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Disorganizzazione, processione sfilacciata, strade strette e centro storico incapace di contenere non solo i turisti, ma anche gli attuali abitanti che, ricordiamo, sono ormai un unicum con Trapani-Erice Casa Santa.

In molti, per la prima volta nella loro vita, non sono andati a vedere la processione dei Misteri. Si trattava di entrare in un imbuto dalla parte più larga.

La cocciutaggine di alcuni, che ripropongono la processione solo nel centro storico, ha creato quasi una disaffezione da parte dei trapanesi.

Questi illuminati organizzatori ignorano che fino agli anni ’60 la popolazione trapanese si concentrava nel centro storico e che le automobili erano pochissime. Allora era più logico portare i Misteri sotto le abitazioni dei cittadini del centro che, difficilmente si ammassavano nelle viuzze, dal momento che li avrebbero meglio ammirati dai propri balconi. Inoltre, il turismo era quasi inconsistente o, se vogliamo, inesistente.

Oggi la popolazione si è sparsa fino ai confini di Erice e, con Casa Santa, rasenta i 100.000 abitanti.

Tutta gente che, per vedere i Misteri, deve raggiungere il centro storico con enorme difficoltà dal momento che devono posteggiare le loro auto. Questo è un primo motivo di abbandono.

Ma andiamo avanti.   Pur con le dovute modifiche di tragitto, causate dai cadenti (o presunti tali) alberi della “Marina”, si sarebbe potuta trovare una alternativa migliore in modo da farli passare dalle strade più larghe e più lunghe, in orari decenti e di maggiore afflusso di pubblico.

In altre parole, la penalizzazione della via Garibaldi e il mancato attraversamento della via G. B. Fardella, hanno fatto sì che la manifestazione fosse solo per pochi intimi.

Solo in queste strade, infatti, si sarebbe potuta vedere la processione con la sequenza giusta della rappresentazione del calvario di Gesù Cristo.

Che senso ha avuto far sfilare i Misteri per le stradine del centro storico quando ogni gruppo faceva parte a sé stante, incurante del precedente e del successivo? Non sarebbe allora meglio fare uscire i gruppi ognuno per conto proprio?

Infine, qualcuno ha parlato del tragitto a ovest del viale Duca d’Aosta, per rendere omaggio alla marineria.

Iniziativa lodevole e pregevole per la storia di Trapani, peccato che gli organizzatori abbiano dimenticato che da decenni le famiglie marinaresche si sono trasferite altrove e in particolare a Erice Casa Santa.

Così, come hanno dimenticato che, negli anni ‘50/70, pochi Misteri avevano la banda musicale che oggi si compone, per ogni gruppo, di almeno trenta persone. Banda che non può sfilare ben composta nelle strette straduzze intasando e ostacolando ancor di più la circolazione pedonale.

Quello che ci viene da dire è: “Ridateci la processione dei Misteri” perché, continuando in questo modo, i singoli gruppi si possono ammirare meglio all’interno della chiesa del Purgatorio rendendo superflua la sfilata.

Poi, se le Maestranze vogliono proseguire su questa strada e su questi percorsi, lo possono fare autonomamente, raccogliendo i familiari dei consoli e dei pochi appartenenti al ceto perché il popolo non è più coinvolto o interessato.

Troppo caos, Misteri indipendenti gli uni dagli altri, percorsi che intersecano la stessa processione, caos, disorganizzazione e noncuranza, tutte cose che non fanno bene alla tradizione folcloristica e tanto meno a quella religiosa. Due visioni che da secoli si incrociano e convivono nonostante piccoli screzi o divergenze. O, volendo, tra concorrenze più meno leali tra ceti.

Il 2017, e non solo, ripetiamo, a causa degli alberi cadenti o presunti tali, è da cancellare dalla gloriosa storia dei secolari Misteri di Trapani.

 

 

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