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Egregio dott. Aldo,

La prego caldamente di accettare questa mia piccola esternazione, commista alla immutata stima e sempre sincera gratitudine,  per l’articolo pubblicato sulla “Rivista” “La Risacca”, concernente la fiction del Commissario Maltese.

E’ mio vivo desiderio , non una scusante, per onore del vero, descrivere le modalità di quanto avvenuto. Un giorno alle mie figlie  è stato chiesto, dalla troupe di quella fiction, il permesso di potere girare qualche scena nell’androne del palazzo dove abito, dove per altro, ogni Mercoledì Santo di ogni anno entra il simulacro della Madonna del Popolo e dove ogni anno per il mese Mariano, il parroco e le suore della Cattedrale ci chiedono di potere officiare una Santa Messa; molti fedeli assistono con giubilo a tali eventi  .Le mie figlie, sconoscendo la trama del romanzo, hanno acconsentito alla richiesta e me lo hanno riferito.

Dopo quanto sopra, confesso che non condivido la definizione che con tale trasmissione l’immagine della città è stata irrimediabilmente distrutta e deturpata ed è stato anche suggerito il consiglio di negare “in futuro” entusiastica ospitalità a tali eventi.

Mi è stato detto che la fiction che personalmente non ho voluto vedere ha avuto un’alta audience. Molti spettatori amano e gradiscono tali trasmissioni dove non mancano Suore, Carabinieri, pistoleri, le ballate con le stelle e il numeroso corteo di giochi il più spesso puerili.

Per ciò che riguarda la mafia il mio pensiero è “Noli mi tangere” e mi sovviene la simpatica vignetta di Forattini che ritrae l’ex Sindaco Erasmo Garuccio, con una “lupara” puntata sul sedere, mentre asserisce che a Trapani la mafia non esiste.

Ed ora mi conceda l’onore di considerarmi un Suo sincero e fedele estimatore ed amico, anche se mia ha classificato di veneranda età (purtroppo è il vero) e con la lucidità di un giovane, e mi permetta un fraterno abbraccio ed una forte stretta di mano, con viva preghiera che la presente scrittura per la modesta valenza, rimanga nell’obblio di un cassetto.

f.to Dott.A. Colicchia – medico chirurgo seguito dall’indirizzo.

 

Egregio dottore,

ricevo la Sua esternazione e ne sono anche contento. Il mio articolo non era un Vangelo e pertanto poteva essere condiviso ( e sono stati in tanti) o criticato.

Debbo innanzitutto sgombrare il campo da qualche equivoco di troppo. Io non sapevo che qualche scena era stata girata nell’ androne di casa sua e, in ogni caso, la mia critica era rivolta principalmente alle Istituzioni e a qualche pubblica amministrazione (Poste) che si erano prestate. I privati hanno il diritto di  comportarsi come meglio credono, le Istituzioni, invece, debbono fare gli interessi della città e dei propri cittadini. Nel caso specifico io l’ho vista e continuo a vederla in un certo modo, anche se diverso dal suo. Ma questa è la bellezza del dialogo e della democrazia.

In merito alla audience registrata dalla fiction, la cosa, a mio avviso, aggrava la situazione da me  prospettata. Lei dice che la gente ama film con Suore, Carabinieri, pistoleri e ballerini. Io sono rimasto un ammiratore dei Frati. Quelli, per intenderci, del tipo “Marcellino pane e vino”. Film che può essere visto da tutti ed in particolare da giovanissimi che non imparano violenza e uccisioni ma bontà e moralità.

Infine, ma non per ultimo, la vignetta di Forattini ritraeva Garuccio con la lupara “infilata” nel sedere e non  solo puntata, anche se la cosa non cambia di molto. Di sicuro si è trattato di una estemporanea infelice risposta del sindaco del tempo.

Per ultimo, la sua fantasia le suggerisce che io abbia negato l’esistenza della mafia a Trapani.

Non è così. La mia teoria è  che essa esiste, assieme alla massoneria diffusa, nella nostra città e nella nostra provincia. Non per questo possiamo dire che esiste solo a Trapani. Essa, purtroppo, esiste a Trapani, a Palermo, ad Agrigento a Catania e così via. Esiste anche a Roma con le sue ramificazioni, in Toscana, in Lombardia e ovunque vi è ricchezza o forte miseria. Ecco, è per questo che non capisco perché mettere continuamente” solo” Trapani in prima fila.

Per quanto attiene il turismo, la mia era una provocazione molto seria. Se lei si sentisse chiedere da un turista ospite di un B&B, testualmente: “Lei è mafioso?” come fosse la cosa più naturale di questo mondo mi creda, le cadrebbero le braccia a terra.

Grazie per questo meraviglioso scambio di opinioni. Ognuno rimane nella sue convinzioni. Come detto all’inizio, questo è il bello della democrazia e speriamo potercela godere a lungo.

Sempre con profonda stima La saluto cordialmente.

Aldo Messina

 

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