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TRAPANI, CITTA’ ABBANDONATA ALLA MALEDUCAZIONE STRADALE E ALLA VIOLENZA DI TROPPI CONDUCENTI

di Pino Alcamo

I

Giri per la città in lungo e in largo. Percorri le arterie principali, in centro e nelle periferie. Segui le strade primarie e quelle secondarie. – Di mattina, di pomeriggio, nelle ore di punta, la domenica, nelle festività, nei giorni feriali. -

L’assenza è totale. L’invisibilità altrettanto. Di un vigile urbano nemmeno l’ombra. Neanche per errore. – L’organico è di gran lunga inferiore alle esigenze di una città di circa 65 mila abitanti, che aumentano nel periodo estivo. Di fatto tale organico inadeguato presenta una scopertura notevole. -

Questa, ormai da sempre, risulta la spiegazione e la giustificazione della mancanza di un adeguato controllo, da parte dei vigili urbani, della circolazione stradale a Trapani,  ormai lasciata all’abuso, alla  violenza, alla maleducazione, alla prepotenza, alla prevaricazione di troppi utenti. -

Perché sia chiaro. – Non manca la disciplina del traffico urbano, non mancano le norme, specifiche e generiche, non mancano le sanzioni applicabili. – Difetta l’applicazione di esse. – E’ assente chi, per competenza e per dovere, dovrebbe applicarle. -

Taluno osa dire che i Comuni stanziano nei bilanci le somme incassate con la contestazione delle violazioni del codice della strada. – “Con l’autovelox i comuni in rosso risanano i bilanci” si sostiene. – In Sicilia si verifica un record di contravvenzioni per l’alta velocità. I controlli aumentano d’estate e la stangata riguarda soprattutto i villeggianti (“la Repubblica”, pag. 11 del 4-8-2017). – Per tale ragione  I comuni spingerebbero i vigili urbani ad incrementare il controllo della circolazione stradale. – Sarà anche vero. Tuttavia, gli autovelox vengono solitamente installati fuori dai centri abitati. – Pertanto, riferita alle città, la circostanza appare una delle tante banalità, che circolano in materia. -

Se il Comune di Trapani adottasse tale politica nel controllo della circolazione stradale cittadina, davvero potrebbe incassare somme considerevoli. -

La maleducazione, la mascalzonaggine, il menefreghismo, la violenza dei conducenti di veicoli stradali non ha limiti, non ha misura, non ha ritegno.E’ questa la realtà amara. -

II

Me ne rendo conto quotidianamente, non solo perché, per brevi tratti, guido anche io una autovettura. Lo osservo e lo constato dalla visuale della veranda di casa mia, dalla quale potrei descrivere tutte le vicende del traffico urbano, anche se limitato ad una zona, divenuta principale. – Vicende innumerevoli, ripetute, paradossali, al limite, a volte, dell’atto delinquenziale. -

La prima violazione riguarda l’omessa segnalazione della direzione del veicolo. – Come se il veicolo non fosse munito delle frecce apposite. -

Il conducente si immette repentinamente nello spazio, utile per posteggiare. Omette di segnalare preventivamente tale direzione di marcia con assoluta noncuranza. – Uguale manovra omissiva compie nel ripartire, immettendosi nel flusso della circolazione. – Nell’arco di circa mezz’ora, decine di veicoli compiono le manovre descritte, senza mai rispettare il codice della strada. – Eppure, segnalare la manovra da compiere è una regola fondamentale nella circolazione stradale. -

Trattasi di regola che quasi nessun conducente rispetta. La ignora come se non l’avesse mai appresa. -

Il fenomeno si ripete lungo tutte le vie. – Stai guidando attentamente, con circospezione attesa la negativa esperienza, quando, improvvisamente, dal posteggio laterale, sia destro che sinistro, parte a razzo il veicolo fermo, senza alcuna segnalazione, senza che chi lo conduce si preoccupi di controllare la sopravvenienza di altri veicoli. -

