. Al riguardo c’è da dire che è stato demandato all’ex Sindaco Damiano, dal Consiglio Comunale, dalla Pro Loco di Trapani ed anche dal predetto Comitato, principale collaboratore, l’onere di interessarsi fattivamente della musealizzazione della nave a Trapani. Tuttavia il primo cittadino non è riuscito a “portare in porto” l’importante reperto, nonostante la sua autorità e la carica istituzionale di primo cittadino gli abbia dato ampia facoltà d’azione di gestire l’evento nell’interesse della città. Forse non ha trovato la sponda politica giusta ed utile (i famosi poteri forti), sebbene avesse governato la città per lunghi anni.

Su questa Rivista abbiamo ampiamente trattato l’argomento che ci occupa, ma la nostra voce è caduta nel deserto. Abbiamo più volte scritto che non siamo animati da sterile campanilismo, ma soltanto si è trattato di destinare alla nostra città un reperto archeologico che ci appartiene per “ius loci”, per legittima consuetudine, ed altro.

Il Satiro danzante è stato trovato nel mare di Mazara del Vallo ed ivi è stato musealizzato, così la nave punica a Marsala. Nessuna città viciniore li ha richiesti. Recentemente è stata scoperta una nave romana del I secolo d.C. in quel di Comacchio, ma questa non è stata reclamata da nessun museo della zona.

A Trapani invece avviene il contrario. Infatti, si vuole sottrarre, con fine strategia e lavorando sotto traccia, la nave romana destinandola ad altro museo, approfittando del solito comportamento civile dei trapanesi.

Trapani, come scrive il Prof. Salvatore Costanza, «è una città volenterosa ma ingenua, sicura nelle sue possibilità di progresso».

Ci sentiamo pertanto traditi; forse siamo dimenticati anche da chi ha l’obbligo di interessarsi del divenire del Capoluogo. I Trapanesi capiscono, non reagiscono e spesso, purtroppo, tacciono. Nella fattispecie, però, pensano e manifestano che la naturale destinazione della nave sia quella di collocarla in un museo a Trapani (per esempio, Polo museale provinciale della Sezione Archeologica del Museo Pepoli o Complesso S. Domenico) e pertanto non condividono assolutamente le direttive non logiche ed inopportune che non tengano conto delle giuste aspettative dei Trapanesi. Ci risulta che anche i turisti ed i visitatori, in transito nella nostra città, abbiano condiviso e manifestato la giusta e fondata richiesta di Trapani.

Siti, ove ricoverare la nave, ne esistono diversi a Trapani. Infatti, tecnici ed esperti del settore, nonché la cittadinanza attiva, affermano che, fra tutti, essa deve essere collocata nel complesso monumentale di S. Domenico, già disponibile, e ciò può avvenire senza alcuna spesa di rilievo, a parte l’impianto di climatizzazione, già predisposto. Si dice anche che essa dovrebbe essere affiancata alla nave punica a Marsala che, come scrive l’illustre archeologo Dott. Giuseppe Agosta, nella sua storica pubblicazione, punica non è.

In Gran Bretagna tutte le navi romane sono state recuperate ed è stato eseguito il loro montaggio. Ora sono in bella mostra, nel luogo più vicino al ritrovamento, con grande soddisfazione di milioni di turisti e visitatori. Infine c’è da dire che anche il Comitato Cittadino spontaneo pro nave oneraria romana, insiste per una soluzione di giustizia che riconosca la fondatezza delle ragioni, sotto tutti gli aspetti, di esporre la nave nel complesso monumentale di S. Domenico in Trapani, come parte integrante del Polo Museale Provinciale del Capoluogo.

In relazione a quanto precede, ci appelliamo e chiediamo con forza, ancora una volta, a chi ci rappresenta alla Regione Siciliana ed al Parlamento di Roma, affinché mettano in atto il loro dovuto e fattivo interessamento finalizzato ad allocare la nave a Trapani, com’è giusto che sia.

TRAPANESI SVEGLIAMOCI, dobbiamo essere pieni protagonisti della nostra Trapanesità, non ci possiamo rassegnare, vogliamo riprenderci la nostra nave e rivendichiamo la legittimità della musealizzazione a Trapani di essa.

 

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