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TRA SPERANZA E PAURE “APRIRE IL NOSTRO CUORE ALL’ALTRO”

di Mons. G.Gruppuso

Annualmente la comunità dei cristiani e non solo, si prepara a celebrare la Pasqua del Signore, avvenimento centrale per la fede di ogni battezzato. La celebrazione della Pasqua è preparato con un periodo intenso o forte come lo definisce la Chiesa, che ha inizio con il Mercoledì delle ceneri e si protrae per quaranta giorni ed ha il suo periodo culminante con la Settimana Santa. La Chiesa, dopo il Concilio Vaticano II per tutto l’anno, ha abolito l’obbligo dell’astinenza dalle carni nei giorni di venerdì ed ha mantenuto invece l’obbligo per i cristiani adulti del digiuno e astinenza per i giorni del Mercoledì delle ceneri e del Venerdì Santo. Se la Chiesa ha voluto conservare per il periodo di quaresima un atteggiamento di austerità, parsimonia, rinuncia, preghiera e silenzio interiore è proprio perché durante la quaresima ed in vista della Pasqua del Signore, che segna la vittoria di Cristo sul male e sul peccato, tutti siamo chiamati a riflettere sulla situazione di male presente nella società. Motivi per riflettere seriamente sulla realtà che interpella la comunità degli uomini certamente ce sono abbastanza, sia a livello internazionale, che europeo, nazionale, cittadino e, probabilmente, anche familiare. L’opinione internazionale è rimasta impressionata per la scelta del popolo americano del presidente Trump. Le sue prime scelte politiche hanno già diviso l’opinione pubblica americana. Ci chiediamo se sia politicamente corretta la scelta ultranazionalista e di chiusura verso i problemi della povertà, dell’immigrazione, della salute pubblica, della difesa ad oltranza dell’economia nazionale o non sia piuttosto necessario, come afferma papa Francesco, creare condizioni di accoglienza, rispetto, e dialogo con tutti? Nel messaggio per la quaresima del 2017 Papa Francesco ha invitato i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà ad aprire il cuore, l’intelligenza e la vista al prossimo perché uomo che tutti hanno il dovere di rispettare nella dignità. Durante il tempo della quaresima tutti siamo chiamati a non volgere lo sguardo altrove rispetto le gravi situazioni che oggi amareggiano l’umanità. E’ intollerabile che intere popolazioni, soprattutto donne e bambini, siano costretti in Siria e nel Medioriente in genere a vivere con la paura delle bombe e con la pura ancora più terribile di essere torturati e ammazzati da bande di criminali che, in nome di una fedeltà integralista ad una religione e in nome di Dio compiono oscenità inenarrabili. Ci chiediamo, da cristiani, la Pasqua del Signore potrà essere per queste popolazioni un giorno di rinascita e di speranza? Lo auguriamo con tutto noi stessi. Certamente ci sono gravi responsabilità dei governi internazionali ma probabilmente anche la nostra indifferenza contribuisce ad acuire la sofferenza di intere popolazioni. Il giorno del Venerdì Santo, mentre nella nostra città contempliamo la sofferenza di Cristo durante la sua passione e morte, magistralmente e con fine abilità artistica rappresentata dai sacri gruppi dei misteri dovremmo, in quanto uomini e soprattutto in quanto cristiani, chiederci se la passione e morte di Cristo in croce è stata inutile per l’umanità o se c’è ancora speranza di rinascita e di vittoria su ogni forma di male. La processione dei gruppi sacri dei misteri quest’anno si svolgerà, dopo la suggestiva partecipazione nella chiesa di san Nicolò alle ore 12,00 della morte di Cristo in croce, con inizio alle ore 14,00 per le vie del centro storico che tutti vorremmo che possa finalmente offrire il suo aspetto più bello e attraente anche per i tanti turisti che vorranno partecipare a questo evento annuale che coinvolge tantissimi trapanesi e non, per i quali l’appuntamento con la processione del Venerdì Santo è un appuntamento irrinunciabile. Il venerdì santo con il suo carico di sofferenza e dolore purtroppo, oggi si manifesta in maniera crudele negli attentati terroristici che mettono in allerta tutte le città dell’Europa, negli sbarchi di immigrati che spesso perdono la vita annegando nel mare mediterraneo mentre cercano di fuggire dalla guerra e dalla fame, nelle violenze dentro le famiglie tra marito e moglie, tra padri e figli, negli atteggiamenti di bullismo che sembrano in aumento, segno di una società che non riesce più a fare riferimento alla dignità di ogni persona umana. La catena di sofferenze cui oggi assistiamo è certamente molto lunga ma sicuramente non possiamo trascurare in questo tempo di quaresima in preparazione alla Pasqua la sofferenza di tante famiglie che non riescono a trovare un alloggio dignitoso, i giovani senza lavoro ma soprattutto le popolazioni del centro Italia colpite dal recente terremoto. La Pasqua di quest’anno deve essere un segno di speranza per Trapani che si prepara a scegliere il nuovo primo cittadino, chiamato ad affrontare i gravi problemi della nostra città assieme ai consiglieri comunali che i cittadini speriamo sapranno scegliere con vera sapienza politica, cecando di privilegiare il bene comune piuttosto che gli interessi di parte. La Pasqua di quest’anno ci auguriamo quindi che sia per la nostra città un segno di rinascita e di vittoria su ogni tipo di malessere. La Pasqua deve essere perciò per ognuno di noi, come afferma Papa Francesco nel suo messaggio per la quaresima, un “Aprire la porta del nostro cuore all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto. Un dono, una ricchezza inestimabile, un essere voluto, amato, ricordato da Dio, anche se la sua concreta condizione è quella di un rifiuto umano”. Aprire il nostro cuore all’altro è questo l’augurio di speranza per la Pasqua 2017.

 

 

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