III

Il conducente, che arriva, alla ricerca di uno spazio per posteggiare, se non lo trova, lascia tranquillamente il veicolo in doppia fila. Lo chiude a chiave e si allontana scomparendo. Spesso si infila nei negozi della zona, facendo perdere le sue tracce. -

Quando il conducente del veicolo, bloccato dall’auto in doppia fila, ritorna, da inizio ad un concerto di clacson, che dura ininterrottamente sino alla ricomparsa di chi gli ha bloccato la marcia. -

Lo spettacolo si ripete, nell’arco della mezz’ora della mia osservazione, innumerevoli volte, talora originando liti verbali piuttosto pesanti. -

Ma, in zona, il concerto dei clacson resta un fenomeno costante, abituale, generalizzato. – Qualsiasi rallentamento della circolazione, qualsiasi breve intoppo, qualsiasi pretesa violazione del diritto di precedenza o di altro genere origina l’uso di clacson cumulativo, assordante. -

Dover moderare la velocità, rallentare la marcia del veicolo per una causa qualsiasi, diventa quasi un offesa per il “bravo automobilista”, che per un attimo vede ostacolato o rallentato l’uso del “proprio giocattolo”. -

Eppure dovrebbe sapere che l’uso del clacson è consentito solo in casi di emergenza, anche nel rispetto del divieto di inquinamento acustico, che risulta dannoso per tutti. -

Ad un esame per “ausiliario del traffico” venne posta al candidato la domanda della specificazione dei casi in cui era consentito l’uso del clacson. – La risposta potrebbe spiegare “i concerti prima ricordati”. – Il candidato precisò che il clacson serviva per “salutare qualche amico”. -

IV

Il “rispetto del diritto di precedenza stradale” nessun conducente, ormai, sa cosa sia. -

Agli incroci, anche se segnalati dallo Stop, orizzontale e verticale, nessun conducente si ferma, o modera la velocità, o consente ad altri, aventi diritto,  di proseguire la marcia. -

Anche il conducente, che usufruisce del diritto di precedenza, ignora che, approssimandosi ad un incrocio, deve moderare la velocità e, all’occorrenza, fermarsi. -

Nelle strade cittadine di oggi, occupate dal posteggio delle auto in entrambi i lati della carreggiata, dove lo spazio di transito si riduce spesso ad un cunicolo, la velocità, mantenuta dai veicoli, resta pericolosa, anche quando il tratto percorribile risulti breve. -

Da una strada principale, o meno, ci si immette in una strada secondaria a velocità sostenuta, senza prevedere la esistenza o la presenza di un ostacolo, spesso umano. -

Alla guida di un qualsiasi veicolo si diventa forsennati, imprudenti oltre misura, irresponsabili. -

Probabilmente convinti a torto di diventare “padroni della strada”. Specie se si conduce un “veicolo di grande cilindrata o di grandi proporzioni”, come è d’uso adesso. -

Allora, “più è grande il veicolo guidato, più cresce, spesso, la prepotenza, la convinzione di dominare la strada”. -

A volte la velocità del veicolo proveniente è tale, che, pur avendo controllato attentamente la strada  alle tue spalle, non ti resta il tempo necessario per immetterti nella circolazione, pur avendo segnalato tempestivamente la manovra. -

Si corre. – Corrono tutti. – Una corsa del nulla. – Quasi mai giustificata. – Quasi mai razionale e necessaria. -

Alla guida di un veicolo si diventa “padreterno”, senza limiti e senza freni. -

Ricordo una aneddoto banale.- In compagnia di alcuni medici, sopravviene un loro collega, il quale lieto e sorridente dichiara: “Con la mia “Alfaromeo”  sulla salita ho fatto mangiare polvere ad un “seicentista”.- Stupore del gruppo per  la manifestazione di cretinaggine di un professionista. -

V

Tutto sommato, il “posteggio il doppia fila” finisce col diventare la violazione meno grave nel posteggio irregolare del veicolo. -

Oramai, si posteggia ovunque, in ogni luogo, in ogni spazio, in ogni modo. – Senza ritegno, senza responsabilità, senza preoccupazione alcuna. -

