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Prosegue sotto traccia la campagna elettorale a Trapani e ad Erice.

Poca appariscenza, ma molto lavoro sotto banco.

Mentre ad Erice si ripetono alcuni scontri già visti nelle passate amministrative, anche se con un Giacomo Tranchida in una posizione diversa, a Trapani si prospettano scenari nuovi rispetto al passato e non si escludono colpi di scena.

Come noto, ci limitiamo a riferire ciò che sentiamo dire e ciò che vediamo.

I candidati a sindaco nel comune capoluogo sono diversi, ma la lotta potrebbe essere ristretta, salvo clamorosi imprevisti, a tre. Si tratta di D’Alì, Fazio e di Pietro Savona.

Questi, infatti, i candidati più accreditati sulla carta.

Ora, dato per scontato che nessuno può raggiungere il quorum al primo turno, sarà decisivo il ballottaggio.

Dando uno sguardo agli schieramenti in campo, dobbiamo costatare che i maggiori movimenti si registrano a casa Fazio e casa D’Alì dove, dolente o nolente, si spacca quello che fu il centro destra storico trapanese del quale si salvano i generali ma non l’esercito.

D’Alì, sotto il simbolo di Forza Italia, cerca di raccogliere i consensi del centro destra, ma mentre il suo partito di riferimento perde colpi, il resto della destra è sparpagliato non avendo più un partito di riferimento storico.

Fazio, da parte sua, si presenta come una personalità più dinamica, al passo coi tempi, dove non si fa più espresso riferimento alle superate logiche di partito ma ai programmi e agli uomini. Fatto che, al di là delle vecchie visioni politiche, aggrega diverse persone che oggi si identificano con il popolo piuttosto che con le èlite di un tempo. D’Altronde, chi ha seguito le vicende politiche locali ricorda bene che lo stesso Girolamo Fazio era stato incluso, in illo tempore, quale assessore nella sindacatura di Gabriele D’Alì, in una lista tutta di destra.

Ma questa è acqua passata.

La gente, anche se con molto distacco, osserva ancora ciò che accade nei palazzi e le grandi manovre di Forza Italia, per escludere Fazio dal Consiglio comunale, non sono state recepite come una mossa civile bensì come un accanimento politico costruito per eliminare il candidato più “pericoloso” e avere campo libero. Così, diversi cittadini, prima indecisi, si sono raccolti attorno alla vittima di turno accrescendo, anziché sminuirne, la sua potenza.

Inutile girarci attorno, fate un sondaggio tra i cittadini e capirete che il popolo è, in apparente maggioranza, orientato per il voto verso Fazio a dispetto dei molti poteri contrari.

Ovviamente parliamo di percezioni, ma anche di costatazioni sul campo.

Sul fronte Savona, la polemica con la candidata sindaco di Erice, Daniela Toscano, non ha certo giovato al candidato sindaco del capoluogo e nemmeno, per la verità, al loro partito di appartenenza. In un momento così delicato meglio avrebbe fatto la Toscano a chiamare via telefono Savona ed esprimere privatamente il suo concetto. Anche perché si tratta di un appartenente al suo stesso partito di riferimento.

Poco da dire sugli altri coraggiosi candidati a sindaco di Trapani i quali faranno del loro meglio per ottenere una buona affermazione personale.

Le liste? Un macello. Tutti sono candidati per un posto in consiglio comunale dimenticando che questi sono solo trenta e non trecento.

Il nostro augurio è che vinca il migliore, intendendo per migliore colui che si dedicherà a questa città con maggiore passione e attenzione, perché in questo triste momento politico locale, nazionale ed europeo, se ne sente il bisogno. Vogliamo, infine, ricordare che la nostra non è una presa di posizione pro o contro qualcuno, ma solo una costatazione libera e “indipendente”.

 

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