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E’ ormai arcinota e ampiamente dibattuta la polemica sorta tra l’amministrazione comunale del capoluogo da una parte e un gruppo di cittadini dall’altra, in merito al (per il momento) tentativo di eliminare diversi alberi “eritrini” perché cadenti a causa di una malattia.

Per la cronaca si tratta di alberi importati, in Italia e a Trapani, dopo la guerra di Eritrea conclusasi nel 1888.   Nella nostra città pare se ne contano 39 così dislocati: 30 in Viale Duca D’Aosta, 6 nella piazza Vittorio Veneto oggi piazza del Municipio e 3 nella via Salvatore Calvino.                                                                                                                                                                    La decisione dei tecnici del comune è stata perentoria: eliminare gli alberi secolari.                                                                              Ammesso che ciò fosse l’unica soluzione, vi immaginate il Viale Dica D’Aosta che i trapanesi  delle ultime tre generazioni conoscono, privo di questi alberi e di questo polmone di ossigeno?                                                                                                                      Di sicuro ci apparirebbe, all’improvviso, un deserto o, se volete, la sembianza di una persona senza testa e senza braccia.                                                                                                                                                                                                                                                              Uno sconvolgimento della secolare visione testimoniata da foto d’epoca che hanno fatto di Trapani una città civile e all’avanguardia per la bellezza naturale e la presentazione turistica nella zona del porto dove, una volta, tra fine ‘800 e inizio ‘900, arrivavano gli ospiti e tutte le autorità provenienti dall’estero.                                                                                                                    Tutto questo, ripetiamo, se fosse veramente indispensabile abbattere questi alberi che, per i  trapanesi, sono come delle “persone” di famiglia.                                                                                                                                                                                                           Per meglio comprendere la portata della situazione che sfugge alle nostre modeste competenze,  abbiamo voluto intervistare sullo specifico un autorevole tecnico del comparto. Abbiamo posto al Professore Giovanni Curatolo alcune domande sulla attuale vertenza che vede l’ amministrazione comunale arroccata sulla decisione della eliminazione e i cittadini che intendono salvare non solo gli alberi di “eritrina”, ma anche l’immagine storica della città.                                                                                           Per la cronaca, il professore è un  esperto di Verde Pubblico e Ornamentale, svolge la sua attività come docente in numerosi Corsi di Specializzazione e Master universitari. E’ stato altresì Relatore in numerosi Convegni scientifici. nazionali e internazionali sulle problematiche del Verde, del Paesaggio e Turismo sostenibile. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.

 

Professore Curatolo,

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-          Che tipo di malattia è quella che ha colpito gli alberi di Eritrina ?

-          Maltrattamenti  e incaute capitozzature. Questa tecnica usata largamente a Trapani nella gestione del verde ha causato negli anni una predisposizione al deperimento dei tessuti lignei.

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-          Cosa è la Valutazione della Stabilità degli alberi?

-          E’ un accertamento tecnico che mira a valutare le condizioni statiche dell’albero attraverso il metodo visivo e strumentale. E’ un’indagine da affidare ad Agronomi e Forestali esperti.

-         

-          Bisogna necessariamente procedere al loro abbattimento?

-          Se le piante hanno perso la loro potenziale stabilità e corrono il rischio di schianto, dimostrato da una attenta perizia tecnica, si deve procedere all’abbattimento al fine di salvaguardare la incolumità dei cittadini.

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-          Tutte le Eritrine sono da abbattere?

-          Certamente no! Ritengo che soltanto qualche esemplare vetusto presenta importanti cavità nella zona del colletto e cioè nella parte basale della pianta dove avviene l’ancoraggio stabile al terreno del fusto alle radici. . Se questa zona risulta compromessa esistono realmente seri problemi in ordine alla stabilità degli alberi. Al contrario possono essere salvate quelle piante che non presentano tale grave compromissione attraverso una intelligente potatura di riequilibrio dell’albero.

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-          Esiste una norma che tutela gli alberi secolari e chi dovrebbe o potrebbe intervenire per decidere il da farsi?

-          La legge 10 del 2013 prevede la procedura per classificare gli alberi monumentali. Ogni cittadino è chiamato a segnalare gli esemplari di pregio storico..

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-          Perchè a pochi giorni dalla scadenza del mandato l’Amministrazione uscente ha deciso di procedere all’abbattimento delle Eritrine?

-          L’’art.6  della suddetta legge impone all’Amministrazione uscente 60 giorni prima della scadenza del mandato di predisporre uno stato dell’arte della situazione del verde pubblico elencando eventuali criticità. In questo modo trasferisce al Sindaco che seguirà una proposta metodologica da utilizzare per il verde urbano secondo un criterio di priorità.

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-          Volendo provvedere al reimpianto degli alberi, quanto tempo occorre per renderli visibilmente adulti?

-          Oggi è possibile acquistare esemplari a pronto effetto presso vivai specializzati.

-          Tuttavia ,secondo la normativa citata prima di eseguire le opere occorre un progetto di riqualificazione del verde per l’area d’intervento con l’obiettivo di migliorare il decoro  urbano.

 

 

 

 

L’attuale servizio del Verde del Comune di Trapani come è organizzato?

Non esiste un vero e proprio settore Ville e giardini . Non esiste un Agronomo esperto che dirige questo Servizio. Consiglierei al Nuovo Sindaco, chiunque esso sia, di valutare il modello di gestione del verde del Comune di Torino.

 

Si conclude qui l’intervista al nostro professionista e, dalle sue valutazioni, traiamo un sollievo ed una speranza per la sopravvivenza dei nostri secolari alberi.

 

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