Si occupano tranquillamente e abusivamente gli “spazi riservati ai disabili”, comportamento di recente ritenuto dalla Corte di Cassazione idoneo ad  integrare il reato di violenza privata. -

Si occupano gli spazi degli scivoli dei marciapiedi. – Si occupano i passi carrabili, spesso impedendo all’avente diritto di guadagnare la strada per un tempo imprecisabile. – Quando alla fine l’autore si presenta, non solo non chiede scusa, ma adduce una esigenza improvvisa, solamente ridicola. -

Si posteggia obliquamente sui marciapiedi, tra due veicoli regolarmente in sosta, costretti a mille manovre per guadagnare la strada. -

Si posteggia agli angoli delle strade, violando almeno tre norme del codice stradale. -

Si posteggia abbandonando il veicolo al centro della strada o quasi. -

Ma dal mio osservatorio ho visto violazioni più gravi. – Ho visto soggetti trasportati reggenti bambini sulle ginocchia, senza alcuna cintura di sicurezza. – Ho visto soggetti trasportati con le gambe fuori dal finestrino anteriore destro e i piedi poggiati sullo specchietto retrovisore.- Ho visto conducenti guidare, fumare, usare lo smartphone contemporaneamente. -

VI

Anche i pedoni, che sono gli utenti deboli della strada, commettono irregolarità.- Attraversano la strada nelle maniere più imprevedibili. – Camminano ai bordi del marciapiede, ovvero in maniera trasversale da un marciapiede all’altro. – Raramente aspettano per transitare sugli attraversamenti pedonali e, dove vi sono e restano visibili, passano nei pressi degli stessi. -

Tali attraversamenti sono diventati il luogo più pericoloso della strada. – Perché nessun conducente li rispetta, rallentando la velocità o fermandosi per consentire l’attraversamento del pedone. -

Da pedone, a volte, ho aspettato a lungo che qualche conducente civile mi consentisse l’attraversamento. – Quando ciò è accaduto e il conducente si è fermato, è stato superato da altro conducente sopravveniente. -

Del resto, è il tipico caso mortale verificatosi lungo la Via Fardella della città sabato 22 Luglio 2017.- Secondo le notizie di stampa, una donna attraversava le “strisce pedonali” da destra verso sinistra della carreggiata; il conducente del Bus si è fermato per consentirle l’attraversamento; il conducente di un auto ha sorpassato il bus, investendo la donna e trascinandola sull’asfalto per circa cinquanta metri, uccidendola sul colpo.-

Le cronache riferiscono che il conducente, un giovane diciannovenne, è stato arrestato per omicidio stradale essendo stato trovato in preda alla droga (“Giornale di Sicilia”, p.19 del 23-7-2017; p. 18 del 26-7-2017). -

Alla guida dei veicoli occorre molta prudenza, molta sicurezza, molta calma. -

Secondo una recente ricerca della società assicuratrice Direct Line, invece, gli italiani al volante si arrabbiano con facilità e perdono la pazienza. – Di fronte alla violazione altrui si sbraita, si alza “il dito medio”, “si sciorinano insulti e imprecazioni dal finestrino”, “si cagionano risse”. -

Tipico il caso avvenuto l’11 Luglio del 2017 sulla strada provinciale della Valsusa.- Un giovane motociclista, con a bordo la fidanzata,  reagisce al conducente di un furgone, che gli nega la precedenza, colpendo lo specchietto retrovisore sinistro del mezzo.- Quegli lo insegue per quasi un chilometro, superando altri veicoli, fino a raggiungerlo e speronarlo violentemente.- La ragazza muore sul colpo, il ragazzo subisce la perdita di una gamba.- Trattasi di omicidio doloso (“la Repubblica”, p. 16 del 12-7-2017). -

La situazione non potrà migliorare, almeno sino a quando “l’educazione stradale non verrà impartita nelle scuole”. -

Spesso ripenso alla risposta di  quello straniero che, durante una intervista, richiesto di un parere sul modo di guidare degli italiani, disse: “Metteteli in galera e buttate la chiave”. -

Un paradosso, ovviamente, … ma fino ad certo punto. -

 


 

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