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OTTIMA STAGIONE ESTIVA DEL 69° LUGLIO MUSICALE

di Elio D’Amico


A Trapani non sempre ciò che è buono ottiene il giusto riconoscimento: spesso se una persone lavora bene, viene messa da parte per fare posto a chi è parente o amico di… oppure soltanto per la logica della spartizione politica.

Spesso, ma non sempre.

È di questi giorni, infatti, la notizia che il Dott. Messineo, Commissario al Comune di Trapani, e quindi Presidente protempore dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, ha confermato nel suo duplice incarico di Amministratore Delegato e di Direttore Artistico Giovanni De Santis che, dopo alcuni anni di buio profondo, ha riportato l’ente trapanese alla qualità del passato.

Forse perché il Commissario non è condizionato dai partiti, forse perché non è nemmeno trapanese, fatto sta che ha saputo mantenere la persona giusta al posto giusto; dobbiamo allora sperare che Trapani resti eternamente commissariata per uscire dagli inciuci del sottobosco politico e lavorare seriamente per il bene della città?

Noi spereremmo che quest’azzeramento dei vertici politici locali possa essere foriero di un rinnovamento anche nella gestione della cosa pubblica, ma, per rimanere in tema musicale, quasi sempre gli orchestrali cambiano, ma la musica resta sempre la stessa.

Intanto De Santis è già al lavoro per organizzare la prossima stagione lirica: alcuni progetti sono già stati avviati.

Alla sua riconferma ha sicuramente contribuito la buona qualità della stagione 2017, che ha offerto un programma sicuramente di ottimo livello qualitativo.

In verità dobbiamo dire che la stagione del “Luglio” non era cominciata nel migliore dei modi: prima opera in programma “Aida”, da sempre un cavallo di battaglia dell’ente trapanese.

Ma il pubblico, accorso numerosissimo, ha assistito ad una rappresentazione che, eufemisticamente, non possiamo definire tra le più riuscite.

Le premesse per un ottimo spettacolo c’erano tutte: cantanti di buon livello, una bella scenografia… ma è venuta meno nei due cardini principali, la direzione musicale e la regia.

La direzione e l’orchestrazione del Maestro Andrea Certa – ci dispiace dirlo – è sembrata alquanto piatta, poco intonata allo spirito guerriero dell’opera; è sembrata migliore, infatti, nell’ultimo atto, in cui l’opera assume una musicalità più intimistica; un’opera che probabilmente non è nelle corde del Maestro Certa, che in tutte le precedenti occasioni abbiamo sempre apprezzato per la sua esecuzione.

Unico a salvarsi, il coro.

Improponibile la regia di Davide Garattini Raimondi per assoluta mancanza di fantasia ed errori e distrazioni che non verrebbero perdonati nemmeno nella più modesta compagnia parrocchiale.

Tutta un’altra musica – lo possiamo ben dire – con “La Cenerentola”: una direzione musicale – quella di Dejan Savic – assolutamente in linea con la briosità della musica di Rossini, ed una regia, di Aldo Tarabella, ricca di invenzioni, che ha saputo cogliere con professionalità e maestria la brillantezza dell’opera rossiniana, e che ha portato il pubblico spesso a sorridere come si conviene in un’opera buffa.

Di straordinario interesse le belle scene e soprattutto i costumi, ispirati a quelli originali che Lele Luzzati aveva disegnato per quest’opera.

E se “La cenerentola”, ha portato al sorriso il pubblico, “La Boheme” lo ha certamente profondamente commosso; merito soprattutto della stupenda direzione orchestrale di Niksa Bareza, che ha saputo dare il giusto pathos a quella che è uno dei manifesti del romanticismo; la vicenda di Rodolfo e Mimì ha commosso il pubblico, che ha lungamente applaudito tutti gli interpreti.

Ma anche la regista Stefania Menighini ha avuto i suoi meriti spostando la vicenda di un secolo, per renderla più vicina al pubblico contemporaneo, ambientando la vicenda in una Parigi che vede i primi fermenti di un’arte diversa, quella di Picasso e di Modigliani; ne è venuta fuori una miscela – tra musica ed immagini – che ha totalmente coinvolto emotivamente il pubblico.

Di grande qualità anche le opere da camera presentate nella cornice del chiostro di San Domenico: ”La voce umana” è stata preceduta dal film ispirato a Jean Cocteau e stupendamente interpretato da Anna Magnani, creando una perfetta simbiosi con l’opera di Poulenc.

Grandi applausi per il balletto “La boutique fantasque” musicata da Ottorino Respighi sugli appunti di Gioachino Rossini: una musica trascinante ed un balletto eseguito alla perfezione sulle coreografie e la regia di Antonio Aguilla Carralero.

A seguire “Il campanello”, un divertente atto unico di Gaetano Donizetti, molto gradito al pubblico grazie anche alla bravura degli interpreti.

Un occhio è stato strizzato anche ai giovani: con la collaborazione del Conservatorio Scontrino, proprio nel quartiere degradato in cui sorge il conservatorio, è stata organizzata una settimana dedicata a giovani formazioni rock, con stage, master class e concerti che hanno entusiasmato soprattutto gli spettatori più giovanili: un modo concreto per avvicinare i giovani alla musica, qualunque essa sia.

La stagione è stata completata da alcuni concerti classici di ottima qualità; ciò che latita, come abbiamo spesso sottolineato, è la prosa.

La prosa si è tuttavia ampiamente riscattata nella 50^ edizione della rassegna del Teatro Antico di Segesta; in Nicasio Anzelmo il festival ha ritrovato un Direttore Artistico di grande spessore e dalle indiscusse capacità organizzative.

A Segesta quest’anno l’hanno fatta da padrone i classici, dalla tragedia greca alla commedia latina, senza dimenticare autori più moderni come Machiavelli o Shakespeare; molti testi sono stati rivisitati ma, fortunatamente, senza alterarne l’originario spirito.

Molto più popolare il programma del teatro San Barnaba di Valderice, che una volta ospitava attori e compagnie di livello nazionale, ed ora – con qualche rara eccezione – si limita soprattutto alle iniziative a costo zero, ma che tuttavia riescono a riempire il teatro e ad offrire una serata diversa agli abitanti dell’agro ericino.

Più variegato il programma di Custonaci che, tra la cittadina e Cornino, ha offerto manifestazioni di vario genere, dalle passeggiate naturalistiche agli eventi sportivi, dalla presentazione di libri al folklore, dalle manifestazioni culinarie ai concerti; a Custonaci, davvero c’è stato il progetto di soddisfare tutti i gusti e l’impegno di portare nella città dei marmi visitatori dagli svariati interessi.

Un’estate, tutto sommato, che dà una svolta di timone, con più luci che ombre; in cui, se non si è tornati alla qualità assoluta, tuttavia è stata offerta una diversificazione di buon livello, in grado di accontentare sia il palato di chi vuole semplicemente trascorrere una serata all’aria aperta, sia di chi vuole partecipare ad una manifestazione che, in qualche modo, lo possa arricchire.

Che i nostri amministratori si siano finalmente svegliati ?

Lo vedremo nei prossimi mesi, se si tratta di un risveglio totale o di un periodo di dormiveglia.

 

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