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Ritorniamo, per l’ennesima volta, a trattare dei beni di Nunzio Nasi. Beni dei quali si sono interessati numerosi politici e la stessa ASP di Trapani, in causa per la casa di Roma. La palma dell’allarme va ricordato, spetta all’ex sindaco di trapani Michele Megale che con ogni mezzo ha cercato di difendere i beni di Nasi mantenendo sempre vivo il caso.

di Filippo Camuto

Tutti i beni immobiliari che possedeva la famiglia del Ministro Nasi, sono stati devoluti, per volontà della stessa ad Enti vari. Purtroppo questa ragguardevole consistenza patrimoniale sembra si stia dissolvendo nel nulla.

L’appartamento che il Ministro Nasi possedeva a Roma è ancora soggetto ad un annoso contenzioso con il Comune di Roma, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani che ne rivendica la proprietà. Si attende ancora la decisione della Magistratura.

Intanto oggi si avverte la necessità di costruire a Trapani un nuovo grande Ospedale per soddisfare le esigenze della popolazione da ricoverare, essendo il S. Antonio Abate carente di posti letto ed altro. Tale situazione è stata accertata da tempo.

L’Ospedale S. Antonio Abate, infatti, sufficiente al tempo in cui fu costruito, ora, anche se sarà costruito un nuovo reparto per la radioterapia, si prevede che per i prossimi anni non avrà un futuro, perché privo di aree disponibili per costruirvi nuovi padiglioni.

A tal riguardo c’è da dire che il Senatore Antonio d’Alì, quando era Presidente della Provincia Regionale di Trapani, si era reso promotore per la costruzione di un nuovo grande Ospedale di Trapani, in contrada “Paneperso” su un terreno esteso circa 120 mila mq, e stanziò una somma, quale contributo da utilizzare per la progettazione della nuova opera «che riteneva fondamentale per il miglioramento del servizio sanitario comunale e dell’intero territorio provinciale». Affermava anche «Sono convinto che non sia necessario l’impegno di una nuova risorsa straordinaria che non sia già nel patrimonio della nostra Azienda Sanitaria Provinciale e nelle dotazioni del suo bilancio».

C’è da dire, infatti, a maggior chiarimento, che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani è in possesso, da molti anni, dell’area, in contrada Paneperso, destinata alla costruzione del nuovo grande Ospedale, ereditata dalla famiglia Nasi.

Di recente anche l’Assessore Regionale della Sanità, On.le Baldo Gucciardi, si è pronunciato per la costruzione, in contrada “Paneperso”, di un nuovo grande Ospedale a Trapani che sia in linea con i tempi moderni «realizzando così un nuovo modello organizzativo e una nuova sanità concepita sulla complessità della patologia e sull’intensità di cura».

Nell’ambito della sanità, bisogna guardare lontano, ed ogni sterile polemica, contraria alla realizzazione di un’opera così importante ed utile, deve considerarsi non producente di effetti positivi e pertanto non lungimirante. Bisogna pensare con idee grandi per ritrovarci un domani un futuro migliore di vita. Nella fattispecie c’è, fra l’altro, l’autorevole parere tecnico favorevole, che condividiamo pienamente, del Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, Dott. Giovanni Bavetta, il quale dice «In atto nell’Ospedale S. Antonio Abate non c’è possibilità di inserire tutti i reparti previsti dalla nuova rete ospedaliera, non ci sono gli spazi». Ed ancora «una nuova struttura, progettata e realizzata secondo i canoni dei moderni ospedali facilmente raggiungibili potrà essere realmente l’Ospedale di riferimento di tutto il territorio e potrà aspirare ad essere un DEA di II livello, garantendo una migliore qualità della salute anche ad un bacino più ampio di quello provinciale».

Facciamolo dunque questo nuovo grande Ospedale a Trapani al servizio della collettività del nostro territorio provinciale. Ce n’è di bisogno ed è un valore aggiunto ed un bene patrimoniale in più.

Altro problema che assilla i trapanesi è l’abbandono in cui versa il villino Nasi, in preda ai vandali, donato dalla famiglia del nostro Ministro alla Provincia Regionale di Trapani. Anche questo villino è il simbolo della città di Trapani in quanto è stato costruito e donato dalla cittadinanza trapanese al Ministro Nasi in segno di affetto e riconoscenza.  La costruzione di tale immobile è stata iniziata nell’anno 1898 in stile (Art Nouveau). Ora pare che il Libero Consorzio dei Comuni di Trapani non potrà garantire la presenza di proprio personale e, di conseguenza, assicurare il controllo dell’importante sito, patrimonio della storia e della cultura del territorio.

Speriamo che il Commissario del Libero Consorzio Comunale di Trapani provveda in ogni modo alla manutenzione e conservazione del villino, assicurando anche un servizio di apertura e controllo del sito per i visitatori ed i turisti, in quanto l’immobile ed il giardino sono da considerarsi ancora patrimonio figurativo dei trapanesi.

Infine, ci sembra opportuno e doveroso ricordare quanto manifestato dal Ministro Nunzio Nasi fra le sue ultime volontà “Vivamente desidero di essere sepolto là dove riposano le ossa dei miei genitori e vive il popolo che io ho tanto amato”.

 


 

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