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INTERVISTA AL CAPO CONSOLE DOMENICO GALUPPO

Di Vito Campo

La Settimana santa si avvicina e in città comincia a crescere l’attenzione per la processione dei Misteri del Venerdì. Il cristianesimo, in questa settimana di fede, celebra tutti quegli eventi correlati agli ultimi giorni di Gesù, ed in particolare la sua passione, morte e resurrezione. A Trapani, oltre a ciò, vi è anche un evento che, da più di quattro secoli, esprime un profondo valore spirituale e un intenso legame con la città: la processione dei Misteri per l’appunto. Per cercare di capire quali sono le novità di quest’anno, e sapere un po’ di più sull’importante appuntamento che desta l’attenzione di un’intera città e non solo, abbiamo deciso d’intervistare Domenico (Mimmo) Galuppo, Capo-Console del Ceto dei Metallurgici. Galuppo, 68 anni, è un uomo da sempre impegnato nella processione dei Misteri, fin da quando aveva 18 anni. Eletto Capo-Console dopo il 2014, fabbro di mestiere e trapanese del Centro storico, è un uomo cresciuto e vissuto a “pani e misteri”. Attualmente è tra i pochi Consoli a rappresentare la maestranza in seno al ceto proprio per il suo lavoro.

Il suo gruppo è quello dell’Arresto ed è affidato al ceto dei Metallurgici. Può dirci chi rientra in questa categoria e parlarci del suo gruppo? “Attualmente rientrano tutti coloro i quali hanno a che fare con i metalli, quindi, ad esempio, fabbri, carrozzieri, verniciatori, meccanici, elettricisti, che, in seno al Ceto, si occupano del “mistere”. In un periodo di generale crisi economica e con un calo generalizzato di contributi, che riguarda tutti i Ceti, quello dei Metallurgici riesce a sostenere normalmente tutte le spese della processione, e questo è da attribuire alla generosità della categoria e di chi ci sostiene. Nel tempo abbiamo ampliato il numero dei collaboratori del Ceto, dando anche la possibilità ai giovani di avvicinarsi anche per un ricambio generazionale, ma far parte di un gruppo sacro significa avere un impegno che non si limita soltanto alla settimana santa, ma che dura 365 giorni l’anno. Le nostre regole interne prevedono che per poter diventare Capo-Console e Vice Capo-Console si debba necessariamente svolgere uno dei lavori che rientrano in quelli propri della maestranza”.

Quest’anno il percorso della processione si snoderà lungo il Centro storico in rispetto dell’alternanza con la via Fardella. Perché questa scelta? Nel passato il percorso della processione era limitato alle vie del Centro, ma Trapani aveva un numero di abitanti notevolmente inferiore rispetto a quello attuale. Non pensa che limitare il percorso della processione al nucleo originario della città, possa rendere difficoltoso, alle decine di migliaia di persone presenti, assistere all’evento?

“La scelta del percorso alternato nasce nel 2011 e da allora è stata sempre rispettata. Ritengo che la via Fardella sia una strada bellissima, ampia, e che dà la possibilità di ammirare in tutta la loro bellezza i sacri gruppi dei Misteri, ma ritengo che il percorso alternato vada bene. La crescita del numero di persone non riguarda soltanto chi assiste all’evento, ma anche chi vi partecipa in prima persona, basti pensare alla crescita delle bande musicali che accompagnano i Misteri che possono arrivare a centinaia di componenti, al numero di persone che partecipano alla processione con i gruppi, come portatori, processionanti, collaboratori. Insomma, sono tutti degli elementi di cui si deve tenere conto.

Può dirci se quest’anno ci sarà qualche novità sulla processione, ma soprattutto può svelarci qualche piccolo segreto che riguarda l’opera scultorea del suo gruppo? Una novità è nel percorso. La processione arriverà fino piazza Scala d’Alaggio, e comunque toccherà alcune vie che rientrano nella zona del porto peschereccio, e ciò fu fatto solo per due anni consecutivi: nel 1972 e nel 1973. Per quanto riguarda i segreti, ve ne sono tanti, ma in particolare uno mi sento di dirglielo. Nell’opera scultorea vi è una fiaccola in argento che originariamente non apparteneva al “mistere”. Questa fu donata da Nunzio Asta – il marito di Barbara Rizzo Asta uccisa insieme ai suoi due gemellini nella strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, ndr – per ricordare la moglie e i figli. Inoltre, per quanto riguarda il nostro gruppo, quest’anno, faremo un minuto di raccoglimento per ricordare la morte di Francesco (Cino) Cardinale, Console storico del ceto fino al 1992”.

Il gruppo raffigurante “L’arresto di Gesù”, anticamente detto “La Prisa” o “La Cattura” e originariamente affidato ai fabbro-ferrai, è uno tra i più antichi tra i sacri gruppi, ed è addirittura tra i primi cinque. E questo è un motivo di vanto per i Metallurgici, come traspare dalle stesse parole di Galuppo. La scena del gruppo scultoreo è quella dell’arresto di Gesù nel giardino dei Getsemani. Non si conosce l’autore del gruppo scultoreo originale anche se molti lo attribuiscono a Mario Ciotta. Ricostruito nel 1765 da Vito Lombardo, dopo una rovinosa caduta dei portatori nella processione di quell’anno, il gruppo scultoreo è arrivato intatto fino ai giorni nostri. La “vara” in stile neoclassico è stata ricostruita intorno al 1930 da Antonio Aula, e la posizione delle aste è stata modificata sul finire degli anni ’60.

 

 

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